Da Roma alla Florida, Lorenzo Donadio si racconta a Pianetabasket

15.01.2019 12:42 di Giorgio Bosco   Vedi letture
Da Roma alla Florida, Lorenzo Donadio si racconta a Pianetabasket

Pianetabasket.com ha avuto il grande onore di intervistare Lorenzo Donadio. Lorenzo, classe 2001, è cresciuto nelle giovanili della Stella Azzurra con cui ha vinto 3 titoli di Campione D'Italia. La scorsa estate ha deciso di partire per la Florida e attualmente milita e studia nell'Admiral Farragut Academy. Siamo riusciti a raggiungerlo telefonicamente e ci siamo fatti raccontare la sua esperienza americana. Buona lettura!

 

Ciao Lorenzo come procede la tua esperienza negli Stati Uniti? Come ti trovi con il coach e con i compagni?

Eh guarda, adesso sta andando molto meglio. Prima è stato un po’ difficile ambientarsi anche con la lingua però adesso va tutto bene. Il mio coach è molto giovane e quindi ci capiamo al volo. Lo stesso con i miei compagni, mi trovo bene con loro e fin dall’inizio mi hanno aiutato ad integrarmi nel gruppo.

 

Prima dell’America hai vinto a giugno per la terza volta il titolo di Campione d’Italia con la Stella Azzurra con cui hai giocato anche la B (6 punti di media). Come mai questa scelta di andare negli States?

Era tanti anni che giocavo per la Stella Azzurra e avevo la necessità di migliorarmi sui fondamentali tra cui il tiro e di confrontarmi con un basket diverso. L’America mi sembrava l’opportunità esatta per concentrarmi su questi aspetti. Il fatto poi che la Stella si è spostata a Roseto mi rendeva difficile il connubio scuola-sport e quindi questa mi sembrava la migliore idea per conciliare entrambi.

 

Molti italiani attualmente giocano tra NCAA e High School, hai avuto modo di confrontarti con qualcuno di loro?

Non c’è stato il bisogno, ero già convinto della mia idea sin da subito. Naturalmente ho accettato di fare questa esperienza per imparare la lingua e per concentrarmi sul basket. È un’esperienza che mi aiuterà a crescere e che ricorderò per sempre.

 

Come funziona la vita da studente-giocatore?

Abbiamo lezione sino alle 15:30 e posso frequentare i corsi che mi interessano. Finita scuola, noi della squadra di basket, andiamo in un’aula a studiare o a fare i compiti con l’ausilio di tutor. Poi dalle 7:30 alle 10 normalmente abbiamo allenamento.

 

È iniziato il nuovo anno e quindi è tempo dei buoni propositi, quali sono i tuoi per questa seconda parte di stagione?

Qui il campionato finisce tra un mese, quindi poi fino a aprile/maggio ho tempo di andare in palestra ad allenarmi e a lavorare sui fondamentali. I miei obiettivi per il 2019 sono di finire la stagione con un record positivo e di migliorare sul tiro.

 

Quali sono i tuoi progetti futuri, tornare in Italia dopo l’High School o giocarti le tue chance in NCAA?

L’idea è quella di giocarmi le mie chance in NCAA. Ovviamente prima penso a finire l’anno, tirare un bilancio di questa esperienza e scegliere che fare la stagione successiva. Come ti ho detto mi piacerebbe giocarmi le mie chance in Division I.

 

Rispetto alle metodiche italiane di allenamento/partite quale è la più grande differenza che hai notato a confronto con quelle italiane?

Due sono le grande differenze che ho notato. In America si fanno pesi prima (da settembre a fine novembre) e dopo (inizio febbraio) l’inizio della stagione. Durante la stagione ci concentriamo più sugli allenamenti perché giochiamo ogni 3 giorni. Nelle partite si predilige più 1vs1 con isolamenti e tiri forzati che schemi e giochi di squadra. È parecchio complicato entrare in questa filosofia di pensiero soprattutto per un europeo.

 

Ringraziamo Lorenzo per la disponibilità!