Petrucci. Non solo basket. Il riscatto inizia all'Europeo.

L'Intevista al "Corriere dello Sport"
 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 216 volte
Fonte: Fip
 Petrucci. Non solo basket. Il riscatto inizia all'Europeo.

Basket e non solo. Francesco Volpe per il “Corriere dello Sport” dialoga con il presidente della FIP Giovanni Petrucci in vista dell'Assemblea elettiva di sabato 17 dicembre nell'intervista in edicola questa mattina.
Il risultato è un'interessante fotografia della pallacanestro nelle sue dinamiche interne, il ruolo guida del CONI nelle politiche dello sport italiano con riferimenti al momento che sta attraversando la società italiana. Qui di seguito alcuni stralci.

L'intervista parte dal Preolimpico di Torino (“Quando non arriva il risultato la colpa è di tutti. Mi sono interrogato spesso sulle eventuali mancanze della Federazione. Qualcuna l'ho trovata. Facile però parlarne dopo. La Fip ha fatto tutto quello che poteva fare: gran pubblico, entusiasmo alle stelle, ascolti televisivi buoni. E' mancato solo il risultato (...) La cosa più bella nella vita è la rivincita, spero arrivi nel prossimo Europeo.”) per approdare ai risultati migliori del quadriennio (“La ritrovata visibilità. Oggi, tra Sky e Rai, ogni giorno si può vedere una partita. Un segnale importante. E poi i centri tecnici federali, una bella novità che abbiamo riproposto. Però, ci tengo a dirlo, non avevo ereditato una federazione in difficoltà. Servivano solo dei ritocchi, che penso di aver fatto”) e ai sogni per il prossimo (“I risultati sportivi (…) Credo in Ettore Messina e in questi giocatori. La cosa principale è stata la conferma del c.t. So che per lui è un grosso sacrificio. E lo fa a titolo gratuito, noi gli paghiamo solo i rimborsi spese”). 

Gli argomenti poi vanno naturalmente sul campionato, gli stranieri con le società di serie A che ne hanno chiesti 7 liberi (“Partiamo dal presupposto che esistono delle leggi cui dobbiamo sottostare: quelle dell'Unione europea. Ai club ho già detto che è prioritario sentire la Giba, l'associazione dei giocatori (...) Sono ottimista, non si arriverà allo scontro, siamo tra persone ragionevoli. Con la Lega di Serie A ho un buon rapporto. Credo in un accordo che accontenti tutti”) e poi l'Eurolega (“Se c'è chi può investire per arrivare a competere ad alto livello, non lo si può impedire (...) E' nell'evoluzione delle cose, anche se l'impresa del Leicester nel calcio ricorda che può sempre scapparci la sorpresa”) per poi parlare delle giovanili e della femminile che stanno dando importanti soddisfazioni (“Oggi abbiamo due belle realtà. le nazionali giovanili maschili e femminili sono terze nel ranking europeo dopo Francia e Spagna, che però hanno numeri dieci volte superiori ai nostri. E le seniores di Andrea Capobianco si sono qualificate per gli Europei vincendo il loro girone. Dobbiamo investire di più sulla femminile.”).

Poi il CONI partendo dalla nuova distribuzione dei contributi (“Il presidente Malagò è stato bravo. Il calcio deve rendersi conto che non finanzia più lo sport italiano come ai tempi del Totocalcio. Deve rientrare nel gioco delle percentuali come le altre federazioni (…) siamo riusciti a recuperare i soldi della mutualità e avremo un milione l'anno nel triennio 2017-19 di esclusiva competenza della Lega di Serie A per le sue società”) con un giudizio proprio sul lavoro fatto dal presidente Giovanni Malagò nel quadriennio che si sta chiudendo (“E' stato bravo (...) Giovanni ha portato risultati e una bella immagine, avrà il mio voto al 100%.”).

E in chiusura gli auspici per il 2017: “Che Milano ottenga l'organizzazione del Congresso del Ciò del 2019 (...) Sono ottimista”. E per il Paese? “Meno divisioni, la malattia dell'Italia (…) E' il nostro tarlo”.