Palestre chiuse: lo sport non gioca. Il ministero paga le spese?

04.07.2020 07:59 di Redazione Pianetabasket.com   Vedi letture
Palestre chiuse: lo sport non gioca. Il ministero paga le spese?

Ha squarciato il velo dell'indifferenza l’appello del mondo dello sport, e in particolare quello dei tre presidenti di FIP, FIPAV e FIGH di ieri mattina? Una prima risposta viene dal Ministero dell’Istruzione, che ha diffuso una nota in cui si garantisce che le palestre scolastiche saranno concesse alle società sportive “come è sempre avvenuto.”

"Le palestre scolastiche" come ha ricordato anche la Ministra Lucia Azzolina durante l’audizione in VII Commissione al Senato "continueranno ad essere utilizzate per l’attività sportiva pomeridiana". Resta infatti “ferma e garantita la competenza degli Enti locali nella concessione delle palestre scolastiche alle società sportive che facciano richiesta di utilizzarle al di fuori dell’orario delle lezioni, come è sempre avvenuto”.

Anche nelle Linee guida emanate in vista della ripresa di settembre, il cui testo è stato approvato da Regioni ed Enti Locali, si fa espressamente riferimento al punto in questione. “Resta ferma – si legge nel documento – la competenza degli Enti locali nella concessione delle palestre e di altri locali afferenti alle istituzioni scolastiche di competenza, al termine dell’orario scolastico, operate le opportune rilevazioni orarie e nel rispetto delle indicazioni recate dal Documento tecnico del CTS, purché, all’interno degli accordi con le associazioni concessionarie siano esplicitamente regolati gli obblighi di pulizia approfondita e igienizzazione, da condurre obbligatoriamente al termine delle attività medesime, non in carico al personale della scuola”.

Il Ministero rassicura che le preoccupazioni in merito al possibile mancato utilizzo pomeridiano delle palestre sono destituite di fondamento. Ma nessuno sembra voler andare dentro il problema, come ha sollevato Eduardo Lubrano nel corso del botta e risposta dei tre presidenti federali con la stampa seguito alla conferenza: quello dei costi.

La costante sanificazione degli ambienti di gioco impegnerà molte risorse che lo sport dilettantistico non si può permettere di pagare. Oltretutto mancheranno anche i benefici economici della presenza di pubblico pagante che una parte delle squadre possono permettersi. Perciò non basta la disponibilità del Ministero della Pubblica Istruzione o delle Amministrazioni comunali di mettere a disposizione gli impianti. Bisogna capire come poterli finanziare perché i destinatari dell'utilizzo non saranno in grado di pagare le spese.