Lega A - Supercoppa italiana, Olimpia Milano frantuma le speranze dello Scandone e si porta a casa la Coppa

 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 1358 volte
Lega A - Supercoppa italiana, Olimpia Milano frantuma le speranze dello Scandone e si porta a casa la Coppa

L'Olimpia Milano sfata il tabù al forum, superando in finale di Supercoppa la Sidigas Avellino e portandosi per la prima volta nella sua storia il trofeo in bacheca. E confermando nel giro di 48 ore, dopo una preparazione specifica per l'evento sottolineata da coach Repesa, che l'ammazza-campionato c'è e la rincorsa degli altri al secondo posto può avere inizio. Forza meneghina e debolezza altrui cui non si voglia dare colpa alla mancata partecipazione alle coppe.

Alle ore 18:15 è cominciata la sfida in finale tra l'Olimpia Milano e lo Scandone Avellino per determinare il vincitore della Supercoppa italiana 2016. Finale inedita, che i milanesi hanno già perduto tre volte (1996, 2014, 2015) e gli irpini una (2008). Gentile con il mal di schiena è la novità della formazione allenata da Repesa, che lascia fuori per il turnover Abass e l'infortunato Raduljica. Tra le fila degli uomini di Sacripanti la novità Kyrylo Fesenko.

Primo quarto. Kruno Simon sfodera una prestazione importante al tiro (2/4, 3/3) e spinge l'EA7 fin dal primo minuto. Obasohan (3/3 con 2 triple), dall'altra parte, tiene su gli irpini che nel testa a testa 18-20 con tripla di Ragland al 7'30", chiudono il primo quarto sotto 19-23.

Secondo quarto. Milano tiene il pallino del gioco e, a metà del quarto piazza l'uno-due di Simon (tripla) e Gentile per il 23-33. Ragland e Obasohan recuperano il -4 per poco, perchè Hickman da tre firma al 19' il 29-42. Marco Cusin fissa al 20' il punteggio dell'intervallo 34-44 con 18 di Simon e 12 di Obasohan.

Secondo tempo. L’Olimpia aggredisce la ripresa non solo con la tripla di Simon ma anche con quella di Dragic, la difesa e la voglia di correre con Macvan da centro controi parituolo pesanti di Avellino (Sacripanti schiera Cusin nel quintetto d’avvio del terzo periodo). Dopo un antisportivo di Leunen su Cinciarini, il vantaggio lievita a 15 punti, 54-39, poi a 18 dopo un’altra tripla dall’angolo di Simon. Un lungolinea di Dragic permette di scollinare oltre i venti di vantaggio. Avellino si mette a zona, e qui Dada Pascolo va al lavoro con due fade-away consecutivi. L’Olimpia prende 21 punti di vantaggio, Avellino prova a reagire, firma un 7-0 e torna a meno 14 dopo un time-out voluto da Repesa. Sanders dalla lunga chiude il break. Alla fine del terzo quarto è 67-51 Olimpia. Avellino produce il massimo sforzo, torna a meno 13 con un gioco da tre di Adonis Thomas. Sanders con un jump lungo e Kalnietis con due canestri in avvicinamento scava di nuovo 19 punti di vantaggio. Poi il finale diventa uno show. Finisce 72-90.