Siena-Varese, gara2 giocata in sala stampa
MEGLIO CHE in gara-I. Perché non conta quanto ma conta come. E se in gara-I la Mon-tepaschi ha fatto di più, in ga-ra-2 la Montepaschi ha fatto meglio. Questo, in sintesi, è il pensiero di Pianigiani. «Sono contento, più di quanto non lo fossi due giorni fa - conferma. Perché la squadra ha fatto un ulteriore passo avanti. C'era una Varese più pronta, come ci aspettavamo. Hanno giocato meglio sia dal punto di vista delle percentuali che dell'energia. Hanno lavorato bene sul post up, sul pick and roll, costringendoci a lavorare su spazi più larghi. Ma noi siamo stati bravi a rispondere, ci siamo adeguati a quelle situazioni. Per questo sono molto soddisfatto. Adesso dobbiamo replicare questa prestazione in trasferta, in campo molto difficile, contro una squadra che ha dimostrato qualità e orgoglio».
«LA SQUADRA ha fatto una partita eccellente - prosegue Pianigiani. Ha giocato bene contro una Varese che ci ha proposto una gara complicata. i sono stati momenti della stagione in cui sentivo la squadra più sana, con più certezze. Magari non sono stati momenti lunghi ma ci sono stati. Adesso vi dico che non posso sapere come starà la squadra nelle prossime ore. Però se guardiamo la qualità di queste due partite condivido ciò che ha detto Charlie perché abbiamo gioca- to bene contro una Varese tutt'altro che remissiva».
COSA AVEVA detto Charlie? Eccolo: «Mi ero fatto l'idea di una Siena che per la prima volta si è trovata a dover gestire la stagione. E quando devi gestire, lasci anche qualche partita per strada. Poi, però, passato quel momento difficile mi aspettavo di vedere la Montepaschi giocare determinata, con capacità, con forza mentale. Che è la dote principale della Montepaschi. Mi aspettavo una Siena pronta. Questa, a mio avviso, è la miglior Mens Sana della stagione». Torniamo a Pianigiani. Kauke-nas è il simbolo di questa crescita? «La sua prestazione è importante, come quella di tutti gli altri. Quest'anno, lo sapete, abbiamo la necessità di essere squadra, fino in fondo. Dobbiamo salire, tutti insieme, uno scalino alla volta. E se non lo facciamo tutti diventa dura. C'è una leadership diffusa: questo è l'unico modo che può portarci avanti in una stagione così complessa».
Federico Cappelli