Agli Europei se giochi male ti ritirano il passaporto....

01.09.2011 08:53 di Enrico Campana  articolo letto 1948 volte
Gianni Petrucci
Gianni Petrucci

Taccuino di Enrico Campana

C’è anche l’europeo dei passaportati, quello in cui alcune nazioni hanno fatto gentile  dono  (magari per qualcuno anche col relativo cachet, diciamo 80-100 mila dollari per una stagione) del passaporto a giocatori stranieri. Si tratta quasi sempre  di americani,  anche se la Turchia fa eccezione avendo dato la cittadinanza al bosniaco Emir Preldzic.  Il fine giustifica i mezzi: aiutare la crescita del proprio movimento. La paternità dell’escamotage fu della Spagna, la Francia si forniva attraverso i  propri dipartimenti africani e caraibici. Adesso l’uso è invalso specialmente nei paesi dell’est, e anche la  grande Russia che una volta aveva gratis baltici, ucraini e georgiani che adesso la insidiano ha tentato questa strada salvo, adesso, a pagare profumatamente solo un americano, il coach David Blatt...
Poi ci sono i passaportati di sangue. E per la legge jus sanguinis, lo stato italiano consente il lasciapassare ai discendenti di italiani emigrati all’estero, come è il caso di Tiny-Tony Maestranzi e prima di lui di quasi tutti gli argentini arrivati all’oro di olimpia svezzati da noi. Un peso enorme per le finanze stremate  del Bel Paese (che fu, che fu…) ma l’italianità ha il suo prezzo. Guai a dimenticare le nostre radici, il contributo degli italiani all’estero. E così sia... Ma che sia solo un volgare discorso di voti, si chiede la gente? Non la pensano comunque così i tedeschi che non transigono: o sei tedesco, o niente doppia cittadinanza, spiacente. E il welfare diventa meno pesante favorendo chi ha scelto una sola patria...
Lo stesso discorso del sangue  vale per i greci che  nel basket reclutano con successo fra i figli degli emigrati negli Stati Uniti, fin dai tempi di Nikos Galis e oggi col gigante dell’Ohio Kostas Koufos e  i due fratelli Calathes, anche se Pat è stato scartato e  il più giovane Nick continua a stupire.
Nella prima giornata, i grandi delusi sono stati Maestranzi e Draper, 0 punti. Per il ragazzo arrivato da Chicago neo-ingaggio di Siena, 12 minuti, 0/3 nel tiro, 1 rimbalzo e per i tifosi azzurri il  rimpianto per non aver portato Di Bella al suo posto, mentre Dontaye Draper partito in quintetto ha giocato 13 minuti, 0/3, 3 assist, 2 rimbalzi e la Croazia l’ha ripudiato. Pensate, la Croazia che passa da Drazen Petrovic a questo giocatore funambolico ma schiacciato da un’eredità pesantissima.
La giornata dei passaportati è stata felice per Koufos-Kalathes protagonisti del successo della Grecia, idem per Rick Kaman, il tedescone del Michigan (18 punti e 10 rimbalzi). Il congolese Mbenha non ha potuto festeggiare il suo debutto col Belgio, mentre ben più atteso quello del connazionale Sergi Ibaka o “Air Congo” nella Spagna, solo 14 minuti, con 7 punti, 3 canestri ma nessuna stoppata di quelle che ci si aspettava da lui.
Contro la Spagna ha fatto la sua ottima figura Thomas Kelati, americano con sangue etiope, di stanza a Mosca ma diventato polacco al posto dell’americano Logan che ha lasciato un ottimo ricordo.  Un figurone l’ha fatto anche Earl Rowland, ex americano di Cremona, diventato bulgaro come in precedenza anche il newyorkese figlio d’Islam Ibrahim Jabber che ha trovato la sua pacchia fra Roma e Milano, scudetti zero. Sempre per quanto riguarda la colonia Usa, il losangelino McCalebb (Fyr) è sparito nel supplementare, ma ha avuto cifre migliori di Omar Cook (Montenegro) che però ha vinto il duello fra i play di Siena e Milano disputato sotto diverse insegne. Promosso il bosniaco della Turchia Preldzic, mentre bocciato il bosniaco d’America Domercant, uno dei tanti passaportati nella storia di Siena, solo 3/10 al tiro. Alla prossima “stecca” gli ritirano il passaporto?

Il ministro della cultura Finlandese primo tifoso di Koponen e c.

Fra  i paesi nordici,  la Finlandia  è da sempre appassionata di pallacanestro, come del resto il ceppo baltico che ha la sua massima espressione nella Lituania, senza dimenticare la Lettonia che nella prima giornata ha fatto anch’essa una bella figura con Janis Blum  il top-scorer con 32 punti.
Molti giocatori finnici hanno scelto di giocare in Italia, come Koponen, Ranniko e Kotti, e molto ascoltato è coach Mario Blasone che ha tenuto corsi e stage sia sul team-building sia sulla difesa.
Al debutto della Finlandia dopo il successo nel torneo di qualificazione, approfittando della vicinanza con Alytus, con una festante carovana di tifosi ha voluto seguire la squadra di Henrik Dettman  nella gara che li ha visti costringere gli avversari alla rimonta. A capo della tifoseria il ministro della Cultura e dello Sport Paavo Arhinmaki che non ha provato nessun imbarazzo nel rinunciare all’inaugurazione di un centro culturale per godersi la partita. “Nella vita bisogna sempre fare delle scelte, e io ho scelto il basket”.

Luol Deng presidente del club “Doppia Doppia”


Nel club della “doppia doppia” 6 giocatori dopo la giornata inaugurale, e fra loro anche due protagonisti del campionato italiano, il giocatore della Virtus Bologna Victor Sanikidze, ribattezzato “Ait Georgia” per il gioco aereo (13 punti, 11 rimbalzi, 4 assist), e Vladimir Dasic, il giocatore arrivato la scorsa stagione a Roma, 2,08, ala forte che oltre i 20 punti è risultato anche il miglior rimbalzista in assoluto (16 palloni) segnando i due canestri decisivi nel supplementare per la prima storica vittoria del Montenegro al debutto nell’europeo. Impresa degna  di entrare nella storia della piccola repubblica slava da poco separatasi dalla Serbia.
La palma del migliore di questo club d’èlite spetta al sudanese Louol Deng, la star della Gran Bretagna che veste la maglietta dei Bulls, con 25 punti, 10 rimbalzi, 2 stoppate, 2 recuperi, migliore in campo in assoluto e anche in quattro voci statistiche nel match contro la Lituania padrone di casa.
Andre Kirilenko, MVP dell’europeo 2007, ha giocato la sua miglior partita con la Russia (20 punti, 11 rimbalzi, 4 recuperi) in una partita delicatissima contro i cugini ucraini e che poteva finire male. Nella Germania tutti guardano Nowitzky, però Rich Caman  ha scritto 18 + 10,  in doppia doppia lui c’è sempre, da quando 3 settimane fa ha lasciato la natia America.
Importante il contributo di Kostas Koufos, il gigante Us born dei greci, con 10 punti e 10 rimbalzi, mentre nonostante i  12 punti e 12 rimbalzi il moro Elvis Evora non ha potuto dare il successo al Portogallo.
Infine, per un pelo, ovvero per un solo rimbalzo, non ce l’ha fatta a festeggiare  Earl Rowland (20 punti, 9 rimbalzi) l’americano che lascia Cremona e da due anni serve la bandiera bulgara.

Nell’ambiente azzurro fiducia intatta, Petrucci arriva per la finale


Il presidente della Federbasket Meneghin e il suo vice Gaetano Laguardia sono andati in Lituania con un biglietto aperto, un segno di grande fiducia nei confronti della nazionale e anche un rito scaramantico. Si racconta che fra i tifosi italiani sia stato avvistato anche il Procuratore del Basket  nonostante sia titolare di alcuni capitoli scottanti che hanno scosso il basket che richiedono la massima urgenza. Dal caso della denuncia delle classifiche arbitrali falsate  alla  richiesta “stile killer” dell’arbitro internazionale Paternicò al presidente del CIA di “annientare” una collega scomoda per le sue ambizioni, richiesta che, si sa, avrebbe rivolto anche ad altri dirigenti della Regione aggravante di non poco conto. 
In Italia il sottosegretario allo sport Rocco Crimi è molto vicino al basket, ma è rimasto a Roma per seguire gli sviluppi della crisi, e potrebbe arrivare nei prossimi giorni, se l’Italia staccherà il ticket per la seconda fase. Invece il CONI ha riaperto solo lunedì gli uffici, deve lavorare negli ambienti politici perché nei tagli  previsti da Tremonti lo sport italiano esce anche stavolta indenne, ma certamente Gianni Petrucci si farà vedere il giorno della finale avendo previsto che la nazionale italiana si qualificherà per Londra. @RIPRODUZIONE RISERVATA

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