Lega A - Pistoia, Kerron Johnson sulla prima metà della stagione e il suo infortunio

17.01.2019 17:58 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 278 volte
Lega A - Pistoia, Kerron Johnson sulla prima metà della stagione e il suo infortunio

Conferenza stampa di metà settimana per Kerron Johnson, uscito malconcio dalla trasferta di Avellino, ma pronto a tornare in pista nella delicatissima sfida di domenica con Pesaro. Il playmaker biancorosso ci tiene a tranquillizzare l'ambiente: "Domenica ci sarò -afferma il giocatore di Tallahassee- anche se ad Avellino la squadra ha dimostrato di essere molto cresciuta e poter far fronte pure alle assenze. Parlo soprattutto dei più giovani, che, grazie al loro grande lavoro, una volta di più hanno fatto vedere quanto oggi sono importanti per noi".

Contro Pesaro, la OriOra sarà chiamato a una grande prova, ma Johnson prova a stemperare la tensione: "Da ora in poi ogni partita sarà molto importante e dovremo cercare di preparare al meglio tutte le gare, non solo quella con Pesaro. Sarà fondamentale approcciare il match nel modo giusto -prosegue il numero 3 biancorosso- ed accettare il fatto che ogni partita da ora alla fine andrà giocata all'ultimo sangue".

Ripensando alla partita dell'andata, persa in volata, Johnson ha le idee chiare: "Siamo due squadre diverse da allora: loro hanno appena cambiato allenatore, noi siamo cresciuti lavorando insieme e allenandoci duramente e, anche ad Avellino, abbiamo dimostrato che se facciamo le cose giuste possiamo giocarcela alla pari anche con le più forti. Dobbiamo concentrarci su noi stessi, più che sui nostri avversari".

In chiusura, non poteva mancare uno spunto personale sulla sua prima metà di stagione: "Ho iniziato il campionato segnando molto -osserva Johnson- ma questo non è detto che fosse un bene, dal momento che sono un playmaker e non una guardia realizzatrice. Spesso quando chi è chiamato a dover far gioco è costretto a segnare 20 punti, la squadra perde e questo è quello che all'inizio ci è successo. Adesso segno meno, ma sono contento: in primis perché vuol dire che la squadra è cresciuta ed ha trovato i suoi equilibri, e poi perché francamente non penso alle statistiche, ai punti, agli assist o ai rimbalzi. Ho sempre cercato, nella mia carriera, di giocare nel modo più funzionale per il gruppo: devo e voglio continuare a farlo".