Gli infortuni dei giocatori per le troppe partite in calendario come nascono?

 di Umberto De Santis Twitter:   articolo letto 847 volte
Gli infortuni dei giocatori per le troppe partite in calendario come nascono?

La lista degli infortunati in questa preseason e con le primissime gare del campionato NBA è assolutamente impressionante. Andando per squadra e contando solo quelli in infermeria oggi troviamo: Bremby (Hawks), Lin (Nets), Hayward (Celtics), Batum e Carter-Williams (Charlotte), Payne e LaVine (Bulls), Thomas (Cavaliers), Casspi (Warriors), Paul (Rockets), Robinson (Indiana), Teodosic (Clippers), Green e McLemore (Grizzlies), McGruder (Heat), Parker (Bucks), Ajinça, Jackson, Rondo, Hill, Asik (Pelicans), Noah (Knicks), Payne (Magic), Holmes (76ers), Williams, Reed, Knight, Dudley (Suns), Vonleh (Portland), Leonard, Parker (Spurs), Giles (Kings), Valanciunas (Raptors), Exum (Jazz), Morris, Mac (Wizards). E non sono tutti. Tralasciamo volutamente casi come quello di Danilo Gallinari, che ha saltato diverse gare di preseason, come Russell Westbrook. Troppe partite, troppo ravvicinate nel tempo, troppo business e di gigantismo si può anche morire.

Il problema sembra sia per davvero il sovraffollamento delle gale in calendario che usura i giocatori come non mai. Sappiamo tutti come EuroLeague dia la colpa all'attività delle Nazionali - forse anche perché non ne ricava soldi - ma pare che nessuno di quelli sopraindicati (ci scusiamo se ne abbiamo saltato qualcuno) abbia svolto attività agonistica in estate. La verità è proprio nel calendario delle altre competizioni e ci stupisce proprio che per rimediare a tutto ciò l'ECA abbia pensato prima a cambiare il format portandolo dalle 24 garantite alle 16 che superavano il primo turno  a 30 partite di regular season, poi a prevedere entro qualche anno un allargamento fino a 20 squadre che porterebbe la stagione regolare a 38. 38 gare concentrate da ottobre a marzo, intersecate con gli ingombranti campionati nazionali significa che mediamente un giocatore di squadra impegnata in EuroLeague dalla fine di settembre ad inizio aprile disputerà più di sessanta partite in sei mesi. Ovviamente le due gare di novembre (e due a febbraio) di World Cup sono la goccia che fa traboccare il vaso per Obradovic, Datome e compagnia cantando. Meno male che EuroLeague c'è, altrimenti... Beata innocenza.

La NBA da ottobre ad aprile di partite ne fa ben 82, e anche Adam Silver che a chiacchiere pensa molto alla salute dei giocatori, si sta preoccupando della quantità degli infortuni. Infatti ha pensato di risolvere il problema allungando i roster: in estate da 15 siamo passati a 17 giocatori con il trucco del two-way contract (qui)... Tre giorni dopo l'inizio del campionato i Clippers, con l'infortunio di Teodosic, hanno subito approfittato per far rientrare il rookie dalla G-League. Tra poco ci vorranno roster da 25 elementi oltre a diluire il calendario occupando i mesi ancora vuoti di gare (da luglio a settembre, per esempio) che guarda caso sono quelli fino ad ora occupati dalle Nazionali. Quelle Nazionali che qualcuno vuole non interessino nessuno, qualcun'altro invece afferma che raccolgano più successo dei vari campionati. E' comprensibile che davanti a stipendi sempre più interessanti i giocatori di primo livello di fatto si preoccupino meno, con qualche milione nella tasca, dei propri ginocchi ma quando ci vengano a dire che fanno scelte per la loro salute ci ricordano il famoso motto di Totò "Ma mi faccia il piacere!".