Maxibasket - Roberto Quercia tiene insieme in piedi gli over 65 e 70

 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 1955 volte
Maxibasket - Roberto Quercia tiene insieme in piedi gli over 65 e 70

(di Mario Natucci). Prosegue a buon ritmo l’avventura delle formazioni azzurre Over 70 e Over 65 di coach Zorzi che saranno impegnate fra tre mesi ai mondiali di Montecatini. Gli ‘Over’ che si sono rimessi in gioco - in molti casi dopo anni e anni di inattività - sono tutti animati da entusiasmo e gran voglia di fare. Ma proprio per questo in parecchi si sono scontrati con le difficoltà di un lavoro atletico che - così è la vita dopo i 60 -  non è più supportato dal fisico di una volta.
 Insomma, la lista degli infortunati è abbastanza lunga e nel week-end di allenamento di Pesaro le formazioni azzurre sono state piuttosto ridotte. Questa la lista dei presenti: Peppe Vento, Claudio Turra, Nino Comelli, Enzo Tomasella, Paolo Gambardella, Pino Maresca, Marco Veronesi, Silvano Polo, Alberto Paccapelo, Paolo Gurini, Luciano Giannini, Claudio Talamas, Carlo Napolitano, Gianni Trevisan e Roberto Quercia.
Tutto è filato liscio comunque. Anche se gli allenamenti che conduce Tonino Zorzi non sono quasi mai leggeri e di conseguenza portano con sé il rischio della contrattura, del risentimento muscolare, dello stiramento. E anche stavolta, alla fine della prima giornata di preparazione nel vecchio palasport di Pesaro, c’era qualcuno che zoppicava o lamentava dolori qua e là. Ma a questo punto, come nelle tragedie greche, è saltato fuori il ‘deus ex machina’ che ha risolto i problemi.
  Il deus di cui parliamo non è venuto da fuori, era anche lui sul parquet a sudare e faticare con gli altri compagni di avventura. E’ Roberto Quercia, due metri di talento e di stile che per tanti anni ha sciorinato sui campi di basket della Penisola. Due metri che si allungano perché al talento di giocatore aggiunge quello di pranoterapeuta: in soldoni, uno che è in grado di rimediare ai guai di cui parlavamo poco sopra e di rimettere in in piedi i compagni, di nuovo pronti a ripartire e a sostenere gli sforzi che impone il basket.
 “Devo tutto alle mie mani - dice Bob Quercia – Sono stato professionista fino a 40 anni ed ero famoso per le mie mani morbide e precise, che mi facevano avere la migliore percentuale di tiro della serie A. Una volta che ho smesso di giocare, ho scoperto un altro tipo di sensibilità nelle mie mani. Le quali captano il campo energetico, il magnetismo delle persone per poi riequilibrarlo e ripristinare così la salute”. Insomma, ha scoperto che, grazie alle mani, poteva curare e di guarire. Intendiamoci, le mani possono poco senza la testa e senza il cuore: intelligenza per quanto riguarda il gioco, forza spirituale per la pranoterapia (come assicura Bob).
Dalla teoria alla pratica. I guai muscolari che avevano messo a sedere in panchina qualche giocatore dopo l’allenamento di sabato si sono dissolti. E la domenica seguente tutti hanno potuto giocare con impegno e con profitto la partitella, la prima di una serie che è in programma per le formazioni azzurre di Maxibasket e che servirà a completare a dovere la preparazione. Le mani di Bob hanno rimesso in sesto anche Tonino Zorzi, togliendogli di dosso la stanchezza e sistemandogli un ginocchio dolorante.
Già, ma che punto è la preparazione? Non male, secondo Zorzi, che è soddisfatto di come i suoi ragazzi d’epoca possano correre e reggere un paio d’ore di allenamento senza avere la lingua di fuori dopo cinque minuti. Evidentemente sta funzionando  la preparazione che ciascuno fa per conto proprio, allenandosi magari con qualche squadra della propria città. Resta da mettere a punto la preparazione tecnica di squadra, i movimenti da fare in attacco, soprattutto la difesa a zona.
Le formazioni di Zorzi troveranno un notevole numero di avversarie da affrontare: 16 sono le formazioni iscritte nella categoria Over 65 e 18 sono quelle nella categoria Over 70. Favorite d’obbligo sono le squadre Usa. Quella Over 65 è guidata da Tom Chestnut, che giocò in Italia in qualche torneo estivo prima di passare al professionismo. Usa a parte, ci sono squadre provenienti da tutto il mondo, addirittura dal Giappone (Over 65) e dall’Australia (Over 70). Praticamente si giocherà ogni due giorni, motivo in più per presentarsi ai mondiali i buona forma atletica. Meno male che c’è Bob Quercia, il campione che dà una mano, anzi, tutte due, sia in squadra, sia a bordo campo.

mario natucci