Lega A - Avellino, Green e gli eroi del 2008

Cosa hanno hanno fatto, dove sono, i protagonisti del successo in Coppa Italia. Devin Smith, mvp delle Final Eight, la punta di diamante: da sei stagioni al Maccabi con cui ha vinto l'Eurolega.
 di Massimo Roca  articolo letto 502 volte
Fonte: Il Mattino
Lega A - Avellino, Green e gli eroi del 2008

Nove anni fa, in questi giorni, l’impresa era già stata compiuta. Il 10 febbraio 2008, l’Air Avellino di coach Boniciolli e del presidente Ercolino aveva cambiato volto e prospettive alla storia della Scandone vincendo la Coppa Italia. Il legame con quella fantastica cavalcata è ancora tangibile e porta il nome di Marques Green. Saranno in quattro i testimoni di quell’edizione in campo a Rimini. Oltre a Green, Ress (ora a Venezia ed all’epoca a Siena), Andrea Cinciarini (Milano) e Luca Vitali (Brescia) entrambi a Montegranaro in quella circostanza.

Per Marques Green si tratta della settima partecipazione alle Final Eight (due vittorie ed una finale), la quinta con la canotta di Avellino delle otto totali per il sodalizio biancoverde. Il successo in Coppa Italia e la semifinale scudetto del 2008 lo lanciarono verso la Turchia. Quella al Fenerbahce non fu un’esperienza esaltante. Il ritorno in Italia a Pesaro tra luci ed ombre, quindi la rinascita avellinese sotto Vitucci dal 2010 al 2012 con altrettante edizioni di Coppa Italia. Poi il divorzio sciagurato con l’avvento di coach Valli. L’esperienza al Cedevita Zagabria, il passaggio a Milano (altra Final Eight nel 2013) prima dell’approdo a Sassari con la vittoria della Coppa Italia del 2014. Nostalgico il play di Philadelphia che nel 2014 è ritornato al Ted Ankara formazione in cui aveva militato prima di arrivare ad Avellinp. La terza avventura in Irpinia nel 2015 richiamato da Vitucci poi sostituito da Frates. Quindi il quarto abbraccio del dicembre 2015 e la finale di coppa Italia dello scorso anno.  

L’mvp della Coppa Italia 2008 fu invece Devin Smith. Il 34-enne americano è da sei stagioni al Maccabi Tel Aviv con cui nel 2014 è salito sul tetto d’Europa vincendo l’Eurolega. E’ sicuramente il giocatore di quel gruppo che ha raggiunto i risultati più alti in carriera. Quest’estate una clamorosa bufala di mercato lo aveva addirittura riaccostato ad Avellino, ma ieri con il Maccabi ha vinto la Coppa d'Israele sull'Hapoel di Pianigiani.

La figura più pittoresca era la guardia colombiana Stalin Ortiz: la scommessa di coach Boniciolli. Arrivato come nuovo Charles Smith, dopo quell’esperienza è ritornato in Sudamerica da cui non si è più mosso. Argentina e Colombia le tappe di uno dei migliori cestisti colombiani della storia. Oggi, a 36 anni, dopo l’ultima stagione con i Condores de Cundinamarca, è attivo con i più giovani e come testimonial del basket nel suo Paese.

Sul perimetro anche due italiani. A Daniele Cavaliero è legata l’immagine del fallo di sfondo subito in finale ad opera di Dewarick Spencer. L’anno successivo si accasò a Montegranaro per poi ritornare ad Avellino nelle stagioni 2013/14 e 2014/15, ricoprendo anche il ruolo di capitano. Da oggi sarà spettatore con la sua Varese.

L’altro italiano sarebbe stato di casa nella sua Rimini. Alex Righetti ebbe il suo ultimo acuto proprio ad Avellino. Non mostra cenni di resa: da due stagioni è in serie A2 all’Eurobasket Roma, allenata da un altro ex biancoverde, Davide Bonora. Sotto canestro c’era una coppia straordinariamente complementare.

Nikola Radulovic, come Righetti, arrivò ad Avellino nella parte finale della sua carriera. Contribuì a salvare la panchina di Boniciolli nella stagione 2006-07. Restò tre anni. Anche nell’anno successivo, quello dell’Eurolega, fece coppia con il centro americano Eric Williams. Fu poi protagonista della promozione in serie A di Brindisi nel 2010 prima di chiudere la sua carriera a Scafati nel 2012.

Eric Williams, insieme a Marques Green, è colui che è rimasto più legato alla serie A facendo leva sul passaporto bulgaro. Quella di Avellino fu la sua seconda stagione da “pro”. Dopo le due stagioni avellinesi anche Pesaro, Brindisi, Caserta, Venezia con la parentesi Astana alla corte di Boniciolli. Oggi si “diverte” in Svizzera ai Lugano Tigers con cifre di rilievo: 14,8 punti e 8,4 rimbalzi di media.

Chi non ricorda poi le triple di Peter Lisicki. La guardia americana, naturalizzata italiana, si è dedicata all’attività di promotore finanziario in Arizona, dove risiede con la famiglia. Come per Radulovic e Williams un’ulteriore stagione ad Avellino nel 2008-09 prima del ritiro dalle competizioni agonistiche.

Ancora in attività invece Sylvere Bryan. Moglie italiana e carriera sviluppatasi quasi interamente in serie A2: Roseto (in tre circostanze), Pistoia, Brindisi, Venezia (anche in A) e Pesaro (A), Roma. Oggi è a Mantova.

Se Ortiz era la figura più pittoresca, tra i beniamini assoluti del pubblico c’era l’ala-centro rumena Catalin Burlacu. Anche lui occupa un posto di rilievo assoluto nella storia cestistica del proprio Paese. Sono 11 i campionati romeni e 4 le coppe nazionali presenti nella bacheca del 39-enne attualmente ancora in attività con il Craiova.

Il nocchiero Matteo Boniciolli non monetizzò il titolo di migliore allenatore dell’anno, preferendo alla riconferma il progetto casalingo di Trieste, salvo rientrare in sella alla Virtus Bologna nel corso della stagione 2008-09. Sono seguite le esperienze biennali a Roma (con Eurolega) all’Astana e con la nazionale kazaka. Da due anni è di nuovo a Bologna, in A2, ma sulla sponda Fortitudo.