Avellino, Thomas: "Tre partite perfette e domenica alzerò la Coppa"

 di Massimo Roca  articolo letto 370 volte
Fonte: Il Mattino
Avellino, Thomas: "Tre partite perfette e domenica alzerò la Coppa"

A Rimini l’arma in più per  la Sidigas  potrebbe essere Adonis Thomas. E’ lui l’impietosa o preziosa, cartina di tornasole. In campionato è dottor Jekyll e Mr Hyde. Passa da 14,8 punti di media con il 49,1% da tre, 3,9 rimbalzi e 12,9 di valutazione nelle 12 vittorie (assente nel match casalingo contro Pistoia), a 7 punti, 26,7% da tre, 2 rimbalzi e 1,2 di valutazione nelle 6 sconfitte. E’ questo il dato che conferma qualità tecniche e mezzi fisici importanti, ma anche la necessità di ambientamento per trovare continuità. Testimonia altresì che, in un assetto per quanto più fisico e con responsabilità più diffuse rispetto alla scorsa stagione, il sistema offensivo di coach Sacripanti ha necessità di colmare il vuoto lasciato da Nunnally. Quando Thomas ci riesce,  la Sidigas  vola.

Dopo 35 partite giocate, qual è il suo giudizio sulla Sidigas?

“Abbiamo un’ottima squadra, una buona chimica. Stiamo migliorando e credo che si possa fare anche meglio nel prosieguo”.

Si parla spesso di un gruppo molto compatto. E’ così?

“Il gruppo è molto unito. Direi che c’è sintonia”.

Le sue prestazioni positive coincidono spesso con le vittorie. Viceversa nelle sconfitte si registrano anche le sue gare meno brillanti…

“Credo che dovremmo approcciare le partite con maggiore energia. Le cose vanno meglio quando giochiamo di squadra e quando non siamo costretti a rincorrere. Personalmente provo a dare sempre tutto. E’ vero, i numeri dicono questo. Non è facile spiegarli. E’ chiaro che quando giochi bene dai un contributo alla squadra. Dispiace pensare che, viceversa, possa essere io la causa di qualche sconfitta. In realtà siamo una squadra ed a volte il rapporto di causa-effetto è opposto: quando giochiamo male di squadra forse anch’io ne posso soffrire, non trovando dei buoni tiri”.

Quali le principali difficoltà del suo esordio in Europa?

“La diversa interpretazione della violazione dei passi e le dimensioni del campo. Il campo più stretto mi ha obbligato ad adattarmi ad un tipo di assetto difensivo più compatto. Ma in generale è il modo di giocare abbastanza lontano da ciò a cui ero abituato”.

In cosa pensa di dover migliorare? Cosa, invece crede le stia riuscendo bene?

Mi piacerebbe compiere un ulteriore salto di qualità in difesa. Sono soddisfatto dell’energia che riesco a mettere sul campo. Sono in un momento positivo ed ho fiducia”.

Chi tra i suoi compagni gli ha dato più consigli?

“Un po’ tutti i veterani mi hanno supportato in questa fase di ambientamento. Leunen, Green, Ragland, Cusin, anche Zerini, sono stati tutti importanti nel farmi sentire a mio agio”.

Venerdì affronterete Sassari. E’ la squadra più in forma. Per vincere  la Coppa  bisognerebbe battere tre formazioni di livello in tre giorni. Dove contate di arrivare?

“Bisogna disputare tre gare perfette. Compatti in difesa e precisi in attacco, sia nelle esecuzioni che al tiro. Domenica sera vorrei alzare la coppa. Abbiamo tutte le carte in regola per riuscirci”.

Se dovesse scegliere, quale delle tre competizioni le piacerebbe vincere: Coppa Italia, Champions League o Campionato?

“Sicuramente vincere il campionato italiano. Sarebbe un grande un traguardo, non solo sportivo, per tutta la città. Una vittoria del genere sarebbe forse anche superiore ad un successo in Europa”.

Ha avuto modo di conoscere la città di Avellino? Cosa le piace di più di questo ambiente?

“Mi piacciono molto i tifosi. Amo la cordialità delle persone. E’ un aspetto che differenzia l’Italia dagli altri Paesi europei. Il cibo e la cultura in genere sono gli aspetti che amo di più”.

Con quale compagno di squadra trascorre il suo tempo libero?

“Levi Randolph. Lo conoscevo di nome dai tempi dell’high school. Condividiamo le stesse passioni, ma mi trovo bene con tutti e spesso ci ritroviamo in gruppo anche fuori dal palasport”.

Il suo obiettivo?

E’ quello di ritornare in Nba. E’ il traguardo per antonomasia, ma sono pronto ad accettare la possibilità di non riuscirci. L’importante è dare il massimo. Non vorrei avere rimpianti”.