Burrasca Teramo, squadra in agitazione

 di Anja Cantagalli  articolo letto 1329 volte
Burrasca Teramo, squadra in agitazione

Sembrava dover essere una normale giornata di allenamento. Così non è stato. Teramo, intesa come staff e squadra, sono chiusi in silenzio stampa in attesa di prendere decisioni sull'immediato futuro. A poco sembra essere servita una riunione avvenuta con il presidente Lino Pellecchia.
Ma andiamo con ordine: che coach Ramagli non sia dell'umore giusto lo si capisce ancor prima dell'allenamento. Lo avviciniamo per chiedergli se ci sono stati sviluppi dopo le dichiarazioni infuocate rilasciate nel post-gara contro Montegranaro. L'allenatore livornese è lapidario: «Non voglio parlare di quella cosa, che sappia io non c'è nessuna novità. Contatti con la proprietà dopo? Non ho nulla da dire in merito».
Coach e squadra visionano poi (almeno apparentemente) il video sui prossimi avversari (Milano), ma i giocatori non si presentano al termine sul parquet. Entra solo lo staff biancorosso, mentre Lulli e gli altri rimangono a parlare negli spogliatoi. Passano venti minuti prima di vedere i giocatori in campo ed il coach ordina di vietare l'allenamento al pubblico.
C'è aria di “ammutinamento”. Viene fuori un allenamento autogestito da ogni singolo giocatore e non agli ordini di coach Ramagli. Il tutto nell'attesa di avere risposte concrete sul pagamento degli stipendi arretrati, perché, a salvezza raggiunta con un roster risicato e con tre giornate di anticipo dal termine del campionato, non si può biasimare che una squadra si aspetti che tutto venga saldato.
Lino Pellecchia arriva al PalaScapriano intorno alle 19.00: si trattiene circa tre quarti d'ora negli spogliatoi con staff e giocatori. All'uscita il presidente spiega la sua posizione: «Non posso dare loro garanzie concrete che tutto verrà saldato a breve, ho raccontato loro la mia verità. La situazione economica? Spero che si risolva presto. Scioperi? Non so cosa faranno».
Una riunione che sembra non aver soddisfatto i giocatori. All'uscita ognuno di loro ribadisce di essere in silenzio stampa. Valerio Amoroso spiega: «Non parliamo al momento. Forme di sciopero? Dobbiamo decidere». Poi tutti insieme si trovano a parlare ancora fuori dal palazzetto per decidere il da farsi.
Se sia anche a rischio o meno la trasferta a Milano non è dato al momento sapersi, forse domani si saprà qualcosa in più. Resta il disagio evidente di una situazione trascinata ormai per troppo tempo e che, a salvezza avvenuta, sembra sia sul punto di esplodere. D'altro canto svolte da cinque mesi a questa parte sul fronte economico non ci sono state, gli attori principi sono sempre gli stessi e le risposte di ciascuno anche. E ai giocatori della Banca Tercas tutto ciò sembra proprio non bastare più.