Virtus Bologna, i segreti del colpo Poeta

06.09.2010 10:18 di  Matteo Marrello   vedi letture
Fonte: Corriere dello Sport-Stadio
Giueseppe Poeta (foto Ciam-Cast)
Giueseppe Poeta (foto Ciam-Cast)

BOLOGNA - Massimo Bulleri, Terrell Mclntyre e Earl Calloway. Sono loro i protagonisti involontari dell'approdo di Peppe Poeta alla Virtus, una trattativa lunghissima, ricca di aperture e colpi di scena, anche se dai toni molto soft come dicono Claudio Sabatini («Non ci sono stati giochi, tutti siamo stati chiari fin dall'inizio») e lo stesso giocatore («Io volevo venire subito, ma bisognava accontentare tutti»). Un classico caso di mercato con tanti risvolti.

ESTATE 2009 - Le azioni di Poeta, dopo una stagione strepitosa a Teramo, erano alle stelle. Il suo agente di allora Maurizio Balducci lo offriva sul mercato pretendendo fosse il giocatore italiano più pagato «perché è il migliore». Il problema è che tra nuovo contratto e buy-out le cifre erano diventate così alte che nessuno se la sentì di affondare il colpo. Roma, la più interessata, deviò su Luca Vitali in uscita da Milano e Poeta restò bloccato dal contratto che aveva a Teramo. Una cosa però la fece: cambiò agente passando da Balducci alla coppia milanese Ricciotti-Meller, convinto che si dovesse essere più morbidi nel pilotare il trasferimento.

PRIMAVERA 2010 - Reduce da una stagione meno brillante e ad un anno dalla scadenza del contratto, le azioni di Poeta erano più basse ma la posizione di Teramo molto meno intransigente. Con Roma ricca di playmaker, erano due le squadre italiane in prima fila per assicurarselo. Milano aveva Bulleri in scadenza. L'alternativa era Treviso, decisa a cedere Daniel Hackett e proprio per questo a caccia di un italiano. Poi però Bulleri ha avuto un ritorno di fiamma, un finale di stagione promettente. Milano si è convinta di tenerlo, mollando la presa su Poeta e spingendolo verso la Spagna (interessate Malaga, Badalona e Siviglia, ma Peppe preferiva l'Italia) o verso Treviso.

BULLERI - Al termine della finale scudetto, a Milano, Bulleri venne fischiato dal suo pubblico. In quel momento decise che non avrebbe accettato la proposta di rinnovo dell'Armani Jeans deviando verso Treviso. Con questa mossa, Bulleri ha fatto fuori Poeta da Treviso senza «restituirgli» Milano. Perché a quel punto l'Armani Jeans ha scelto di non riaprire la vecchia trattativa. Quando si è presentato al raduno con la Nazionale, Poeta aveva due soluzioni per il suo futuro: un ultimo anno a Teramo o la Spagna.

CALLOWAY - Siviglia aveva scelto di puntare su Poeta come playmaker titolare da 23-25 minuti per partita ma per fargli un'offerta vera e trattare con Teramo doveva liberarsi di Earl Calloway, convinta che il giocatore fosse diretto a Malaga al posto di Omar Cook. Ma Calloway in extremis decise di far valere il contratto con Siviglia di fatto chiudendo la porta al neoregista virtussino. In quel momento era Malaga la soluzione più probabile. Poeta aveva parlato con il coach Aito il quale gli aveva prospettato un utilizzo da 10-12 minuti come cambio. Poteva funzionare perché l'avrebbe fatto debuttare in Eurolega.

MCINTYRE - E invece Malaga ha poi avuto la possibilità di prendere da Siena, Terrell Mclntyre, operazione molto più costosa del previsto che ha costretto il club a polverizzare il budget per la riserva (infatti è arrivato uno spagnolo da 100.000 euro). Così Poeta si è trovato di nuovo spiazzato. In quel momento, con il cerino in mano del contratto in scadenza, a Teramo hanno abbassato le pretese. Poeta ha fatto altrettanto per facilitare l'accordo con la Virtus e con qualche tira e molla si è arrivati così alla firma più inattesa dell'estate.
 

Claudio Limardi