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Caserta: Derby e salvezza in un sol boccone. La Sidigas Avellino battuta 76-67. La vittoria dedicata ad Orabona e Morosini.

16.04.2012 01:22 di Alfredo Marotta  articolo letto 385 volte

Derby campano tra Otto Caserta e Sidigas Avellino nella 12esima giornata di ritorno del campionato di lega A. La Scandone di coach Frank Vitucci si presenta sul parquet con il seguente quintetto: Green, Gaddefors, Johnson, Infanti e Golemac. La Juve di coach Pino Sacripanti si presenta sul parquet amico col seguente quintetto: Maresca, Collins (che era in forte dubbio alla vigilia), Smith, Bell e Stipanovic. Prima della gara si osserva un minuto di silenzio per la morte di Luciano Orabona e per la morte del calciatore Pier Mario Morosini. Dopo i momento di commozione il campo chiama e c’è da giocare una partita importante di basket e regalare un bello spettacolo cestistico.

Pronti via subito palla per la Sidigas che con Johnson non riesce a mettere a referto il primo canestro della gara, con Stipanovic che riesce a prendere il rimbalzo in difesa. La prima Juve all’attacco è una Juve troppo frettolosa con Stipanovic che commette una ridicola infrazione di passi e nell’azione successiva il primo canestro della gara porta la firma di Alessandro Infanti. La tripla di Green da una prima mazzata alla Juve che sembra assorbire  subito il colpo subito ed è proprio il play americano avellinese a commettere fallo sul tiro da tre di Smith e il numero 12 bianconero dalla lunetta fa 3/3. Nei minuti successivi  ci sono tanti sbagli da entrambe le parti con i due attacchi, quello casertano e quello avellinese che sbagliano davvero troppo.  Per la Juve c’è solo Smith, che con un canestro da sotto porta il risultato sul 6-5. Ma poi ecco l’assolo della Sidigas che con la seconda tripla di Green, i due tiri liberi segnati da Golemac, la schiacciata di Johnson (arrivata con un azione combinata con Green davvero spettacolare) e  i due punti di Gaddefors si porta sul 15-5 annichilendo i bianconeri. Dopo questa batosta iniziale il timeout è d’obbligo e la Juve del post timeout sembra finalmente una squadra, che non dipende dal solo Andrè Smith.  La  Juve sembra davvero ritrovata, attenta in difesa inducendo sempre all’errore la Sidigas, mentre in attacco Smith insieme ad un grandissimo Righetti (sono 5 i suoi punti alla fine del quarto) ed un acenstro da sotto di Maresca danno un parziale di 10-0 alla Scandone che permette ai bianconeri  di riportarsi sul 15-17, punteggio con cui si chiude il quarto. Il secondo quarto inizia con protagonista Alex Righetti che con un azione da tre punti, canestro fallo e tiro libero conseguente messo a referto, dà il primo vantaggio Juve, 18-17. Il secondo quarto si svolge punto a punto, con una squadra, la Juve, contro troppi solisti come quelli avellinesi. Infatti dal secondo al settimo  minuto del quarto per la Juve ad andare a segno ci pensano Righetti, Smith, Bell, Doornekamp, Collins  e il giovane Cefarelli (con un canestro dalla pregevole manifattura), mentre per la Scandone i canestri sono di Green, Slay (fischiatissimo appena sfiora la palla) e Golemac. Alla fine del 17esimo minuto della gara, il canestro di Slay(l’uomo più chiacchierato di questo derby gioca davvero male realizzando soltanto due canestri) da l’ultimo vantaggio del primo tempo per la Sidigas, che di li alla fine del quarto subisce i colpi bianconeri, sferrati dai canestri di Doornekamp, Collins e Maresca. Il secondo quarto si chiude con una canestro di Green che fissa il risultato sul 40-33, quando la Juve è già negli spogliatoi. L’intervallo è positivo per i bianconeri che possono iniziare a dormire sonni tranquilli, perché il pallino del gioco è nelle loro mani ed Avellino non è così irresistibile e soprattutto, sembra non essere la squadra affrontata all’andata e con un grande cuore  la vittoria si può conquistare. Il secondo tempo inizia così com’era iniziato il primo e cioè con l’assolo di Avellino, che stavolta è davvero prorompente, infatti gli uomini di Vitucci fanno un parziale di 13-0 ai danni della Juve, che reagisce soltanto quando il risultato recita 46-40, con un canestro del solito Andrè Smith, che rompe l’incantesimo avellinese, e codesto incantesimo non si verificherà più di lì alla fine della gara. La Juve risponde al 13-0 di parziale della prima metà del quarto, con un parziale di 9-0 con i canestri di Smith, Doornekamp e Bell che fissano il risultato sul 49-46. Nelle ultime battute del quarto l’incantesimo avellinese sembra ripresentarsi, ma Maresca con una tripla lo ricaccia via, prima del canestro di Green, che dopo aver “lasciato” il secondo quarto con un suo canestro, fa lo stesso anche nel terzo quarto, che si chiude sul 52-50 in favore della Juve. Nell’ultimo quarto la Juve compie il passo decisivo verso una vittoria avuta in pugno per molti sprazzi della gara e la strada si fa tutta in discesa. Avellino infatti nel quarto periodo è quasi inguardabile e in attacco sbaglia davvero tutto ciò che c’è da sbagliare e complice i tanti falli che commette (Green, Golemac e Johnson arrivano a 4 falli) non riesce ad arginare al meglio il grande attacco bianconero. L’attacco e la vittoria bianconera, porta i nomi di  Smith, Righetti e Doornekamp. Sono i loro canestri infatti, insieme ai liberi di Kudlacek, portano la Juve alla vittoria sui cugini avellinesi che si arrendono 76-67.


Il commento finale di questa gara è tutto in favore della Juve, che dopo 5 sconfitte consecutive e dopo 5 sconfitte casalinghe consecutive, riesce a portare a casa i due punti, che valgono una salvezza. Sacripanti aveva detto che i suoi ce l’avrebbero messa tutta per regalare una gioia (ed una salvezza tranquilla) ai tifosi, scopo pienamente raggiunto dai suoi uomini. La Juve vince nettamente sulla Scandone che incredibilmente si rende protagonista di una gara davvero al si sotto delle proprie potenzialità. I migliori della Juve sono sicuramente Collins (era perfino in dubbio per questa gara), Righetti (ritornato quello del girone di andata), Doornekamp (insieme a Maresca è un difensore perfetto, arginando tutti gli attacchi avellinesi) ed infine Smith che è anche l’Mvp della gara con i suoi 24 punti e 12 rimbalzi ed un’altra gara da campionissimo. Per Avellino invece il migliore è Johnson, l’ultimo ad arrendersi. Infine gli scontri che si temevano, sembrano non esserci stati e va un plauso alla sicurezza casertana che è stata molto attenta a non far scontrare le due tifoserie.

 

OTTO CASERTA 76: Maresca 7, Kudlacek 6, Righetti 13, Collins 8, Smith 24, Bell 5, Cefarelli 2, Doornekamp 11.


SIDIGAS AVELLINO 67: Green 15, Gaddefors 6, Spinelli 2, Infanti 8, Golemac 16, Slay 4, Johnson 16.


Arbitri:  Gianluca Mattioli - Marco Giansanti - Renato Capurro


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