Quando si parla del futuro della EuroLeague, Chus Bueno non usa mezzi termini. In una lunga intervista concessa a StreamTime Sports, il dirigente ha messo sul tavolo la visione della competizione per i prossimi anni, affrontando temi che vanno dall’espansione alle nuove franchigie, fino al possibile rapporto con NBA Europe. Un quadro ampio, che racconta una fase di transizione decisiva. Nuove franchigie, aumento di valore sostenibile
Bueno parte dal tema dell’espansione, chiarendo che non si tratta di una corsa ai numeri: «Quando ampliamo la nostra attività, vogliamo fare di più, ma anche farlo meglio. Non cerchiamo l’espansione solo per il gusto di espanderci, ma vogliamo farlo nel modo giusto». L’idea di nuove franchigie, secondo lui, deve poggiare su mercati solidi: «Quando valutiamo la creazione di franchigie, forse ha senso guardare a Londra, Roma o Berlino. Forse ha senso recuperare alcuni grandi nomi del basket. Forse vogliono diventare franchigie, e noi offriamo loro questa possibilità». Il punto chiave è la sostenibilità: investitori, prospettive chiare, un progetto di lungo periodo e la possibilità di competere con le migliori squadre d’Europa.
NBA Europe: amici o nemici?
Il discorso si sposta poi sul rapporto con
NBA Europe, tema che negli ultimi mesi ha acceso il dibattito. Bueno racconta che, prima del suo arrivo, alcuni proprietari EuroLeague erano diffidenti verso qualsiasi iniziativa proveniente dall’NBA: «Non credo che questa sia la giusta prospettiva. Se l’NBA decide di operare qui, con enormi capitali e una capacità gestionale comprovata, perché dovremmo averne paura? Al contrario, dobbiamo valutare questa opportunità». E aggiunge: «Se il nostro obiettivo è raddoppiare i ricavi, forse il modo migliore per riuscirci è collaborare con l’NBA. Forse sì, forse no. Ma almeno dobbiamo esplorare questa possibilità».
Sul progetto NBA Europe, Bueno è diretto: «Arrivano. So che il processo è in corso. Stanno lavorando sulle città, sugli sponsor e su altri parametri, ma arrivano». Per lui, la chiave è evitare la frammentazione del mercato: «Se ci saranno due leghe, allora sì, saremo costretti a competere. È legittimo. Ma il mercato si frammenterebbe. Se possiamo evitare questo e le tensioni, considero mia responsabilità provare almeno a farlo».
Guardando indietro, Bueno ammette che avrebbe voluto essere in carica prima: «Magari fossi stato qui tre anni fa. Credo che l’approccio giusto sarebbe stato una collaborazione tra NBA ed EuroLeague. Abbiamo già i brand più forti, i club più grandi, le basi di tifosi più vaste e le città più importanti. Le fondamenta ci sono già. Secondo me, sarebbe stata la strada migliore».
Immaginando una possibile collaborazione, Bueno delinea un modello: «Per me sarebbe più semplice avere le 13 squadre e poi le 5 o 6 città di cui si parla. Potremmo riunire tutte queste squadre e rivolgerci al mercato per trovare un partner. I capitali raccolti potrebbero compensare chi ha dedicato 26 anni alla costruzione di questa impresa, e parte dei fondi potrebbe essere destinata al capitale circolante e al rinnovamento dell’immagine della collaborazione».
Uno dei segnali più importanti, secondo Bueno, è la permanenza di Real Madrid e Fenerbahçe: «Sono molto felice. Credo che club, consigli direttivi, general manager e proprietari stiano acquisendo maggiore fiducia nel piano. Era fondamentale ritrovare unità, perché prima c’era una certa divisione. Ora tutti hanno chiaro cosa vogliamo fare, dove vogliamo essere tra tre anni e quali obiettivi economici perseguiamo». E aggiunge: «L’ingresso del Real Madrid e del Fenerbahçe è un messaggio forte. Se l’NBA arriverà, sfruttiamo al massimo questa opportunità, ma facciamolo insieme».
Sul percorso verso un accordo, Bueno è realistico: «Loro hanno il loro modello e noi il nostro. Per armonizzarli, entrambe le parti dovranno cambiare qualcosa. L’obiettivo è trovare una soluzione che ci renda vincenti entrambi. Realisticamente, non siamo ancora a quel punto. Dobbiamo sederci allo stesso tavolo più spesso, continuare il dialogo, mostrare maggiore generosità e restare flessibili».
Infine, sulla dinamica EuroLeague‑NBA, Bueno racconta un cambio di percezione: «Quando ho assunto il ruolo, c’era molta preoccupazione sull’arrivo dell’NBA. Al contrario, la fiducia verso la EuroLeague è cresciuta. Molti investitori vogliono acquistare squadre e chiedo sempre se temono l’NBA. Mi rispondono che sono soddisfatti della EuroLeague. Apprezzano il prodotto, credono nel piano e sanno esattamente dove investono. Non sottovaluterei mai il fatto che l’NBA stia arrivando, ma i segnali che riceviamo ci danno grande fiducia».