Il grande flop
Negli ultimi tempi è successo un po' di tutto, dall'acquisto di droga da parte di un arbitro alla protesta “multi color” dei nostri fischietti fino all'eliminazione della Monte dei Paschi Siena dalle Final Four di Eurolega. Ma procediamo con ordine. Un direttore di gara fa uso di droga, viene sospeso ma non viene fatto il nome per non violare la privacy. Reputo che sarebbe interessante far tenere a quel signore delle conferenze sull'uso inappropriato delle sostanze stupefacenti nel mondo dello sport: tutti possono sbagliare e redimersi. Reputo la protesta arbitrale “multicolor” degna di “Amici miei”: semplicemente ridicola. Anche la LNP protesta ma forse dovrebbero scioperare gli appassionati perché da tempo immemore non si creano giocatori di spessore nelle categorie inferiori e lo spettacolo è di poca qualità. Ho già detto che lo sport sociale ha altre sedi dove confrontarsi. I giocatori delle varie Leghe Nazionali hanno scritto un'accorata lettera in cui chiedono il rispetto del loro “lavoro”. Sì, l'hanno chiamato “lavoro” e allora nella logica dei costi-ricavi non c'è scritto da nessuna parte che le società, quasi tutte in difficoltà economica, debbano continuare a retribuirli con buoni stipendi. Ritorniamo al giocatore studente o lavoratore che sostituisca la figura ambigua del dilettante-professionista dello sport.
Capitolo Eurolega: un disastro annunciato. La Monte dei Paschi Siena è stata sconfitta dall' Olympiacos Pireo. Un noto giornale sportivo ha attribuito l'eliminazione delle squadre italiane dalla fase finale di Eurolega a cause contingenti (infortuni, calo di forma...) e ha affermato che nessuno ha commesso errori: ma allora il vero avversario è il fato!
Il problema non è l'eliminazione in sé ma il come è scaturita. Olympiacos e Panathinaikos mettono in campo ragazzi greci e il dominatore della serie è un ex giocatore della nostra LegAdue, Hines, che nessun club italiano ha reputato in grado di essere protagonista nel nostro campionato. Questo è l'errore del progetto italiano: Siena non ha proprio messo in campo italiani e se l'ha fatto non ce ne siamo accorti. Cantù, motivando ragioni di costi, schiera quasi esclusivamente stranieri. Milano ha qualche giovane interessante ma non ancora in grado di incidere. Vorrei fare una considerazione: gli allenatori dell'Est hanno il coraggio di buttare i ragazzi nella mischia mentre i nostri ricorrono più volentieri a giocatori d'annata. Le nostre squadre sono state sovrastate dal punto di vista fisico prima che tecnico. Ancora una volta dobbiamo ricordare che l'ultima Coppa Campioni conquistata da un club italiano risale a troppi anni fa. Questo deve far pensare.
Il pallone rimbalza poco perché si sta sgonfiando, sarebbe ora di rigonfiarlo prima di non poter più giocare.
Buona Pallacanestro a tutti
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