Euroleague, Olimpia: la lezione di Calathes, coach Pitino e tutto il Pana

23.03.2019 01:57 di Paolo Corio Twitter:    Vedi letture
Mike James contro il Pana
Mike James contro il Pana

E’ l’Euroleague, bellezza. Non quella delle partite di mezza stagione, la cui intensità sta sempre più spesso scivolando verso i più blandi standard di regular season Nba, ma quella che punta dritto ai playoff con partite da “dentro o fuori” come quella con cui il Panathinaikos, sostenuto dal coro ininterrotto di centinaia di tifosi, scavalca l’Olimpia Milano insediandosi al 7° posto in classifica. 

Presa buona nota ancor prima di atterrare ad Atene dell’indicazione del suo agente che “i supporter del Pana sono come quelli di Kentucky nella Ncaa, solo sotto l’effetto di steroidi”, coach Pitino non ha certo bisogno che gli si spieghi come in certi momenti gira il pallone anche da questa parte dell’Oceano: allestisce così una task-force di guardie per sfiancare Mike James tanto in attacco quanto in difesa, chiedendo per esempio a Keith Langford (come dichiarato a fine partita) di lasciare da parte “fade away” e affini per attaccare invece più direttamente l’uomo. Strategia che paga, visto che il top-scorer dell’Armani e dell’intera Eurolega si ritrova già con due falli dopo nemmeno 7 minuti di gioco, mentre Langford scalda la mano con il passare dei minuti fino a chiudere con 17 punti, secondo miglior realizzatore dei suoi.

Un duello sì, ma finto
Il grosso, però, lo fa al PalaDesio Nick Calathes: ghigno da “spaghetti western” per tutti gli incredibili 39 minuti in cui sta sul parquet, sfida James in un duello che in realtà tale non è. Per ingannare l’avversario sul fatto che si tratti di una sorta di “uno contro uno” e indurlo a cercare giocate sempre più al limite, il play del Pana arriva addirittura a tirare qualche sassata sul tabellone simulando una gara nella gara da oltre l’arco, ma in realtà punta come sempre ad alzare la qualità offensiva di tutta la squadra, come dimostrano i 14 assist (più 8 rimbalzi) finali. E mentre lo fa, Calathes testa i limiti della difesa avversaria nel colorato fino a scoprire di poter mettere insieme un bottino da 27 punti con 12/17 da due (la maggior parte in layup), con solo una realizzazione su 5 tentativi da oltre l’arco. James (16 totali, ma con 6/13 al tiro e l’aggravante di 6 palle perse) ci casca però in pieno e la mette invece davvero sul personale, finendo per innervosirsi minuto dopo minuto. Fino alla giocata che ne decreta la fuoriuscita dal match ancora più del 4° fallo commesso nella terza frazione: un insensato passaggio dietro la schiena sul 75-83, quando ancora c’era una flebile speranza di rimonta dopo il terrificante break del Pana (13-0, da 64-61 a 64-74), giusto per dimostrare di essere un abile giocoliere tanto quanto l’altro. Che manco a dirlo chiude subito la questione con l’immediato canestro del 75-85 che lancia la volata finale dei greci fino al definitivo 83-95.

Gli altri in maglia verde
Non solo Calathes, però. Con rotazioni tanto semplici quanto efficaci da parte di coach Pitino, il Panathinaikos può contare anche sul contributo di altri giocatori. Per esempio di Gist (12 punti, 5 rimbalzi), al quale Tarczewski (8, 3 rimbalzi) e Omic (5 rimbalzi e una virgola dettata anche dall’abitudine a prendere il rimbalzo offensivo e ridarla fuori) rendono la vita nel pitturato ancora più facile del solito. E ancora di Kilpatrick (11 punti e tanta difesa su James, in staffetta con Langford e Calathes) e di Thomas (15 e 5 rimbalzi, più l’elogio incondizionato di coach Pitino, che lo definisce anche “il giocatore più sottovalutato” dell’intera Euroleague). 

I dubbi di casa Armani
Con James mandato fuori giri e incapace comunque di creare spazi per gli altri, nella partita che può valere l’intera stagione europea l’Olimpia non ha molto da Nedovic (8 punti in 26’, con 0/6 da oltre l’arco) e assai meno dell’atteso da Nunnally (12 in 31’, con 3/5 da due e 1/7 nelle triple). L’impressione è che la gestione del parco tiratori, anche dopo l’addio di Bertans per volare in Nba, continui a essere un rebus irrisolto per coach Pianigiani, con il risultato di mettere a referto molti meno punti di quelli che i suoi hanno potenzialmente nelle mani. Ma anche altre scelte hanno poco convinto nella serata del PalaDesio: come per esempio quella di tenere per 8 minuti in panchina nella terza frazione Kuzminskas, che nella prima parte (12 all’intervallo, 17 finali) era risultato decisivo per rimanere in partita e mettere almeno un poco in difficoltà i lunghi del Pana. O ancora quella di concedere solo 6 minuti nella seconda frazione a Jerrells (ripagati peraltro con 5 punti e il giusto piglio), fino al punto di rinunciare del tutto a un play dopo aver tolto James al 36° sul 75-85.

Se l’abito fa il monaco
Nota a margine: al termine della conferenza-stampa più da ambasciatore del basket che da coach avversario, Rick Pitino ha rivelato di aver indossato in panchina un abito di Giorgio Armani nella speranza di poterlo incontrare alla partita e in quel modo rendergli omaggio non solo come stilista, ma anche come uomo che tanto sta dando alla pallacanestro. Anche se il patron dell’Olimpia era assente al PalaDesio, chissà a questo punto che non ci sia comunque l’intenzione di organizzare un incontro con l’Hall of Famer: qualche sua dritta di certo non farebbe male per crescere ancora un po’ di più a livello di Euroleague…

Paolo Corio