Lega A - Stipcevic: «Rispetto Avellino, ma in campo non temo nessuno»

 di Massimo Roca  articolo letto 1000 volte
Fonte: Il Mattino
Lega A - Stipcevic: «Rispetto Avellino, ma in campo non temo nessuno»

E’ lui il miglior “sesto uomo” del campionato: Rok Stipcevic, 31-enne play croato, sebbene nato in Slovenia, a Maribor, lì dove lo slalom è di casa. E di slalom ne ha fatti tanti, costruendosi una seconda parte di carriera tutta italiana dopo gli inizi vincenti in patria con Zadar e Cibona. Milano, Pesaro, Varese, Roma ed infine Sassari. In Sardegna è da due stagioni: è lui l’arma in più a disposizione di coach Pasquini. Uscendo dalla panchina spesso è l’uomo della svolta: lo è stato anche contro Avellino nei quarti di Coppa Italia. Il suo plus-minus è positivo (+2,9). Per lui 11,4 punti in 26 minuti d’impiego medio con solo due presenze nello starting five. La sua specialità sono le triple: è il quarto del campionato per tiri da tre tentati (123) che realizza con il 39,8%.

In coppa, ma anche in campionato, avete spesso due facce. Come si spiega questa differenza di rendimento tra casa e fuori?

“Sono d'accordo in parte: abbiamo fatto ottime partite sia in casa sia in trasferta. A Rimini abbiamo giocato benissimo in un campo lontano dal nostro, ma è normale che in casa ogni squadra giochi al meglio specialmente se c'è grande tifo e sostegno del pubblico”.

Come si trova con coach Pasquini?

“Riesce a tirare fuori il meglio da questa squadra senza essere mai soddisfatto. Abbiamo in comune il volere sempre di più senza accontentarci. Lui e lo staff ci hanno messo in condizione di disputare una buona stagione, di trovare la nostra dimensione”. 

Dopo un periodo molto positivo culminato nella finale di Coppa Italia e nella qualificazione ai quarti di Champions è arrivata nuovamente qualche battuta di arresto in campionato. Dove pensate di arrivare al termine di questa regular season?

“Abbiamo sempre ragionato passo dopo passo, senza guardare troppo in là, cosa che ti fa perdere l'obiettivo e ti distrae dal presente. Adesso ci concentriamo su Avellino e dopo sulla partita con Monaco che per noi è fondamentale. Ci stiamo preparando con attenzione ai quarti di finale di Champions League. Penso che questa sia la strada giusta”.

Avete battuto Avellino in Coppa Italia in una gara tiratissima. Sabato sera come finirà?

“Sarà un match diverso rispetto alla Final Eight: loro hanno inserito un nuovo giocatore che conosciamo bene ed è passato un mese da Rimini. Mi aspetto una sfida di grande intensità ed energia in una cornice di pubblico eccezionale come sempre”.

Come ripetervi al Pala Del Mauro?

“Dovremo concentrarci sulle piccole cose, controllare il ritmo e non permettere ad Avellino di correre: soprattutto dovremo essere lucidi e limitare il loro pick and roll”.

Lei è un po’ il metronomo di questa squadra. Quello che Green è per Avellino: cosa le piace di più di Marques?

“Marques Green è un giocatore che conosco bene, ottimo play che sa far girare la squadra”.

Domenica si ritroverà di fronte tre interpreti diversi del ruolo di play: Green, che le subentrò a Milano nel 2012/13, Ragland, Logan: quale teme di più?

“Tutti e tre sono dei bravissimi giocatori. Li rispetto ma non temo nessuno. E’ la mia filosofia di vita”.

Qual è il miglior play del campionato italiano?

“Chi è il miglior play? Io! Se la non pensassi così, non avrei scelto la carriera da professionista. Credo che ognuno di noi in fondo lavori duro e faccia di tutto per essere il migliore”.

Ha giocato a Roma nel 2014/15 scelto da Nicola Alberani. Se la prossima estate la cercasse di nuovo, per portarla ad Avellino, cosa gli risponderebbe?

“Abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto e lo considero un ottimo gm, ma soprattutto una bravissima persona. Adesso sono concentrato sul presente, non guardo al futuro. Mi focalizzo solo sulla partita di sabato che sarà sicuramente tosta contro un avversario difficile”.