Maurizio Gherardini a ruota libera: un basket che cambia, le due Roma, Ferrari, le parole di Zanetti

LegaBasket Serie A
lunedì, 29 giugno 2026 alle 17:28
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Il presidente della LegaBasket Serie A Maurizio Gherardini ha parlato ai media, compresi PianetaBasket, facendo il punto della situazione. Tanti i temi affrontati:
Le realtà romane impegnate, a parola, a lungo termine
"L'esempio più concreto è che in questo momento si parla di planning solo alla fine della stagione. Perché ancora non si hanno certezze sullo sviluppo dei tornei europei 26/27. Siamo nel mezzo di un periodo in cui non tutte le risposte si conoscono. Entrambe le realtà destinate a Roma hanno sottolineato l'impegno a lavorare su Roma e portare avanti il discorso Roma sempre e comunque. Ci sono risposte che però non siamo in grado di prevedere. Tutte le operazioni sono state fatto nel rispetto delle regole, alla luce del sole. La mia speranza come Presidente è che Roma possa vedere due squadre che credano nel progetto Roma e cerchino di lavorare su quello. Roma è una città di basket da scoprire in un certo senso. Resta che comunque ha una popolazione tra i 18 Ed i 20 anni di 10mila ragazzi che giocano a basket. Potrebbe essere un primo target per queste due realtà. Ma c'è tanto lavoro da fare. Questa è la casa di altre 14 società. Deve essere chiaro le esigenze che abbiamo di crescere, si riflettono su tutte le squadre che partecipano alla LBA. Roma è una sfida importante, e possiamo solo prendere atto della loro chiara volontà di investire sul territorio, e contribuire a fare crescere la LegaBasket. Vogliamo crescere noi come movimento. Inutile dire guardare cosa è successo sui media qualche giorno fa quando è arrivato Doncic. Nel concreto: due realtà arrivano a Roma, devono svilupparsi da una fanbase che non esiste, da un lavoro di marketing, ticketing, e giocheranno anche in Eurocup. Le sfide per le due realtà di Roma sono importanti. Noi siamo l'espressione di 16 realtà. Abbiamo una bella sfida davanti tutti. Non credo che si possa dire di più".
"Negli incontri fatti, entrambi i gruppi parlano di scelta di Roma perche credono nella crescita del basket a Roma. Scelte da sviluppare nel corso di un progetto. Siamo di fronte a cambiamenti che sarebbe troppo facile sparare una risposta o un'altra. La verità è che ci sono risposte che non controlliamo. Questo interesse di portare avanti il discorso è un interesse reale. Siamo i primi come Lega ad essere interessati che questo tipo di scelte aiutino a fare crescere la fanbase del basket italiano. L'intenzione di entrambi i gruppi è di lavorare guardando avanti".
Iscrizione al campionato 2026/27 e le date
"Abbiamo dato parere favorevole alle 14 di permanenza e le altre 2. La FIP aspetta i pareri di Commissione di vigilanza, poi il 16 luglio daranno un timbro a organico campionato. Entro fine luglio il calendario. Abbiamo confermato 19/20 la Supercoppa, 27 settembre inizio stagione regolare, senza turni infrasettimanali. Due finestre FIBA sono confermate".
Il futuro con NBA Europe
"Credo che ancora non abbiamo il quadro esatto di come tutto si svilupperà. In tutti gli aspetti del business. Credo che uno dei presupposti dell'entrata in campo della NBA sia stata la partnership con la FIBA. Quindi c'è rispetto per le leghe domestiche e come assicurare rispetto una ipotetica NBA Europe il passaggio da un livello inferiore. Uno dei capi saldi è stato che chi vuole partecipare a questo progetto deve essere anche in una lega domestica. La parte di risorse e numeri, credo dovremo aspettare dati più concreti. Stanotte è il termine del secondo giro di offerte. Ancora è presto. C'è di positivo in tutto questo che un'identità di successo come la NBA abbia individuato un area di intervento in due città italiane. Ma dovremo vedere come tutto si sviluppo".
"Faccio una parentesi forse non inerente. Ho detto della mia estrazione di partenza. Ho partecipato al via di EuroLega. Sono contento che la NBA arrivi a prevedere un progetto di questo tipo. Ma nella pratica questo è un momento di cambiamento epocale. Unica opportunità di mettere assieme NBA, EuroLega, FIBA. Per mettere assieme l'ecosistema europea. Qualche settimana fa è morto Eduardo Portela. Con Porelli hanno fondato Uleb. Io ho avuto la fortuna di assistere a dei discorsi agli inizi dell'Uleb tra di loro, e da subito avevano evidenziato come problema più difficile da risolvere nello sviluppo di un progetto europeo la questione del calendario. È il problema più grosso. Mettere ordine a quello che è il movimento di basket internazionale, sfruttando quello che può nascere da NBA Europe, può essere epocale. Dobbiamo augurarci che alla fine si trovi una quadra per una soluzione. Il calendario è una delle necessità più impellenti. Per le competizioni, europee e nazionali, e per i giocatori".
Basket in trasformazione, sostenibilità alla base di tutti
"È stata una parte della conversazione avuta stamattina. Ci si rende conto che la gestione di certe situazioni, ma quello che è successo quest'anno era imprevedibile per qualcosa senza precedenti. Ma tutto quello che ne è conseguito è diventato un fattore di riflessione. Tutti ci rendiamo conto, perché siamo un associazione che deve poter condividere in tutti i risvolti queste situazioni, che stanno cambiando le cose. Fare lo sport è sempre più esigenze complesse. Sempre più importanti da considerare. Fin dal primo giorno ho parlato dell'importanza della sostenibilità, non a caso. Non c'è solo una questione, ma sono tutte collegate. Sostenibilità, regole, disponibilità risorse, i tifosi. Ma la sostenibilità viene prima di tutto. Qualche giorno fa c'è stato il comunicato di EuroLega dove forse a qualcuno è sfuggito un dato, che ho vissuto l'EuroLega dal primissimo giorno: il 37% degli shareholders sono sostenibili. Di 13 squadre socie, 4/5 sono in pareggio".
"Un anno fa vivevo il triplete del Fenerbahçe con la mia EuroLega in braccio. Una stagione irripetibile, o almeno pensavo. Se la guardo con gli occhi del presidente di Lega, il Fener ha fatto triplete anche quest'anno ma senza EuroLega, è arrivato alle Final Four, ma ha fatto un risultato ancora più importante: perché di niente ha mancato il breakeven della gestione. Un risultato incredibile. Non è facile. Non stiamo parlando di risultati che si possono raggiungere così facilmente. È un processo. La sostenibilità aiuta la solidità di un club e di una lega, e di consumare l'appetibilità di una Lega e tutto quello che può sviluppare. Ci sono varii aspetti da considerare, ma le società si rendono conto che dobbiamo considerare i cambiamenti che stanno avvenendo. Non possiamo sorprenderci di quello che succede nello sport".
L'arrivo dei fondi
"La Premier League, massimo campionato dal punto di vista commerciale, l'80% dei club non sono di proprietà inglese. 16/20 sono di fondi, investors. Se guardiamo altri sport, questa è una realtà che si sta ripetendo. Forse c'è sempre più la ricerca da parte dei mercati di asset sui quali investire. La possibilità di trovare situazioni sulle quali investire può portare ricchezza a tutto l'indotto. Al singolo club, ma favorendo anche a tutte le altre squadre. Questo può succedere in tutti gli sport. C'è quindi la consapevolezza che le opportunità per crescere ci possono essere. L'opportunità di avere nuove risorse, ci possono essere".
Dialogo con la FIP
"Siamo nella determinazione di accelerare i tempi per discutere queste problematiche. Massima disponibilità c'è stata dalla FIP, anche di recente siamo stati a Roma. Proprio per vedere come possiamo fare qualcosa in più per prevedere determinate problematiche. Ma sono situazioni che possono succedere. Sono situazioni all'ordine del giorno. Diventa importante anche per noi come associazione cercare di recuperare un ruolo maggiore nel valutare le singole opportunità nell'interesse dell'associazione".
La cessione di Trieste da parte di Paul Matiasic
"Nelle verifiche fatte, il proprietario di Trieste ha lasciato. Il proprietario di Trieste ha dovuto lasciare Trieste, altrimenti non poteva completare questa operazione. La regola è molto chiara".
La cessione di Brescia e Cremona
"Ogni proprietario o investitore ha un suo modo di vivere la sua opportunità, le sue valutazioni. Nel caso specifico, Brescia, pertanto che possa sembrare strano, ho vissuto dal di fuori quello che avete vissuto voi. L'unica occasione che ho avuto modo di condividere qualcosa con Ferrari, è stato il giorno della conferenza stampa. 
All'incontrario, diversi mesi fa, mi sono trovato con una persona squisita come Aldo Vanoli. Mi ha fatto visitare Soncino, mi ha spiegato la storia, mi ha fatto visitare la sua azienda, la fattoria dove ha costruito il campo di allenamento dove si allenava la squadra. Abbiamo passato una giornata insieme, e mi ha spiegato che era stanco, che aveva un'opportunità irripetibile, e voleva che sapessi che ci stava pensando. L'ho apprezzato tantissimo. Ma ci sono altri proprietari che si approcciano in modo diverso a queste opportunità. Non mi piace uscire con commenti giornalieri in funzione di tutto quello che si dice o meno. Bisogna andare in base alle cose come succedono. Cerco di essere sempre trasparente in tutte le cose che facciamo. La trasparenza aiuta la comprensione".
Le parole di Massimo Zanetti contro le due Roma
"Penso che sia un proprietario molto creativo, attivo. Ognuno può fare delle valutazioni. Vorrei fare una domanda indietro. Mentre facciamo questi discorsi, un proprietario come il dottor Zanetti sta valutando diverse possibilità di trattative con fondi. Un proprietario che ha questo tipo di visione, anche del suo club, uno dei club leader in Italia e in Europa, per dare valore a quello che può essere il futuro del club, viene a dirci come sta cercando di comprare una franchigia di EuroLega. Tutto a un tratto ci rendiamo conto che una parola, franchigia, viene usata sempre più spessa. L'EuroLega sta cercando di svilupparsi secondo questo concetto. Lo stesso la NBA. Perché sta cambiando il modo di fare sport. Non devo rispondere. Il dottor Zanetti è una persona che si rende perfettamente conto della realtà dello sport, non solo del basket".
Cosa succederà se la NBA vorrà 4 squadre a Roma o Milano?
"Non penso si arriverà a tanto. La preoccupazione di esaminare situazioni di questo tipo è di tutti. Ed è un motivo per cui credo che quello che è successo ha aiutato tutte le associate a capire ancora meglio cosa vuol dire essere associate a qualcosa, a un movimento, a una lega che comunque deve farsi carico di quelle che sono le possibilità che si creano. Dire che non siamo preoccupati, ma siamo molto attenti a quello che succede. Un altro aspetto di tutto questo è anche cercare di aiutare chi investe a credere nel suo investimento, proteggere chi investe in quello che è il suo aiutare il basket a seconda della situazione in cui si trova. Quello che è successo è qualcosa di eccezionale. Non è che possa succedere regolarmente. Il sistema delle regole è stato seguito e applicato. Devono esserci dei possibili correttivi, cambiamenti. Proprio per evitare che l'associazione e il riferimento di un paese non riesca a seguire i cambiamenti che possano esserci. Ammettere che forse non eravamo completamente pronti a una situazione del genere, non è nascondersi. C'è il rischio di impresa di tutti. Dobbiamo riuscire a mettere insieme, anche con qualche puntello in più, tutte le esigenze. Nella realtà il modello tradizionale sta cambiando. Lo sport, in generale, ormai vive e si sviluppa in modo diverso. I numeri devono avere tutti una risposta. Sono stato un uomo di spogliatoio per 44 anni, non mi sono mai trovato in questa situazione di dover vendere il mio prodotto. Chi investe su di te vuole risposte e numeri chiari, non è più il mecenate che rischia un determinato risultato. Ci sono spesso fondi dietro che devono dare un certo tipo di resa. Dobbiamo essere pronti a affrontare il cambiamento cercando di essere tutti partecipi, e vedere cosa si può fare per modificare e migliorare. Questo è il momento più favorevole per pensare se è possibile vedere il nostro sviluppo di sistema basket in modo diverso. Capire se ci sia da cambiare qualcosa. C'è tanto lavoro da fare. Ma questo è il momento. Unico per vedere se come movimento di basket riusciamo a cambiare qualche cosa
Il problema relativo ai giovani
"Questa è una equazioni che va risolta mettendo insieme tutte le componenti. Importante è questo tavolo di confronto, perché il confronto deve comprendere tutte le problematiche. C'è anche un tavolo politico che stiamo cercando di portare avanti seguendo le richieste del mondo del calcio. Se vogliamo che il basket cresca, dobbiamo tenere coinvolti tutti gli aspetti del prodotto. Come si può fare? Bella domanda. Il tentativo, lo sforzo deve essere questo. Tante cose vanno ripensate ma mettendole in collegamento tra di loro. È una sfida, questa è la sfida".
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