Veroli: Zeppieri convoca il Cda: "Gentile rischia, ma non è il solo"
Prima ultima. E’ l’ossimoro che spaventa la Veroli cestistica. In casa giallorossa si sta materializzando l’incubo retrocessione con l’ultimo posto in classifica, certificato dal ko di Bologna contro un’altra diretta concorrente per la salvezza. Bolognesi e Sant’Antimo hanno gli stessi punti della Prima, ma lo scontro diretto a sfavore che la squadra giallorossa paga nei confronti di entrambe le avversarie la relega dietro a tutti. Ad oggi sarebbe retrocessa in Divisione Nazionale A, la ex B1. Clamoroso per una (presunta) corazzata costruita per tentare l’assalto alla Serie A per il quarto anno di fila: sembra di rivivere, sinistramente, il famoso flop proprio della Fortitudo Bologna versione Serie A della stagione 2008-09, partita per vincere lo scudetto e retrocessa per aver sbagliato squadra in estate e riparazioni in corso d’opera.
A Veroli non è bastato, nell’ordine, cambiare allenatore, licenziare la stella americana, prendere un nuovo americano e il passaportato, mettere fuori rosa il capitano storico: la situazione è andata via via peggiorando nel corso delle settimane fino a raggiungere il disastro attuale. Il presidente Leonardo Zeppieri decide di affrontare il momento nerissimo della sua squadra mettendola sullo scherzo: “Abbiamo raggiunto l’agognato ultimo posto in classifica, tutti quanti ci stavano spingendo verso quest’ultima posizione e finalmente li abbiamo accontentati – sorride il numero uno giallorosso – Bisogna per forza sdrammatizzare, in questo momento occorrerebbe tagliare tutte le teste ma a 12 partite dalla fine del campionato è inutile fare di tutta l’erba un fascio. Le responsabilità sono di tutti, in primis dei giocatori, che non si stanno esprimendo come volevamo. Noi ci stiamo provando da diverso tempo a sistemare la situazione, abbiamo fatto aggiustamenti, ma questi aggiustamenti non si sono rivelati così clamorosi”.
C’è dunque bisogno di una terapia ancora più d’urto o andrete avanti così sino alla fine? “Qualche terapia per non cercare di arrivare totalmente sgonfi l’attueremo, domani (oggi, ndc) si riunirà il Cda, ne parlerò con gli altri di quale soluzione trovare. Dobbiamo restare sul pezzo perché abbiamo la possibilità di uscire da questa situazione”. C’è un dato statistico inquietante, però: da quando esiste la formula attuale della Legadue, 5 volte su 7 la squadra che s’è ritrovata ultima in classifica alla seconda giornata del girone di ritorno è rimasta ultima anche al termine della regular season, retrocedendo così al piano di sotto. Insomma, adesso Veroli ha oltre il 70% di possibilità di retrocedere: che effetto le fa? “Che dobbiamo adeguarci subito a questa situazione per noi nuova. I numeri sono numeri e non si discutono, però i numeri possono pure essere invertiti dalle persone. Al momento abbiamo una situazione che non ci fa stare tranquilli, spero che l’ambiente lo comprenda e si compatti attorno alla squadra come successo nei momenti felici degli ultimi tre anni, dove, ricordo, abbiamo giocato di fatto tre finali per la promozione”.
Nando Gentile è diventato un coach in bilico dopo le sconfitte con le ultime due della classe o non è in discussione come è stato detto prima di Bologna? “Gentile non può non essere in discussione, come lo sono tutti, del resto. Lui è un uomo e in quanto tale fa cose buone ed errori. Pensavamo che la squadra avesse bisogno solo di un allenatore che le infondesse maggiore convinzione nei propri mezzi, invece ci stiamo accorgendo che il problema non era solo quello. Gentile, comunque, è quello che ha meno colpe, s’è ritrovato una squadra fatta, ha cercato di raddrizzarla coi suoi innesti ma non ci sta riuscendo, così come prima non c’è riuscito Cavina”. Se si perde anche domenica contro Piacenza deciderete per il nuovo cambio di allenatore? “Di certo la situazione precipiterebbe, anche perché sarebbe l’ennesima sconfitta in casa, dove perdiamo più che in trasferta. Gentile è sempre stata una persona leale con me, non si è mai nascosto dietro un dito, con lui non si fa questione di soldi e questo è già un passo avanti rispetto ad altri colleghi del passato”.
E’ vero che state cercando un direttore sportivo che permetta a Bartocci di concentrarsi più sul suo ruolo di general manager? “Più che cercando ce ne stanno offrendo, direttori sportivi, general manager, preparatori atletici. Attualmente non ne abbiamo bisogno, non è un direttore sportivo che può cambiare la stagione. Non inventiamoci niente, si vive una crisi economica senza precedenti e tenere una Legadue in un territorio povero come il nostro è un lusso. E da qui a fine campionato siamo condannati a combattere per mantenerlo. Vogliamo salvare il salvabile”.
Paolo De Persis