Lega A - Orlandina, Gianluca Basile commenta la stagione appena conclusa

 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 1411 volte
Lega A - Orlandina, Gianluca Basile commenta la stagione appena conclusa

Tempo di riesame della stagione dell'Orlandina Basket, una stagione che si voleva importante, con la disputa della Champions League, e che invece si è rivelata fallimentare come peraltro successo a tanti club che nell'approcciarsi a una dimensione di livello superiore hanno battuto la testa. La Gazzetta del Sud intervista l'idolo di diverse stagioni Gianluca Basile per avere un giudizio, che è onestamente crudo, e da cui traspare delusione.

Budget e scelte tecniche. Partiamo dal presupposto che non sappiamo il reale valore del budget a disposizione, i giocatori disponibili e il loro costo. Ma dall’esterno, sicuramente io avrei fatto delle scelte diverse. Per me avendo una squadra di giovani, andavano allenati anche in ottica del doppio impegno. I giovani hanno più energia ma con questa soltanto le partite non si vincono. Sono state fatte delle scommesse a cui Capo d’Orlando ha abituato. L’anno scorso si erano ripresi Archie e Diener, c’è stato il colpo Fitipaldo e le cose sono andate bene. Dopo Fitipaldo è arrivato Ivanovic, si è fatto male Berzins ed è stato ingaggiato Tepic, uno che ha vinto l’Eurolega ed è stato allenato da Obradovic. Si era incastrato un meccanismo perfetto, mentre quest’anno è stato il contrario.

Andata. Mi hanno sorpreso le 5 vittorie, arrivate da una Orlandina giovane ed inesperta. Fino alla partita con Brescia, quando è andato via Edwards, sono state fatte delle scelte che io ho condiviso. Mi è stato chiesto un parere e io ho approvato. Vedevo in Maynor, per quello che avevo seguito a Varese, un giocatore che ci poteva dare un’altra dimensione creando dal pick and roll e mettendo in ritmo i tiratori: contro Trento si erano viste queste combinazioni. La palla girava, Maynor ci aveva fatto ben sperare. Poi è iniziata l’agonia, non mi aspettavo l’atteggiamento che Maynor ha mostrato, non pensavo che si potesse arrivare a questo, sempre valutando da fuori. Non capisco come un professionista possa comportarsi in quel modo, uno che è stato anche nella Nba: inaccettabile. Una scommessa persa? Certamente Kulboka, che mi ha molto deluso.

E ritorno. Se una squadra giovane che fa la Coppa con i viaggi lunghi inizia a perdere, allora rischia. Viaggi e non ti alleni, perdi fiducia. Non sono più riusciti a venirne fuori. Da qui i malumori, nessuno contento, l’allenatore nervoso, i dirigenti anche, un clima di tensione.