Cantù, il punto sul mercato: mancano tre stranieri. Ipotesi Walker

Mercato
domenica, 19 luglio 2026 alle 16:46
Simone Giofrè
Versatilità e duttilità sono le parole chiave che stanno plasmando il mercato di Cantù, sotto la guida di coach Frank Vitucci e del general manager Simone Giofrè. Un doppio filo conduttore che non solo orienta le scelte delle firme, ma disegnerà anche il modo di giocare: rotazioni fluide, quintetti intercambiabili e di imprevedibilità.
Con tre slot stranieri ancora da riempire (uno in arrivo a inizio settimana) e due giovani da tesserare, l’intenzione è chiara: affiancare a un play e a un pivot “riconoscibili” quattro profili duttili capaci di offrire soluzioni diverse, come dichiarato dallo stesso Vitucci.

Christon-Brown gli architravi, Gravett la scintilla

Sotto il profilo dei ruoli tradizionali, Cantù ha già messo in sicurezza due colonne portanti. In cabina di regia ci saranno Semaj Christon, reduce da Udine, e Matteo Parravicini (stagione a Rieti e Mestre), mentre sotto canestro il pacchetto lunghi è definito con l’americano Chad Brown titolare e Leonardo Okeke come backup: due centri puri, solidi e senza fronzoli.
Attorno, però, il piano è “combo-centrico”. L’ultimo arrivo, Hassani Gravett, è guardia per statura realizzativa ma ha mostrato nell’ultimo biennio a Sabah Bc una gestione della palla da vero creatore: opzione credibile anche da play.
Alle sue spalle c’è il capitano Riccardo Moraschini, emblema di polivalenza: cambio della guardia, del play e all’occorrenza del 3, con la premessa di non spremerlo su troppi fronti come accaduto l’anno passato, quando ha interpretato spesso anche il 4.
In regia, lo stesso Christon può scalare da guardia, mentre Mattia Parravicini ha indole più da realizzatore che da puro facilitatore.
Completa il mosaico Liam Udom, miglior tiratore da tre dell’ultima A2 con Rieti: nasce come cambio del 3 straniero, ma può coprire anche da guardia, ampliando lo spettro delle combinazioni.

Cosa manca: tasselli alle ali e un indizio di mercato

Tolto il capitolo giovani, mancano tre pedine secondo la mappa classica: due ali grandi – con l’idea che almeno una possa dare respiro anche al 5 – e un’ala piccola titolare.
L’impianto lascia presagire quintetti “stretch” con quattro esterni veri o, all’opposto, soluzioni più fisiche per alzare il tono difensivo e il controllo del rimbalzo. In queste ore circola il nome, non confermato, di Anthony Walker, ala impegnata nel campionato canadese con gli Scarborough Shooting Stars: profilo atletico che, se concretizzato, sposerebbe il manifesto tecnico-tattico di Cantù. In sintesi, con il 1 e il 5 blindati e un perimetro pieno di giocatori ibridi, la S.Bernardo sta costruendo una squadra camaleontica, pronta a cambiare pelle partita dopo partita.
Fonte: La Provincia di Como
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Fritzcarraldo
Sintetizzo,due nuove squadre di basket capitoline fondate ex novo rilevando i titoli da realtà consolidate della nostra pallacanestro (una,Cremona,da tempo in cerca di acquirenti,l'altra,Brescia,un po' "de botto", tanto per restare a Roma)nella speranza di poter far parte di NBAEurope quando partirà( e già si sa che ci sarà solo una franchigia per ogni città,dunque una delle due resterà esclusa,più probabile sia Maxima visto che dall'altra parte ci sono Nelson e Doncic..).Entrambe acquisiscono dalle realtà romane i settori giovanili di società storiche capitoline per essere formalmente in regola per disputare il campionato di Lba e le altre competizioni annesse.Per i campi gara ovviamente in partenza si adattano all'esistente,una al Pala Tiziano,l'altra alPalaEur in attesa di un nuovo impianto (copertura Foro Italico?Nuovo Palasport?).Ad oggi,nonostante vari e variegati rumors,nessuna ha ancora un allenatore e mi sfugge anche la presenza dei DS.Entrambe hanno firmato/ereditato qualche giocatore per iniziare a formare il roster (cosa che comunque si può fare anche con una certa calma in trenta giorni).Tutte e due le squadre parteciperanno alla Eurocup di matrice ECA ,rivale di NBAEurope.La FIP,pur non essendo direttamente coinvolta nel progetto,tramite Petrucci ha però spalancato le porte alle operazioni guidate da oltreoceano nella speranza di vedere sconfitta l'acerrima nemica ECA giocando sulla possibilità di avere finestre sicure per la partecipazione degli atleti alle competizioni della Nazionale (come noto l'NBA concede sempre la possibilità ai propri atleti europei di giocare con le rispettive Nazionali..o mi sbaglio?).La Lega vede una crescita negli investimenti ed è tutta contenta di accogliere due società nella Capitale perchè è convinta di far crescere,non a torto,il giro di interessi economici e sportivi del campionato italiano( e pazienza per i tifosi di Cremona e di Brescia,siete stati ammirevoli,bravi,e tanti saluti..Ringraziamenti sinceri anche a Gherardini).Posto che anche io sono contento se Roma torna nel grande basket,tanto più nel caso riuscisse a catalizzare l'entusiasmo degli appassionati locali,mi devo però chiedere se le modalità non potevano essere diverse e,soprattutto,se questo progetto calato dall'alto in tutta fretta non vada incontro a delle criticità che potrebbero minarne la buona riuscita:le incognite non sono poche e paiono aumentare anzichè diminuire col passare dei giorni:probabilmente i finanziatori americani sono abituati a muoversi su terreni molto più solidi negli USA,non basta far piovere denari in Italia per realizzare le cose ,devono esserci competenze,organizzazione,conoscenza della realtà locale soprattutto in materia di realizzazioni edilizie di un certo impatto,etc..Manca un orizzonte definito e con i contorni certi,tutto onestamente resta molto fumoso, e non è detto che dove ci sia del fumo esista anche l'arrosto.Nel sentimento comune,che è anche il mio,non si vede come NBAEurope,con squadre tutte da inventare a Londra,Parigi,Berlino,Manchester,Milano/Varese,palazzi dello sport quasi tutti da costruire e tifosi (ma di chi?)da coinvolgere possa davvero iniziare tra poco più di un anno.Anche fosse,sarà uno spettacolo così attrattivo rispetto al presente di Euroleague?Difficile che vi si possa ritrovare la qualità agonistica alla quale siamo abituati,probabilmente invece i costi per gli appassionati aumenteranno considerevolmente (non vi è altro modo per rientrare dagli ingenti investimenti iniziali richiesti da Nba Europe).Tutto questo onestamente mi lascia tanti dubbi sul futuro del basket nazionale ed europeo,i contraccolpi di un fallimento di un simile progetto potrebbero essere pesanti da sostenere per tutto il movimento:la pallacanestro ha bisogno di fondamenta solide e di certezze al pari degli investimenti,l'opacità di questa fase iniziale nulla pregiudica del futuro ma certo non concorre a rendere più remota l'idea che oltreoceano vedano il basket europeo come un osso da spolpare finchè ce n'è secondo le proprie regole,lasciando poi i delusi superstiti a vagare sopra lande di terra bruciata..
lug 19, 12:12
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Gil10Sba5
Win first mentality, bravo Dylan
lug 18, 20:02
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