Trinchieri saluta l’Italia: «Qui mancano soldi e sogni»

L'ex di Cantù: «Lascio molti amici ma ora voglio vincere con il Kazan. Da noi tante parole, pochi fatti»
Fonte: QS
Andrea Trinchieri
Andrea Trinchieri

È passato un mese dall'addio di coach Andrea Trinchieri alla Pallacanestro Cantù. Il tecnico ora farà un salto di migliaia di chilometri per sedersi sulla panchina dei russi di Kazan.


Ma cosa significa lasciare il basket italiano in questo momento?
«È una scelta difficile perché ho condiviso tantissimo con tante persone, però il momento era propizio. È come un grande amore vissuto con intensità: c'è sempre una fine. Spero sia un arrivederci, però poi non devi pensarci metti la tua roba nel fagotto, fai il bastone ed emigri».

Via lontano anche perché la situazione italiana è davvero difficile:
«I segnali che arrivano sono cupi. In 10/15 mesi il valore dello stesso coach e dello stesso giocatore è diminuito del 40/50% perché il respiro del movimento è questo. Quando non ci sono soldi, ci sono anche poche idee, ma dovrebbe essere l'opposto».

Negli scorsi giorni proprio l'ex proprietà di Cantù aveva lanciato l'allarme e paventato un rischio chiusura:
«A Cantù c'è poco aiuto dal territorio". È una frase che ho già sentito e non mi piace. La proprietà in questi anni ha dato veramente tutto e ora è venuto il momento in cui bisogna supportarla. Mi sembrerebbe un peccato capitale non farlo, perché dopo l'essere arrivati tra le 16 d'Europa, aver giocato finali e vinto qualcosa pensarla in difficoltà è una cosa che mi fa piangere il cuore. È finito il tempo delle parole, le cose sono chiare o si fa o non si fa, ma non si può fare a metà. Questo è il problema dell'Italia».


Proprio negli scorsi giorni però è arrivata una notizia positiva da Cremona, una delle sue ex squadre, é contento?
«Sono strafelice che Cremona si sia messa a posto. Perché ho passato anni bellissimi e so come hanno fatto le cose per bene per riuscire a sopravvivere».


E Milano e Varese invece, per chiudere il giro delle lombarde?
«Varese ha fatto un campionato fantastico e ho grandissima stima di Ceco Vescovi. Anche loro non hanno fatto voli pindarici. Sono partiti benissimo, con un grande allenatore (Frates) che stimo tantissimo. Milano ha budget adeguato per provare l'ennesima corsa allo scudetto. Quest'anno saranno ancora favoriti. Ora hanno anche lo stimolo delle Final Four in casa e hanno un girone d'Eurolega abbordabile».


L'ex coach di Cantù tra poco inizierà ad allenare la Grecia in vista di Eurobasket dove nel girone si troverà anche l'Italia:
«Penso che l'Italia sia molto forte e mi dispiace per l'assenza di Danilo (Gallinari). L'esplosione di Hackett che, con Bobby Brown, ha vinto lo scudetto quasi da solo è una buona cosa. Mi sembra squadra da medaglia».

Dopo gli Europei l'inizio di una nuova avventura, in Russia a Kazan. Come affrontarla:

«Con le scarpe ben allacciate. Non penso di essere più bravo degli altri che mi hanno preceduto, ma cercheremo di fare sicuramente la miglior squadra possibile».

 

Roberto Nardella

Redazione Pianetabasket.com
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