Il pagellone di Varese: Kangur il divino, Maynor come una Maserati depotenziata, il Parkinson di Johnson

 di Alessandro Palermo  articolo letto 1158 volte
Il pagellone di Varese: Kangur il divino, Maynor come una Maserati depotenziata, il Parkinson di Johnson


La Openjobmetis Varese batte 91 a 81 l'Enel Brindisi, nella quarta giornata di campionato. Di seguito pubblichiamo le pagelle dei padroni di casa:

ANOSIKE, voto 5.5
Nel primo quarto va a fiammate: in 5' cattura subito ben 6 rimbalzi, metà di quanti ne prenderà nel finale (12 in 23'), ma è anche ingenuo nel perdere 3 palloni. A rimbalzo è un leone, vera specialità della casa, ma in attacco si appanna facilmente. Non va tanto meglio neanche in difesa, dove subisce qualche sfuriata da parte di Carter e M'Baye. Prendere o lasciare, è fatto così. Giocata una partita insipida, un po' come la sua permanenza a Brindisi durante la scorsa stagione. E' un animale da rimbalzo e poco altro, forse va usato solo per questo. Un po' poco ma, per ora, questo passa il convento e di questo bisogna accontentarsi. PREZIOSO MA NON INDISPENSABILE.

MAYNOR, voto 6
Le sue prestazioni al di sotto dello standard dell'era Caja, stanno spaccando in due la tifoseria. C'è chi sta con lui e chi, invece, lo reputa l'anello debole della squadra. Di certo, non discutiamo il suo (enorme) talento, ma le sue amnesie ed i suoi errori in cabina di regia incominciano a stancare. La sensazione è che, e spiace doverlo dire, il giocatore non abbia soltanto problemi fisici ma che ci sia sotto qualcosa di più. Palesemente non ancora al top fisicamente ma l'ex NBA sembra ancor più in difficoltà mentalmente, di testa. Poco lucido e confuso, le sue statistiche contro Brindisi non devono esaltare. Ma come abbiamo detto all'inzio: "Con lui o contro di lui". Da che parte sta il sottoscritto? 3/10 da due, 3/7 ai liberi, 6/15 dal campo, fanno intravedere forse la risposta. Consiglio di rivedere il finale del quarto periodo, dove Varese tenta in ogni modo di rimontare Brindisi ma Maynor non ne azzecca una. Tiri liberi da segnare ad ogni costo ma sbagliati e palle perse (3) sanguinose. Se Kangur non avesse portato la OJM all'overtime, Maynor sarebbe stato in mezzo alla tempesta delle critiche. Ma per sua fortuna - oltre a servire 6 assist - 6 dei suoi 18 punti li realizza nel tempo supplementare, consegnando la vittoria a Moretti ed al popolo biancorosso. "Si salva in corner", direbbero i nostri amici calciofili. UNA MASERATI, DEPOTENZIATA.

AVRAMOVIC, voto 6
La stellina serba - contro Brindisi - deve farsi da parte, lasciando il palcoscenico a sua maestà Maynor. Meno spettacolare rispetto al derby contro Milano, meno incisivo rispetto a mercoledì scorso contro Lione in Champions League. D'altronde ripetere la prestazione da fenomeno (29 punti, ndr) di qualche giorno fa era davvero difficile. In ogni caso, contro l'Enel ha il merito di guidare i suoi al pareggio (60-60) nel quarto quarto. Poi, durante il tempo supplementare, viene relegato in panchina. Coach Moretti gli preferisce Maynor, il quale vanta maggiore esperienza del '94 nativo di Čačak. Mossa comprensibile. Per lui bottino magro: 9 punti, 2 assist ed un inconsueto 1/4 da tre punti. L'unico di Varese a chiudere con un plus/minus negativo ma quando entra Masnago impazzisce, lui ripaga con tanta sostanza, preferendola per una volta alla spettacolarità. SOLDATO.

PELLE, voto 7
Al suo ingresso la squadra cambia volto, così come il pubblico di casa che entra prepotentemente in partita. E' un arringa folle e la OJM ringrazia, quando entra il palazzo si scalda, diventando un fattore. Già solo per questo, averlo in rosa, è una comodità ed un vantaggio enorme. In 18' e spiccioli sul parquet riesce a chiudere in doppia cifra: 10 punti e 12 rimbalzi, essenziale. Stramente soltanto due stoppate per lui, ci aveva abituati troppo bene. In difesa soffre un po' i lunghi brindisini, clienti scomodi, ma a rimbalzo è la solita molla. L'ARAGOSTA DELLE ANTILLE. A fine stagione costerà cara, Varese - forte del biennale - dovrà resistere alle follie delle big più affamate.

CAVALIERO, voto 6
La cartuccia è inceppata (1/4 da tre) ma i numeri sono tutto e niente per giocatori come Cavaliero. Gli errori al tiro ed il -4 di valutazione non valgono nulla se paragonati al suo immancabile impegno, al suo senso del sacrificio ed alla sua dedizione. Quando il capitano calca il parquet, Varese è rocciosa in difesa. Con lui in campo difficilmente la OJM prende imbarcate, perchè l'uomo da Oggiono fa di tutto per evitarle ed il +8 di plus/minus - il più alto dopo Kangur ed Eyenga - ne è la dimostrazione. In attacco non punge (1/6 al tiro) ma in fase d'impostazione è molto utile (3 assist). ESEMPIO.

CAMPANI, voto 5
Unica nota stonata dell'orchestra biancorossa. Realizza 4 punti e cattura 4 rimbalzi ma, al tiro, fa peggio dell'amico Cavaliero (1/7). Subisce 2 stoppate e chiude con -1 di valutazione, soffrendo particolarmente i lunghi dell'Enel, clienti assai scomodi. In attacco, così come in difesa, è troppo troppo light. LEGGERO COME UNA FARFALLA.

KANGUR, voto 8
Al pubblico varesino causa più di un infarto, in cinque giorni è stato capace di segnare due canestri folli. Se contro l'ASVEL mise una tripla difficilissima, contro Brindisi ne segna una ancora più assurda che vale il pareggio: con una mano, di tabella e da quasi nove metri, porta la gara all'overtime. Perla di rara bellezza, come un quadro inestimabile e mazzata incalcolabile per i pugliesi. Nel giorno del suo 34esimo compleanno ha saputo farsi un bel regalo, oltre che a farlo ai 4.000 del nuovo PalA2A. L'estone bissa la magia di mercoledì scorso, con un tiro folle che di fatto ha evitato il ko con Brindisi. Nel match infrasettimanale di Champions League contro i francesi - dove aveva segnato la tripla della vittoria a 77 centesimi di secondo dalla fine - si era superato, contro l'Enel si è elevato in cielo. Kristjan Kangur, il divino. APOCALYPSE NOW.

EYENGA, voto 8
Con lui Varese vola letteralmente, è proprio il caso di dirlo. "Air Congo" torna a decollare sulla pista del "Lino Oldrini", lasciando una splendida scia biancorossa nel cielo di Masnago. Salta talmente tanto che in una delle sue due stoppate, lo scambiamo per Norvel Pelle. 18 punti (7/12 al tiro), 4 assist, 3 rimbalzi ed una schiacciata incredibile, tutto questo per 18 di valutazione. Con lui in campo Varese vola davvero, anche nel risultato ed il +18 di plus/minus lo dimostra. FROM CONGO WITH LOVE.

JOHNSON, voto 5.5
Al termine, 12 punti portano il suo nome e Moretti gliene sarà grato ma al tiro è, ancora una volta, totalmente impreciso. Come al Forum, nel derby con l'Olimpia, gli trema la mano (3/11 dal campo) e segna soltanto due delle otto triple tentate. Bene a rimbalzo (3) ed ai liberi (4/4) ma non basta per soddisfarci. PARKINSON.

COACH MORETTI, voto 8
In sala stampa ci conquista. Vince nella maniera più clamorosa, dominando all'overtime, dopo aver pareggiato con un tiro impossibile e lui che fa? Davanti alla stampa - come immaginiamo anche negli spogliatoi - fa il cazziatone ai suoi soldatini, da buon generale. Accusa i suoi di un atteggiamento che, alla lunga, potrebbe causare danni. Ma elogia anche Kangur e comapagni per la chimica di squadra e dice: "Contro il Benfica, contro l'ASVEL e contro Brindisi non si vince senza la forza del gruppo. Abbiamo la determinazione di non voler andare sotto, sono tanti gli attori protagonisti". Bene, siamo convinti che questo sia un merito da attribuire assolutamente al buon Moretti. Ha plasmato una squadra con gli attributi e con il fuoco negli occhi. Onore a lui. Poi, ogni volta c'è un protagonista diverso: una volta Bulleri (match di andata contro il Benfica), una volta Pelle (con Caserta), Avramovic (ASVEL), Eyenga e Kangur (Brindisi). La squadra è un'orchestra, il sound è piacevolissimo. "BEPPE VESSICCHIO".

Pagelle a cura di Alessandro Palermo