Quando l'instant replay diventa un impiccio!

Una nota della New basket Brindisi su un episodio della terna arbitrale di ieri apre una discussione in merito all'utilizzo dell'istant replay.
 di Dario Recchia  articolo letto 1388 volte
Quando l'instant replay diventa un impiccio!

In tutti questi anni, di proposito, abbiamo deliberatamente evitato di commentare l’operato dei direttori di gara. Parer nostro loro, come tutti , fanno parte di un giocattolo bellissimo dove puo’ capitare (in assoluta buona fede ndr) di commettere errori. Cosi come abbiamo visto di buon occhio l’utilizzo, sui campi da gioco, dell’istant replay, strumento tecnologico di grande supporto degli arbitri in un pallacanestro moderna sempre piu fisica e veloce nello svolgimento delle azioni di gioco.
Quell’istant replay fortemente voluto del Presidente Marino quando, sino alla scorsa primavera, vestiva i panni di Presidente di Lega. Ed i positivi risultati si sono visti. Quante volte è capitato di confermare oppure di cambiare opinione proprio in virtu’ di questo importante strumento?
Non possiamo pero’ esimerci, dopo la nota  diffusa  questa mattina dalla New basket Brindisi, di fare qualche semplice osservazione.
Nella nota di Contrada Masseriola si fa preciso riferimento a quanto accaduto a 17 secondi dal termine del match Mia Cantu’ – Enel basket Brindisi. Il punteggio, a quel momento , era fissato sul 79-77 per i padroni di casa. Durand Scott, qualche istante prima, rubava palla nella propria metà difensiva e si lanciava, marcato dall’ex David Cournooh, in contropiede. Proprio al momento di lasciare la palla verso il canestro avversario, il giocatore canturino interveniva correttamente sul pallone il quale prima carambolava sulla gamba di Scott e poi, prima di uscire dal campo, colpiva la spalla del giocatore di Villafranca. L’arbitro Grigioni assegnava immediatamente la palla a Brindisi. Anzi no. Gli arbitri (su indicazione del signor Quarta) decidevano di vederci meglio (anche se da casa ma anche dal campo la sensazione che l’ultimo a toccare la palla fosse stato il giocatore lombardo era evidente) e, dopo aver consultato per circa 2 minuti l’istant replay, cambiavano la loro decisione assegnando la rimessa alla formazione di casa.
Il risultato finale ha visto la vittoria della squadra di coach Recalcati (la terza di fila dal suo arrivo a Cantu’) e non è questo il punto su cui si vuole disquisire.

Il nostro dubbio (e non solo il nostro) è sapere quali immagini o magari quali considerazioni abbiano permesso alla terna arbitrale (completata dal primo arbitro sig. Filippini) di cambiare, dopo una lunga riflessione, la loro prima indicazione.
Se la società brindisina è arrivata a diramare una nota cosi dura ed articolata (con tanto di video allegato) coinvolgendo persino la FIP, la Lega , la I.A.A.P.  e gli organi di stampa probabilmente avranno visto e rivisto 1000 volte le immagini del match. Che, da quanto visto in tv, sono comunque molto chiare.
Ed allora cosa è potuto accadere? Se l’istant replay non ha convinto pienamente il sig. Filippini non si sarebbe dovuti ritornare sul primo fischio ?
Peccato perché quest’aria di sospetto non serve a niente ed a nessuno. Non serve a Cantu’ che legittimamente sul campo ha meritato la vittoria, non serve a Brindisi che non potrà mai sapere se quel fischio con esito diverso avrebbe potuto indirizzare la partita in maniera diversa.
Ma non serve soprattutto alla classe arbitrale.
Ed allora a cosa serve l’istant replay?
Quanto accaduto ieri lascia strascichi importanti. Nulla tra le due società i cui tifosi, da sempre rispettosi l’uno dell’altro, si sono resi, anche ieri, protagonisti di uno straordinario spettacolo sugli spalti.
Ma una attenta riflessione va fatta. Per il bene delle società che investono tanti soldi ed anche per chi dirige le partite affinchè , episodi, come quelli visti ieri, non possano dare dubbi di interpretazioni.
Chissà se i saranno sviluppi o chiarimenti rispetto alla nota della New basket Brindisi.
Da parte nostra speriamo di poter riprendere a parlare di basket perché, da sempre, le partite piu’ belle sono quelle dove gli arbitri non si “vedono” mai durante la gara.