EuroLega, il pagellone della finale

 di Alessandro Palermo  articolo letto 5618 volte
EuroLega, il pagellone della finale

Il Fenerbahce è campione d'Europa, l'Olympiacos della coppia Spanoulis-Printezis (entrambi deludenti) deve inchinarsi alla squadra di coach Obradovic. E' la primissima EuroLega per una formazione turca, di seguito le pagelle, partendo dai vincitori:

PAGELLE FENERBAHCE​
UDOH, voto 9
Riesce a chiudere la finalissima con 29 di valutazione, pur segnando soltanto un canestro dal campo (1/2 da due). Sembrerebbe impossibile per chiunque, non se ti chiami Ekpe Udoh però. Va comunque in doppia cifra (10 punti), grazie ai 6 falli subiti (8/10 ai liberi), poi la solita partita totale: 9 rimbalzi, 4 assist e 5 stoppate, una più bella dell'altra. Ecco spiegato il 29 di valutazione. Nominato, giustamente, MVP della Final Four. Contro Spanoulis e compagnia bella, domina in difesa con onnipotenza cestistica. Clamorosa la stoppata proprio sul dio greco, per non parlare di quella su Papanikolaou, mentre si appresta a segnare la tripla, impressionante per atletismo e timing.

MAHMUTOGLU, s.v.
Coach Obradovic gli concede 72 secondi di gloria, almeno quelli il capitano li meritava. Alza la coppa, la prima EuroLega per una squadra turca, un'immagine che resterà per sempre nella storia del basket turco.

ANTIC, voto 6.5
Segna la tripla dell'ex, probabilmente quella più pesante di tutte perché regala al Fenerbahce il primo +18 (68-50), che consegna - di fatto - la coppa ai turchi con largo anticipo. Negli altri otto minuti in cui è in campo, si "limita" a fare a sportellate, piazzando un muro davanti ad un Olympiacos ormai sfiduciato.

BOGDANOVIC, voto 7.5
Gran primo tempo, dove segna 12 punti ma spende anche 3 falli, che gli costano panchina e cazziata di Obradovic. Chiude con 17 punti e 5 rimbalzi, suo il canestro del +19 (73-54) che al 35' archivia definitivamente la pratica. Al tiro è comunque meno brillante del solito, come dimostra il 7/15 dal campo.

BENNETT, s.v.
Passerella di 1' e 12'' insieme a Duverioglu e capitan Mahmutoglu, la prima scelta assoluta al Draft NBA del 2013 mette in bacheca un'EuroLega che probabilmente non si merita neanche. Alla premiazione fa un po' strano vedere il suo faccione sorridente di fianco alle lacrime di Datome, forse non sa nemmeno lui cosa vuol dire vincere un trofeo del genere. Se dovesse restare in Europa a giocare tanti anni, un giorno ripenserà a tutto questo.

SLOUKAS, voto 5.5
In 24' abbondanti non riesce ad incidere come al suo solito, niente killer instinct. Tre punti a referto, giusto una bomba delle sue. Aspettarsi di più da lui, era lecito ma va bene così. Viene anche graziato dalla terna arbitrale per ben due volte, evitando due antisportivi sacrosanti. Con un altro arbitraggio probabilmente la sua finale durava molto meno. I cinque assist gli evitano un voto più basso.

NUNNALLY, voto 7
Vederlo difendere così bene su Spanoulis è uno spettacolo, lui che ad Avellino sapeva praticamente "soltanto" attaccare. Questa è una delle (tante) magie di Obradovic, trasformare un bomber di razza come Nunnally in un buon difensore. Questa annata sarà utilissima per la carriera dell'ex Sidigas, oggi è un giocatore più completo.

VESELY, voto 8
Che poteva essere la sua serata, lo si era capito fin da subito: pronti e via, alley oop di Udoh e schiacciatona. Che diventano due, dopo appena 2' e mezzo di gara. Alle giocate da showman ci aggiunge anche una gran stoppata su Spanoulis ed il canestrone - di tabella, cadendo all'indietro - in avvio di secondo tempo. Prezioso a rimbalzo, 8 in totale, 4 in difesa e 4 in attacco.

KALINIC, voto 8.5
Udoh ha meritato il premio di MVP ma una menzione a parte per il serbo è d'obbligo. Gioca divinamente, sia la semifinale che la finale, andando anche oltre le più rosea aspetttiva. 17 punti (6/8 dal campo), 5 rimbalzi, 5 assist e 24 di valutazione, la seconda più alta dopo "King Udoh". Due triple consecutive in avvio, addirittura 3/3 dopo neanche 5' di gara. Chiude il primo quarto arrivando già a quota 12 con 2 assist, e pensare che la sua media stagionale prima del match era 7.3 punti a partita. La bomba del +20 a 3' dalla fine la segna lui, chi altrimenti?

DIXON, voto 7
Otto punti in tredici minuti di impiego, 2/6 dall'arco. Un paio di ruggiti importanti, che esaltano i 16.000 di Istanbul. Ormai è uno di loro, come dimostra nei festeggiamenti, con tanto di bandiera turca tra le mani.

DUVERIOGLU, s.v.
Uno dei tre ad entrare nel finale, giusto per gloria e poco altro. Lui, a differenza degli altri due compagni, trova persino il tempo di rifilare una gran stoppata, che manda ancor più in delirio il pubblico turco.

DATOME, voto 8
Prestazione importante di "Gigione", e lo diciamo senza farci prendere dal campanilismo. Anche perché siamo sinceri nel dire che non aveva iniziato bene, salvo poi piazzare un tassello fondamentale per la vittoria finale del Fenerbahce. Nella ripresa si traveste da killer: a cavallo della terza e della quarta frazione, segna dieci punti pesantissimi, piazzando due bombe micidiali al termine del terzo periodo. Sei punti in fila e +14 al 29' (60-46). Orgoglio italiano.

COACH OBRADOVIC, voto 10
Vince per la nona volta l'EuroLega, diventando ancor di più una leggenda per averlo fatto con cinque squadre diverse (Partizan, Badalona, Real e Panathinaikos le altre). Non aggiungiamo nulla, la sua bacheca personale basta e avanza, altre parole sarebbero superflue.


PAGELLE OLYMPIACOS
GREEN, voto 5.5
Sette punti e quattro rimbalzi in poco meno di 20'. Fatica a pescare dal mazzo la sua carta preferita, la bomba, solo una a bersaglio, su 3 miseri tentativi. Di solito tira di più, meriti da attribuire alla difesa avversaria ma è anche l'attacco biancorosso a cercarlo poco. Gioca tanto nel finale, quando la gara è ormai chiusa e strachiusa. Doveva essere utilizzato meglio da coach Sfairopoulos, magari nel momento in cui sia Spanoulis che Mantzaris non ingranavano, poteva spaccare la partita. Da lui ci si aspettava comunque qualcosa di più.

BIRCH, voto 6.5
Sette punti nei primi sei minuti, il migliore dell'Olympiacos nel primo tempo. 14 punti (4/4 da due), 5 falli subiti (6/8 dalla lunetta) e 16 di valutazione (la più alta tra i suoi) ma anche zero rimbalzi in 17' abbondanti. Quest'ultimo dato gli vale mezzo punto in meno.

YOUNG, s.v.
3' in campo, pochi per uno del suo talento. Ma coach Sfairopoulos decide saggiamente di affidarsi alla coppia Birch-Milutinov sotto il ferro. Appena entrato, mette comunque a segno una stoppata impressionante su Sloukas, giusto il tempo di toccare il soffitto della Sinan Erdem Dome e tornare giù.

TOLIOPOULOS, s.v.
Entra per l'ultimo minuto e mezzo di gara e, quando tutti i suoi compagni non vedono l'ora di tornare negli spogliatoi il prima possibile, il classe '96 realizza una tripla per custodirla nel libro dei ricordi. Un giorno potrà raccontarlo ai suoi nipotini: "Quella volta segnai 3 punti in una finale di EuroLega..."

PAPAPETROU, 4
Una dozzina di minuti in campo, pure troppi. Non combina niente di buono, -2 alla voce "valutazione".

SPANOULIS, voto 4
Serata nera come il carbone, soprattutto a livello personale. Non gliene va bene una. Prova il tiro da fuori (2/7) ma non incide come vorrebbe, prova il tiro in area (0/5) e peggio che peggio. Prova, dunque, a puntare il ferro ma quando penetra finisce per rimediare soltanto figuracce (3 stoppate). Il risultato finale è impietoso: 9 punti, 2/12 dal campo. Non è il peggiore soltanto per gli assist (8) ma da lui ci si aspettava una prestazione da campione. Gli sono mancati gli occhi della tigre e, citazioni a parte, il suo sguardo sembrava davvero spento.

WATERS, s.v.
Dopo non aver messo piede in campo nella semifinale contro il CSKA, viene buttato nella mischia a sorpresa. L'ex Cantù risponde subito con tanta energia e due punti, poi però perde un possesso banalmente e coach Sfairopoulos preferisce fare marcia indietro, richiamandolo in panchina. Solo 6' in campo.

AGRAVANIS, voto 5
Un'altra scommessa persa da coach Sfairopoulos. L'allenatore dell'Olympiacos si affida alle promesse del basket greco ma gli "sbarbatelli" in maglia rossa non lo ripagano. Non si può parlare di inesperienza, come nel caso di Papapetrou, Agravanis è giovane ma di certo non è un giocatore acerbo. Sbaglia 3 triple e si demoralizza, troppo irruento anche in difesa, dove commette 4 falli molto velocemente. In 13' sul parquet cattura 3 rimbalzi e ruba 2 palloni, con gli artigli, ma non è abbastanza.

MILUTINOV, voto 7.5
Incanta con movenze e giocate non comuni, è la sopresa della finale. L'Olympiacos si aggrappa a lui per restare in partita e questa la dice lunga su quanto la coppia Spanoulis-Printezis non abbia inciso. In 14' di impiego segna 10 punti (5/5 da due), cattura 4 rimbalzi, serve un assist e ruba un pallone. Chiude con la seconda valutazione (13) più alta della squadra ma per noi è l'MVP in casa Olympiacos, per quanto possa contare. Le sue giocate migliori? L'assist no look dietro la testa per Waters ed il canestrone contro Udoh nel secondo quarto. Due giocate spettacolari, una dietro l'altra, così come la schiacciatona su Vesely nella terza frazione.

PRINTEZIS, voto 4.5
Segna il primo canestro dopo 33' e 30''. Non è la sua partita, sicuramente la sua peggior finale di sempre. Si sveglia tardi (sul -18), segnando due canestri nel finale dopo uno 0/5 da due emblematico. Irriconoscibile. Da fuori è sembrato stanco ed il non essere riuscito a sbloccarsi subito in attacco ha influito molto nella sua prestazione, aveva poca fiducia in se stesso o forse troppa poca benzina nel serbatoio?

PAPANIKOLAOU, voto 3.5
Partiamo dalle cose belle: 5 rimbalzi e 3 assist, basta, sono finite qui. Ora veniamo a quelle brutte, e sono tante: 1/9 dal campo, 4 stoppate subite (!) e -1 di valutazione. Il peggiore, senza se e senza ma.

MANTZARIS, voto 6
Non gioca sugli stessi livelli della semifinale ma salva comunque la faccia con quel 3/3 dalla lunga, realizzato tra la fine del primo tempo e l'inizio della ripresa. E' un mistero come nel resto del secondo tempo non tenti altre triple. Per lui anche 3 assist e tanta sofferenza in difesa.

COACH SFAIROPOULOS, voto 6
Centra la seconda finale di EuroLega in tre anni, niente male per un coach tutto somato esordiente come lui. Peccato che perderle entrambe non sia il massimo ma di sicurò riuscirà a trovare gloria negli anni a venire. Senza Lojeski e Hackett compie comunque un miracolo nell'arrivare secondo, dopo aver battuto il CSKA Mosca dei fenomeni.
Pagelle a cura di Alessandro Palermo​