Ecco il "digestivo" Montenegro
Qualificazioni europee, stasera si tirano le somme dopo Italia-Montenegro, almeno per quanto riguarda l’Italia adottata ufficialmente da Bari, col suo sindaco Emiliano e l’assessore regionale allo sport a tifare in Finlandia con gli azzurri, ultimi illustri ingressi nel parco del patronage politico al quale il basket è sempre stato sensibile, tanto è vero che – nel nome di una sana lottizzazione italica – Veltroni (Pd) e Cota (Lega) sono i presidenti onorari delle due Leghe professionistiche.
Digressione chiusa. I politici aiutano, il campo ci vanno i giocatori, ma una cosa è certa, nonostante le 3 vittorie consecutive, la seconda in trasferta, le 4 totali (come Israele e una in meno del Montenegro) l’Italia non potrà essere la prima del girone e qualificarsi automaticamente, può solo sperare di passare al 2° posto con un giro un po’ tortuoso. E cioè vincendo questa sera (ore 20.30) di 10 punti a patto che però gli slavi perdano in casa il 29 agosto contro Israele che a quel punto sarebbe prima, con i 2 punti casalinghi arciscontati con la Finlandia fanalino di coda nel match di cui per l’orario si saprà già prima l’esito. Sembra remota l’ipotesi di un successo israeliano nella piccola repubblica che ha elevato il basket a sport nazionale, altro che calcio, vedi i bei risultati anche nelle giovanili, la qualificazione per gli europei femminile e la chiamata di Nikola Pekovic nella NBA (Minneapolis). Inoltre sulla panchina siede Dule Vujosevic, uno dei grandi allenatori europa che l’Italia si è fatta scappare quando costava due lire. Il problema è che con quel collo taurino, non poteva vestire in giacca e cravatta. E il premier del piccolo slavo amico di Berlusconi ama più il basket che il calcio, ecco l’ offerta della cittadinanza a Omar Sharif Cook, il re dell’assist (6,8) ei 3 gironi di qualificazione. Un dato che fa capire bene quale sarà il problema, domani sera, per i nostri play, il paisà Maestranzi arrivato in dono dall’America e il pisano Jacopo Giachetti, mentre vedremo se Beppe Poeta farà solo la sfilata come successo recentemente e gli sarà preferito (per la panchina) ancora Vitali
L’Italia con le due sconfitte iniziali si è messa dunque nella situazione di non poter più essere arbitra del proprio destino, battere il Montenegro potrebbe non bastare, anche nel caso di 12 punti se Israele perde il 29 nel ritorno con gli slavi battuti di 4 a Tel Aviv. Per Pianigiani la sua stagione d’oro, il poker dello scudetto e la chiamata in azzurro, potrebbe alla fine essere ricordata come la più jellata. Mancanza di numeri, un problema non solo del Governo, ma di tutto il paese. Falliti infatti i playoff dell’Eurolega per il goal-average contro il Real Madrid, attualmente scrive un -14 nei confronti diretti con Israele (+7) e Montenegro (+7). Israele ha chiuso a +3 il doppio confronto con l’Italia e ha un +4 (77-73) nell’andata con gli slavi che a loro volta hanno vinto di 9 (71-62) con gli azzurri nell’andata.
Chiaramente con una partita in meno rispetto all’Italia, fra Montenegro e Israele una delle due finirà con 2 punti in più. Escluso dunque l’arrivo di 3 squadre a pari punti, e precluso il passaggio al 2° posto a parità di vittorie con Israele per il -3 totale, l’Italia deve quindi battere gli slavi più di 10 punti a Bari per evitare l’Additional Round dell’anno prossimo fra le 6 migliori escluse che assicura l’unico e ultimo posto per gli Europei 11 a Kaunas (Lituania).
La sfida azzurra di Simone Pianigiani è arrivata al momento in cui si tirano le somme, vedremo se basterà il suo (personale) asse di fiducia e a sua logica pragmatica per andare agli europei, se dunque dimostrerà al colto e all’inclita che l’8° e 9° uomo della sua plurititolata (in Italia) Mens Sana sono in grado di essere primattori nella nazionale, dove – altro interrogativo – per ora non si è visto il neo-acquisto senese Pietro Aradori indiscusso MVP italiano della stagione sia nella votazione degli oscar che nel rendimento. Era la possibile sorpresa, la sorpresa invece è che abbia raramente messo piede in campo.
In Finlandia Carraretto è stato decisivo nell’allungo del +18 nel 2° quarto, ma il suo finale angoscioso, un positivo per tutto il tempo invece contributo di Tomas Ress , un mezzo pivot come cambio del pivot. Che quel suo “mezzo” sempre onora. La favola azzurra che tiene banco è proprio quella di Marco Carraretto, rara figura di ottima persona, e giocatore con tanto di laurea. Prossimo ai 33 anni, viene da Treviso, è stato lanciato dalla Benetton come come “Mago” Bargnani che però è romano, prodotto del grande Sandro Castellano che voterò come coach dell’anno per il MIPA (il giocatore più progredito) del Trasimeno Flippers Camp assieme a un altro romano, Giovanni Lucchesi, il coach.
Mc-Carratett non pensava certo di diventare la quinta colonna della nazionale. Pianigiani lo fa giocare infatti quasi il doppio dei minuti rispetto al campionato, anche se la resa a conti fatti è quasi la stessa. Ma le statistiche sono solo numeri, il fatto è che nella Mps i gioca come cambio con 12,1 minuti con 3,9 punti contro i 22,1 e 4,1 punti come titolare in azzurro. Una metamorfosi non proprio riuscita, anche se Pianigiani può rivendicare legittimamente come tutti i CT (e gli apprendisti stregoni) il discorso dell’alchimia di squadra. Gode di ben due stipendi, in tempi di crisi generale, ed è pagato profumatamente per l’onere delle sue scelte.
A parte l’ingresso come “titolare inamovibile” nel quintetto nel ruolo che doveva essere di Mordente, il capitano azzurro, è addirittura il 5° nel minutaggio (155 minuti). Incredibile salto di qualità per uno che la nazionale l’aveva vista di sfuggita solo 5 anni fa nei trials estivi di Charlie Recalcati. Le sue cifre per la verità non sono granchè, 5 su 10 dentro l’area, 5/21 da 3 (28%, l’ultimo per precisione nella squadra..) ma in una nazionale orfana di un vero pivot porta almeno molti mattoni, pardon rimbalzi. Addirittura è il 4° rimbalzista! I due senesi e Grandi Vassalli del Signore della Lupa sono comunque da ammirare nella voce palle perse, solo 4 per Carraretto e nessuna per Tomas Ress insufficiente a sua volta nel tiro da sotto (2/9) ma capace di conquistarsi falli decisivi (7/11) e 55’ di qualità e presenza.
Andrea Bargnani e Marco Belinelli intanto si affermano come il tandem d’oro, in cifra valgono il 40 per cento della squadra, ma non sembra non basti per andare agli europei. Il Mago è il 1° come canestri fatti e tentati e il 2° marcatore, anche Belinelli segna molto oltre a firmare i momenti topici, come in Finlandia nel finale, senza scordare che le svolte sono state con l’ingresso di Giachetti. I due escono alla grande da questa campagna azzurra, hanno guadagnato punti rispetto alla NBA. Rimando le analisi finali perché le bocce sono ancora in volo. L’Italia è prima nelle palle perse, unica sotto le 10 fra le 15 squadre, e quindi qui c’è l’impronta vera di Pianigiani, ma le sue scelte sulla trazione posteriore non sono supportate da fatti eclatanti, da qui le vittorie faticate senza tiro da fuori e un play che spacca le difese. Lo specialista Carraretto è solo 112° come tiri fatti, l’indice di pericolosità, e Mestranzi addirittura è 139° su 160 giocatori o giù di lì.
Inoltre Tiny-Tony, il play titolare, specialista nel tiro da 3 (ma solo 23° in questa statisticaa) non possiede il graffio risoluto, è 49° nelle palle recuperate, quindi non parliamo solo di pericolosità. Non incarna, come modello, la figura del play moderno, quello che taglia le aree, entra, salta e tira, e non è aiutato purtroppo dai suoi 175 centrimetri. Ma per un americano che gioca e ama il basket è possibile pur essendo ignorati dalla NBA diventare il regista della nazionale. Ecco cos’è l’Italian Dream di questa squadra costruita come una squadra di club, non come una selezione nazionale, alla quale è mancato quel quid in più per tradurre in soldoni il vantaggio del duo NBA.
Dopo la Finlandia Pianigiani ha parlato così, come traduco dal rituale commento post-partita sempre impeccabile ma poco incline alla comprensione delle peculiarità del gioco e delle scelte: “Sono contento sono contento perché abbiamo vinto con il primo tempo dove abbiamo mostrato tutti i nostri progressi e un secondo dove è emerso tutto quello che non abbiamo e che dobbiamo diventare. Abbiamo bisogno di partite come queste per imparare a tenere il vantaggio, quando giochi fuori casa. Abbiamo vinto una gara importante contro una squadra che ha battuto Israele. Il Montenegro è un avversario più forte e improbabile per noi. Ma giochiamo in casa e vogliamo chiudere bene.
Intanto la Gran Bretagna, imbattuta, ha preso una gran legnata dalla Macedonia che ha messo un certo Bo McCalebb nel suo motore. Si tratta del naturalizzato il losangelino chiamato da Siena per sostituire Terrel McIntyre con ben 3 anni di contratto. Nella quarta partita delle qualificazioni per gli europee B-Mac ha dato il solito contributo eccezionale (20 punti) contro gli inglesi che hanno subito la prima sconfitta, e pure pesante. La Macedonia dovrebbe essere ormai infatti una delle due squadre migliori che passano con le prime 3 (Montenegro o Israele, Gran Bretagna e Belgio), e McCalebb è la sua polizza con 24,4 punti di media, 36/58 (62,1%) al tiro, 6/15 da 3 /40%), 32/41 dalla lunetta, 3,6 rimbalzi, 3,2 assist, 2,2 recuperi. Nella classifica dei marcatori è passato al comando davanti all’italiano Andrea Bargnani (22,7) e all’anglo-sudanese dei Chicago, Luong Deng (21 come il bulgaro Videnov).