"John Wooden and me" Kareem apre lo scrigno dei suoi segreti

 di Umberto De Santis Twitter:   articolo letto 861 volte
"John Wooden and me" Kareem apre lo scrigno dei suoi segreti

"Non pensate a vincere la partita. Fate però tutto il possibile per prepararvi. Se saprete di aver fatto tutto il possibile edi aver dato il meglio di voi stessi sul campo, quella sarà la vostra ricompensa. Il tabellone dei punti non è importante".

Importante però è sapere che queste parole l'ha pronunciate un coach mitico 10 volte campione NCAA con UCLA dal nome di John Wooden. Un uomo che amava le citazioni, e il nostro personale omaggio è di cominciare una recensione proprio con una citazione sua. La riporta, con il suo stile asciutto ma sempre carico di esplosività esattamente come era da giocatore di pallacanestro, l'autore del libro "Coach Wooden and me": Kareem Abdul Jabbar. La storia di un rapporto cresciuto in maniera esponenziale dal giorno del prereclutamento nel marzo 1965 a quello della morte di Wooden il 4 giugno 2010. Ben inserito nel contesto della società civile americana, con tutti i risvolti umani, sociali e razziali in un'epoca di immensi cambiamenti. Jabbar la racconta con grande trasporto, riuscendo molte volte a commuoverci con la sua personale acutezza nel trasferire al lettore fatti e dettagli estremamente riservati e all'apparenza poco importanti ma essenziali nel descrivere due forti personalità come i protagonisti. Che si legano insieme per l'amore per la pallacanestro e nel rispetto reciproco attraversano quasi cinquant'anni di storia. L'altro sentimento che impera l'opera di Jabbar si chiama umiltà. Sarebbe stato facile per un allenatore che molto spesso usciva dai palazzetti avendo asfaltato l'avversaria di turno indulgere alla propria esaltazione, e con essa quella dei suoi giocatori. Invece Wooden la utilizzava come mezzo per arrivare alla grandezza e la imponeva ai suoi giocatori. Sentimenti forse un pò demodé in un mondo avido di successo e di superiorità in qualsiasi campo, dai soldi, al potere, e nonostante anni di lotte civili, alle razze. L'abbiamo letto tutto d'un fiato, questo "John Wooden and me", ci sono venuti i lacrimoni agli occhi quando Kareem ci raccontava di averli, abbiamo riso quando i due protagonisti facevano le macchiette prendendosi in giro. Un libro da leggere e consigliare a chi sa soltanto vincere e disprezzare.

"Io ero Lewis Alcindor, diciottenne nero di New York. Ero tutto metropolitane veloci, hot jazz e diritti civili. Lui era John Wooden, cinquantenne bianco di una cittadina dell'Indiana. Era tutto trattori, big band e morale cristiana. Eravamo una coppia da sit-com e la nostra storia stava per incominciare".

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