Lega A - L'Olimpia Milano risolve il duello contro Capo d'Orlando (3-1)

 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 2190 volte
Lega A - L'Olimpia Milano risolve il duello contro Capo d'Orlando (3-1)

L'Olimpia Milano vuole chiudere la serie, per non dare troppo vantaggio a Trento, per aumentare la propria concentrazione, per rispettare il pronostico e il diritto della capolista. E lo fa giocando di squadra come poche volte quest'anno - e forse l'assenza di Sanders è un plus e non un minus - lo fa giocando reattiva, lo fa grazie al roster infinito che certamente è meno stanco di una Capo d'Orlando spremuta come e più il povero Dominique Archie, grande prestazione ma letteralmente scoppiato dal punto di vista fisico. La chiave di volta della gara è nella difesa dei lombardi, più costante e concentrata che in altre occasioni e la scarsa pericolosità dalla lunga distanza dei siciliani, un 5/27 che non può concedere chances di vittoria, onestamente parlando.

E infatti il quintetto di Repesa parte forte, difende forte costringendo l'Orlandina a forzare i tiri, a subire le mani addosso. Risultato appena quattro punti siciliani nei primi 5', con l'EA7 che tiene il ritmo delle gare precedenti. Non si aiutano, quelli della Betaland, tirando malissimo da tre (1/8 nei primi 12'!) e il primo quarto si chiude 12-24 con il buzzer beater di Abass da tre. Milano serve i suoi sotto, ma anche da fuori stasera fa bene. Il secondo periodo comincia con Kalnietis e Raduljica in campo: meno pressione difensiva, poi qualche errore nel servizio al lungo aiuta Capo d'Orlando a organizzare una piccola rimonta che vale il -11. Repesa si prende il timeout, rientra Cinciarini e le cose si rimettono a posto. Anche perché Iannuzzi è nervoso, Berzins si perde nelle maglie di McLean e Macvan, continua (2/12) la tragedia nel tiro da tre punti che non permette di aprire l'area milanese. Prima Raduljica poi McLean schiacciano su altrettanti contropiedi, così si arriva all'intervallo sul 31-45, Davide Pascolo in doppia cifra, 10 punti, il 16/22 da due dell'EA7.

Se Archie, reduce dal riposo forzato di due gare, è il più lesto a metà terzo periodo a raggiungere la doppia cifra con due triple, vuol dire che gli eroi paladini sono stanchi. E, nonostante che al 24' Radulijca riesca a farsi fischiare un tecnico per aver smanacciato un pallone uscito dalla retina sul 34-56, l'inerzia è sempre dell'Olimpia. Poi sale in cattedra Ivanovic che non trova la tripla abituale ma si lancia in uno contro uno e Capo d'Orlando, sempre con tanta abnegazione collettiva, tenta ancora un recupero. Berzins aiuta con la tripla e si ritorna a -13 con il libero di Delas e ancora Berzins fa 15-4 di parziale, -11. Milano si fa prendere dalla fretta, colleziona tre errori banali di fila ma la Betaland la grazia con altrettanti errori. Timeout con 30 secondi alla sirena: ma c'è Hickman in agguato e il tempo è sufficiente alla guardia ex Pesaro e Maccabi per quattro punti consecutivi 49-65.

Per non sentirsi finiti, i paladini ricominciano con la tripla di Archie e il gioco da tre punti di Iannuzzi per il -10. Però Delas, fantasma di serata, commette il quarto fallo ma l'EA7 sciupa sei occasioni di fila. Così il break siciliano dall'apertuta di periodo diventa 8-0 e Repesa deve parlarne perché la gara è riaperta: timeout. Tornano dentro Macvan e McLean e Cinciarini; il serbo ne mette cinque in fila, l'americano stoppa, 59-70 al 36'. Poi arrivano due giocate del play italiano in difesa e attacco: l'Olimpia entra sul +12 a tre minuti dalla fine. Iannuzzi guadagna la lunetta dopo l'ottavo rimbalzo d'attacco, qualcosa di inimmaginabile. Repesa chiede di giocare col cronometro, ma Berzins schiaccia in contropiede in tre secondi! Emotivamente la Betaland ci prova ancora, ma l'uomo più affidabile di Repesa, a 65 secondi dalla sirena, trova allo scadere dei 24 la tripla che chiude l'incontro. Milan Macvan è il simbolo della Milano operaia, della Milano che gioca di squadra, della Milano che non guarda alle statistiche individuali.

L'Olimpia avanza alle semifinali, l'Orlandina chiude con un PalaFantozzi in piedi, triste ma festante. Finisce 62-77.