Serie A - La top ten del 2016, i dieci personaggi più importanti

 di Alessandro Palermo  articolo letto 4568 volte
Serie A - La top ten del 2016, i dieci personaggi più importanti

Il nuovo anno è ormai alle porte ma prima di metterci alle spalle il 2016, per accogliere un felice 2017 (si spera), abbiamo deciso di ripercorre i momenti più importanti della Serie A dell'anno solare ancora in corso, stilando una top ten.

Ecco i 10 personaggi più importanti del 2016, più un organo di stampa:
(in ordine sparso)

Pietro Aradori
A Siena ebbe un ruolo abbastanza marginale, a Cantù incominciò a capire cosa volesse dire fare il leader, a Reggio Emilia lo è diventato. Da comprimario di lusso ad attore protagonista. Con Kaukenas e Lavrinovic nei paraggi non poteva vestire i panni del leader - anche se la stoffa ce l'aveva eccome - con i lituani lontani dal mondo Grissin Bon serviva una figura dominante, in tutto e per tutto, Pietro il "Cagnaccio" bresciano ha risposto presente. Nominato capitano ad inizio della stagione 2016-'17, Aradori ha disputato una prima parte di campionato da fenomeno indiscusso. Numeri, medie, prestazioni da MVP di Serie A. Limitato da un infortunio alle finali scudetto contro Milano, Pietro vuole prendersi la sua rivincita nel 2017.

Gennaro Di Carlo
Allenatore sottovalutatissimo, il coach dell'Orlandina ha svolto un "lavorone" alla guida della squadra siciliana. Alla vigilia della scorsa stagione, così come prima del 2016-'17, gli addetti ai lavori hanno sempre considerato Capo d'Orlando una papabile candidata alla retrocessione. Il campo, però, ha detto il contrario. Nella stagione passata ha raggiunto la salvezza con largo anticipo, stupendo tutti. Quest'anno, invece, spera di fare addirittura qualcosa di più. Rientra nella Top10 del 2016 con pieno merito, iniziando e finendo alla grande l'anno solare (-29 di Avellino a parte). Ad oggi l'Orlandina è la rivelazione del campionato, se i "paladini" dovessero centrare anche le Final Eight di Coppa Italia farebbero un colpaccio incredibile. Tutto merito di Gennaro Di Carlo.

JaJuan Johnson
Finisce nella Top10 più per l'ultimo trimestre che per i primi tre ma escludere un campione del suo calibro sarebbe stato ingiusto. Nel finale della scorsa stagione (15.1 punti di media e 8.2 rimbalzi a partita), quando Cantù annaspava nel fondale della classifica, JJJ è stato capace di tenere a galla tutta la squadra. In questa stagione, fin da subito, si è caricato letteralmente compagni e pressioni dell'ambiente canturino sulle proprie spalle. I risultati, per ora, non sono eclatanti ma quelli personali lo sono eccome: 18.2 punti di media e 8.2 rimbalzi, in 13 partite disputate. Per non parlare delle percentuali da due, passate da 55% a 60% ma a colpire di più sono quelle inerenti al tiro da tre: ad oggi, 8 bombe a bersaglio su 18 (44%), contro il misero 18% della stagione 2015-'16. La perla del suo 2016 resta la performance contro Avellino, il 12 dicembre scorso, con 35 punti a referto, 14 rimbalzi e 46 di valutazione. Se dovesse iniziare il 2017 come ha concluso il 2016, potrebbe seriamente candidarsi a MVP della stagione.

Rimantas Kaukenas
Nonostate una carta d'identità sfavorevole - 39 anni suonati - nei playoff ha dominato, mettendo la ciliegina sulla torta dopo una regular season ad alti livelli. Peccato per lui che l'Olimpia ha fatto piazza pulita, lasciando ai reggiani soltanto poche briciole e l'amarezza di un piatto da dessert completamente vuoto. Meritava un finale migliore ma le sue lacrime e le sue giocate resteranno per sempre nella storia della pallacanestro nostrana.

Walter De Raffaele
Un 2016 superbo, alla guida dell'Umana Venezia. Regular season altalenante e mai convincente del tutto, la sua Reyer ha saputo rifarsi nei playoff dove è riuscita a mettere i brividi anche alla favoritissima Olimpia Milano. In questo ottimo avvio di stagione - iniziata in verità male, con tre sconfitte nelle prime sei giornate di campionato - ha vinto sette partite consecutive, conquistando (meritatamente) la seconda piazza. In laguna, "Walterone", se lo devono tenere stretto.

Drake Diener
A cavallo tra il 2015 ed il 2016 la notizia shock: il Morbo di Chron è tornato, così - a fine dicembre dell'anno scorso - è costretto a lasciare Saragozza. Poi, in primavera, una buona notizia. Il 2016 lo aveva accolto come fosse un ex giocatore, a Capo d'Orlando invece si è riscoperto campione di rara bellezza. Una classe non comune che in Sicilia è tornata a splendere. Il fisico non è più quello di una volta ma le mani sono ancora quelle di un pianista. Ringraziamo il 2016 per avercelo ridato, in campo.

Rakim Sanders
Nel 2015 vinse una Coppa Italia ed uno Scudetto con Sassari, venendo nominato MVP delle finali. Nel 2016 ha saputo ripetersi, dimostrando di essere un talismano vincente oltre che un fuoriclasse. Coppa nazionale, tricolore e MVP delle finali scudetto anche con la maglia di Milano. Anzi in maglia Olimpia riesce a fare persino meglio: il 21 febbraio venne eletto MVP della Coppa Italia ed il 25 settembre scorso alzò anche la Supercoppa, in entrambi i casi battendo Avellino. Il 2016 è stato il suo anno, nettamente tra i giocatori più decisivi. Potrebbe essere suo, il gradino più alto del fantomatico podio.

Luca Vitali
Nel 2016 il play bolognese ha riscritto la storia del basket italiano, distribuendo ben 18 assist in una singola partita. Record. Stracciato quello precedente (16), che apparteneva a quel fenomeno di Toni Kukoc e ad altri tre giocatori: Maques Green, Dee Brown e Ronald Moore. L'11 dicembre scorso, contro la Vanoli Cremona - sua ex squadra - Vitali ha fatto qualcosa di incredibile, record che con ogni probabilità resterà imbattutto per almeno un decennio. Questo basta e avanza per meritare un posto nella top ten.

Pino Sacripanti e Nicola Alberani
A Sacripanti, il 2016, ha riservato tantissime soddisfazioni: in primis, la consacrazione a "santone" della Serie A. Nel corso della stagione 2015-'16 la sua squadra fa registrare il record societario di vittorie consecutive, pari a dodici. A questo bisogna aggiungerci la finale di Coppa Italia (la seconda) e la finale di Supercoppa, perse poi contro la più quotata Milano ma comunque dei successi restano. La sua Scandone, inoltre, tiene testa ai vice campioni d'Italia in carica, uscendo a testa alta in semifinale contro Reggio Emilia (4-3), sfiorando per un pelo una clamorosa finale scudetto. Un 2016 da sogno per la Sidigas, per Sacripanti, per i tifosi e per l'intera città. Gran parte del merito va attribuito a Nicola Alberani, il quale divide un posto in top ten proprio con l'allenatore biancoverde. Al termine della scorsa stagione Alberani fu eletto miglior dirigente, potrebbe ripetersi anche nel 2017. Non può essere soltanto fortuna o semplice intuito, qui c'è dietro del talento... raro.

Ufficio Stampa Reggio Emilia
Non solo giocatori, non solo allenatori, il 2016 premia anche un organo extra campo come un ufficio stampa di un club di Serie A. Quello reggiano ha svolto un lavoro eccezionale, ai limiti della perferzione, facendo enormi passi in avanti. Idee, trovate, iniziative sempre molto divertenti quanto azzeccatissime. Il più recente? Il video di Natale con protagonisti chef Max Menetti e giocatori, semplicemente geniale. Senza dimenticare la nascita di Grissin Bon Channel, ufficializzata ad ottobre, un canale web tematico. Una web tv ben gestita e diventata, nel giro di pochi mesi, punto di riferimento per tutti i tifosi biancorossi.

Top ten a cura di Alessandro Palermo