Un ritorno voluto, fortemente desiderato, che finalmente diventa realtà. Raffaella Potolicchio vestirà la maglia del Salerno Basket ’92 nella stagione 2026/27, quella che vedrà il club granata affrontare il suo terzo campionato consecutivo di Serie A2.
Per Potolicchio si tratta di un ritorno alle origini cestistiche. Cresciuta nel settore giovanile del Salerno Basket ’92, è proprio con la società granata che ha completato il suo percorso di formazione, arrivando a disputare cinque campionati di Serie A2 prima di proseguire la propria carriera tra Castellammare e Battipaglia. Con la Polisportiva Battipagliese ha vissuto sette stagioni tra Serie A1 e Serie A2, indossando fino alla scorsa stagione i gradi di capitana. Dodici anni dopo, il suo percorso torna ad incrociare quello del sodalizio di patron Somma.
“Lella” Potolicchio ha scelto di indossare la casacca numero 90 ed è pronta a mettersi a disposizione di coach Piccionne per un’avventura dal sapore speciale. Con oltre 300 presenze e più di 2100 punti realizzati tra Serie A1 e A2, Potolicchio riporta in granata un patrimonio di esperienza, leadership e qualità costruito in oltre quindici stagioni ai massimi livelli del basket femminile italiano. Un bagaglio tecnico e umano che rappresenterà uno dei punti di forza della squadra: “Il Salerno Basket ’92 è la società che mi ha visto crescere, che mi ha permesso di sognare in grande fino ad arrivare in A1. Tornare qui dopo dodici anni significa chiudere un cerchio ed è un’emozione davvero speciale”, racconta Potolicchio. Negli anni trascorsi lontano da Salerno ha costruito un bagaglio tecnico e umano importante, diventando una delle giocatrici di riferimento del panorama campano. Un patrimonio che ora metterà a disposizione della squadra: “Tra l’esperienza in A1 con Battipaglia e le sei stagioni vissute a Castellammare ho avuto la possibilità di crescere tanto, sia come giocatrice che come persona. Credo che il valore aggiunto che posso portare oggi sia proprio l’esperienza maturata, la capacità di affrontare i momenti difficili con lucidità, di trasmettere serenità e concretezza alle più giovani e di essere un punto di riferimento in campo. Ancora prima voglio esserlo nello spogliatoio, cercando di essere una persona su cui tutte possano contare e che possa accompagnarle nella loro crescita”.
La scelta di lasciare la Serie A1 per affrontare una nuova sfida in A2 nasce soprattutto dalla voglia di ritrovare entusiasmo e nuovi stimoli: “Quella di tornare a Salerno è stata una scelta molto ponderata. Dopo anni trascorsi in A1 sentivo il desiderio di rimettermi in gioco con nuovi stimoli. Non considero questo un passo indietro, ma una scelta che riaccende in me la voglia di essere protagonista. Spero di poter dare un contributo importante, mettendomi al servizio della squadra e aiutando il gruppo a crescere. Contano gli stimoli, non le categorie”. Determinante nella decisione è stato anche il rapporto costruito negli anni con Angela Somma e con la sua famiglia, oltre alla possibilità di ritrovare coach Piccionne: “Il legame con Angela e con la sua famiglia, in particolare con il fratello Adolfo, va ben oltre il basket. Sia Angela che Adolfo hanno insistito molto perché tornassi a Salerno e il loro affetto è stato determinante nella mia scelta. Sono inoltre davvero felice di ritrovare coach Piccionne: condividere nuovamente il percorso con persone con cui ho già lavorato e costruito qualcosa di importante rende questo ritorno ancora più significativo”.
Grande soddisfazione anche nelle parole del massimo dirigente granata, che accoglie con entusiasmo il ritorno di una delle giocatrici cresciute nel vivaio: “Ci abbiamo provato tante volte, questo è stato il momento giusto. Volevo che Lella tornasse qui perché, in fondo, le ero debitrice quando andò via. È una ragazza eccezionale, una leader silenziosa e una grande giocatrice. È il tassello giusto per questa squadra. Non so che altro dire: sono veramente orgogliosa di rivedere Lella con la maglia granata”, dice patron Somma.
Il carisma e il senso di appartenenza al Salerno Basket ’92 fanno di Potolicchio un innesto di assoluto valore. Il suo ritorno rappresenta molto più di un acquisto: è il ritrovarsi di due percorsi che, dopo dodici anni, tornano a camminare insieme.