Lega A - il 50% delle squadre di serie A dovrebbe essere retrocesso d'ufficio

06.04.2019 10:13 di Umberto De Santis Twitter:    Vedi letture
Lega A - il 50% delle squadre di serie A dovrebbe essere retrocesso d'ufficio

Ieri il mondo della pallacanestro italiana ha scoperto ufficialmente quello che molti di noi avevano capito da un pezzo, e che non è più un mistero: ad oggi sarebbero solo sette i club con i conti in regola. Però se lo scrive La Gazzetta dello Sport dopo aver intervistato il presidente FIP Giovanni Petrucci, nelle ore successive al drammatico comunicato della FIP sugli esiti del Consiglio federale allargato a Bianchi e Basciano (qui), non si corre più il rischio di essere insultati, passati per disfattisti, minacciati di querela. Magari si può chiedere a qualcuno di fare un passo indietro avendo dimostrato di non aver polso per gestire una truppa di 16 scalcagnati che, se fossimo Giorgio Armani, vedremmo bene di salutare quanto prima...

Ecco alcune perle dell'intervista rilasciata a Mario Canfora.

Sdrammatizziamo. «La situazione è seria, ma non drammatica. Ecco perché ho voluto convocare questo Consiglio straordinario facendo intervenire anche il segretario della Comtec, Annessa, che ha esposto conti e numeri del nostro movimento»

Scendere dalle nuvole. «Sembra che si viva nelle nuvole. La situazione del Paese da alcuni anni non è seria ma serissima. Come si può pensare che lo sport di vertice, e non parlo solo di basket, possa restare immune dalla crisi economica? Certo, il basket vive un momento difficile. Ma se un presidente ha un'azienda, prima di tutto deve pensare ai suoi dipendenti e poi allo sport, mi sembra normale».

Federazione estranea ai club. «Le cause che hanno portato molti club a trovarsi in difficoltà sono indipendenti dai nostri controlli. La federazione non può garantire che le società non falliscano o si ritirino. Non ci può essere alcuna garanzia, lo ha detto il presidente della Figc Gravina, lo ripeto io. Non possiamo illudere la gente».

La corsa a 18, no torniamo a 16. «Chiarisco: siamo arrivati a 18 su richiesta anni fa della Lega Nazionale che non voleva restare con una sola promozione per 32 squadre. Ma ora sì, con diversi club che non se la passano bene 18 sono tante. Ho parlato in Consiglio Federale e ho trovato la condivisione di tutti: dobbiamo ritornare al format a 16. Se ci fossero le condizioni anche da subito. E ci riserviamo di valutare eventuali richieste di "autoretrocessioni" preventive ai campionati, contestualmente alla facoltà di effettuare ripescaggi».