Orlandina, Mays: «Tifosi orlandini fantastici»!
Come, dove e perché Keddric Mays inizia a giocare a basket?
Il basket è sempre stato il mio sport preferito anche perché sono cresciuto vedendo giocare mia mamma e mio papà. Già a 10 anni a giocavo a livello agonistico in un team a Livingston in Texas.
Ti ricordi la prima partita?
Non ricordo tutto bene del primo match, giocavo con le giovanili dei Rockets e ricordo di aver fatto veramente bene in quell’occasione. Ero molto più atletico della maggior parte dei bambini, ma come tutti gli altri pensavo solo a divertimi.
Coach Pozzecco ama davvero tutti i suoi ragazzi, l’Orlandina, staff e giocatori, assomiglia sempre più a un gruppo di amici..
Si, questo ci aiuta tantissimo come squadra, tra noi giocatori e tutto lo staff si è costruito un legame che va oltre il campo da gioco. Io ho un ottimo rapporto con tutti, dallo staff ai miei compagni.
Anche i tuoi figli sembrano avere una grande passione per questo sport. Cosa consigli loro di solito?
È vero, i miei figli amano davvero il basket, probabilmente anche più di me. Io dico sempre al più grande, Keddric, di fare ciò che lo rende felice, è solo questo che conta per me dentro o fuori lo sport. Ma so che lui ama giocare a basket e Kaden, il più piccolo, è sempre dietro di lui! È incredibile vedere come siano coinvolti nel basket, vogliono sempre venire con me agli allenamenti… Sono sicuro che, se continueranno a divertirsi con il basket, diventeranno giocatori migliori di me!
Hai giocato a basket in molti paesi in Europa, quali sono le principali differenze nel gioco e nella vita?
Ogni campionato ha le sue differenze, quello italiano è più equilibrato e pieno di giocatori che possono fare bene a livello mentale e fisico. In tante leghe in cui ho giocato prevaleva la componente fisica, specialmente in Ucraina, era come fare la guerra là. Riguardo alla qualità della vita, non c’è paragone tra questi paesi e l'Italia. Lo stile di vita italiano è quello che di meglio c’è per me e la mia famiglia.
Come è vivere in una piccola città come Capo d' Orlando ?
Capo non è tanto diversa dalla città in cui sono cresciuto. Sono abituato a vivere in città non troppo grandi, non hai tante distrazioni e ciò ti mantiene concentrato.
Ti aspettavi un campionato così equilibrato? Quali sono i tuoi obiettivi per questa stagione?
Questo è il mio secondo anno in A2, credo di conoscere il tipo di campionato abbastanza bene adesso. È, secondo me, più equilibrato rispetto allo scorso anno. L’obiettivo per questa stagione è uguale a quello delle altre: vincere. Penso, però, che in questa sia più che realistico pensarlo..
Quanto è importante il supporto dei tifosi? Che ne pensi dei tifosi di Capo?
È importantissimo, nessuno vorrebbe giocare in una palestra vuota, più sono i fans sugli spalti migliore è l’atmosfera. I tifosi a volte aiutano a vincere una partita senza che ancora si sia giocato un solo minuto. I tifosi orlandini sono fantastici, probabilmente è il miglior fan club di cui io abbia potuto essere parte, regala grandi sensazioni. Voglio ringraziare tutti i fans che supportano l’Orlandina Basket al Palazzetto e sulle pagine della società. Noi tutti apprezziamo tantissimo il modo in cui fanno il tifo per noi ogni partita!