Salieri avvisa la Virtus Bologna: "Con Imbrò avete il nuovo Brunamonti"
C’E’ UNA BOLOGNA che vince e convince. Anche se lui, fedele alla scorza di coach duro e puro, rifiuta le etichette. "Ma quale mago dei giovani. Io conosco una sola regola: il lavoro". E con il duro lavoro Stefano Salieri, un anno fa sulla panchina del Gira, ha conquistato la Coppa di Lega di A dilettanti alla guida della Virtus Siena. Coppa in tasca, premio quale miglior allenatore della rassegna senza dimenticare altri successi. Il giovane Matteo Imbrò, che la Virtus di Sabatini ha già ingaggiato per il futuro, miglior giocatore del torneo. E il baby Amedeo Tessitori, che era stato il miglior under 17 al torneo Bruna Malaguti di San Lazzaro, votate quale giocatore più forte tra i giovanissimi. "Per me è una vittoria speciale — racconta il giorno dopo Stefano Salieri, che ha ricevuto messaggi di congratulazioni da tutti i suoi ex giocatori del Gira — che voglio dedicare a mio padre Athos, che purtroppo non c’è più. Non solo a lui, però, ma anche al presidente della Virtus Siena, Fabio Bruttini e a Stefano Dall’Ara, il miglior dirigente che abbia mai avuto e, con il quale, l’anno scorso, mi sono trovato a meraviglia". Anche se rifiuta le etichette il mago dei giovani lancia una profezia che non potrà che entusiasmare il pubblico della Virtus. "Matteo è intelligente, umile, ascolta, parla poco e lavora molto. Il suo futuro dipende tutto da lui. Ma, anche fisicamente, mi ricorda un certo Roberto Brunamonti. Ma la Virtus dovrà gestirlo bene perché Matteo, per crescere e migliorare, ha bisogno di giocare".
NON HA RICETTE né segreti, dice lui. "Consigliare alla Virtus Bologna anche Tessitori? Ma Tessitori è il miglior lungo della classe 1994. Lo avevo già notato a San Lazzaro: grande fisico e mani da pianista. Lo vogliono già tutti. Imbrò è già più maturo, ma perché i play crescono prima. Ma vedrete anche anche Amedeo andrà lontano. La Virtus è rimasta l’unica realtà di vertice di basket a Bologna. Fortitudo e Gira, purtroppo, non ‘esistono’ più. I giovani? Con me giocano. Sono esigente, lo so, chiedo tanto, forse di più. Però se un ragazzo mi segue, non solo lo faccio giocare, ma lo difendo a oltranza". Ecco perché con Stefano Salieri i giovani non solo giocano, ma migliorano pure. "Ma ora non c’è più tempo — chiosa —. La Coppa, che avevo già vinto due anni fa, non mi basta. In ballo c’è ancora la salvezza. Anche se, ora, siamo senza Casadei e Casagrande. Ma con l’ausilio del nostro fisioterapista, Giacomo Borsari, che mi ha seguito in questa avventura, possiamo anche farcela".
Alessandro Gallo