EuroLeague - L'Olimpia Milano è già a Vitoria: venerdì gameday ore 20:30

 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 631 volte
Fonte: olimpiamilano.com
EuroLeague - L'Olimpia Milano è già a Vitoria: venerdì gameday ore 20:30

A Vitoria giustamente vivono la partita di venerdì sera come una grande, colossale, opportunità di avvicinare la zona playoffs. Hanno perso a Madrid per colpa di un canestro finale del grande Rudy Fernandez, arrendendosi solo alla sirena, ma il loro bilancio, 8-10, consente di puntare ancora alla rimonta sul Maccabi, seduto sull’ottava poltrona. Lanciano slogan a raffica, “Not in Our House” ad esempio, invitano la gente ad affollare la Fernando Buesa Arena per un’altra vittoria fondamentale. Tornike Shengelia, il georgiano che aspira ad un posto nel primo quintetto All-EuroLeague della stagione, primo realizzatore di squadra, si è vestito elegante, in giacca e cravatta, a simboleggiare che quella alla squadra di Giorgio Armani sarà una sfida “glamour”. Baskonia ha una striscia aperta di sette gare casalinghe europee sopra i 10.000 spettatori. L’arena ne contiene fino a 15.000. L’Olimpia proverà a rovinare questo ambiente idilliaco.

Nelle statistiche ci sono indicazioni positive e altre meno. L’Olimpia ha vinto 4 gare su 6 contro le squadre spagnole e ha mostrato solidità nei doppi turni. Tutte le sue vittorie sono avvenute in queste situazioni fisicamente severe in cui si gioca poco dopo averlo fatto in campionato e poi a 48 ore di distanza dalla prima gara. L’Olimpia ha fatto bene in tutti i tre doppi turni: vinse contro il Barcellona dopo un’eccellente resistenza a Madrid; vinse a Valencia dopo due supplementari e poi in rimonta con Bamberg a Milano; vinse nettamente contro Baskonia in casa (25 punti di scarto massimo) e poi perse a Malaga di appena tre punti. Questa volta ha battuto l’Unicaja e va ad esplorare i propri limiti a Vitoria. D’altro canto questa è una sfida che ha dato sempre poche soddisfazioni alla squadra viaggiante: negli ultimi sette confronti ha sempre vinto la formazione di casa. L’ultimo successo esterno risale alla stagione 2013/14 quando l’Olimpia vinse a Vitoria lungo la strada che l’avrebbe condotta ai playoffs di EuroLeague. Vitoria vinse a Milano nella stagione precedente quando ancora il leader della squadra si chiamava Andres Nocioni. Occorre sventare questo tabù.

L’Olimpia si è allenata alle 12.45 al Mediolanum Forum: riunione tattica per preparare la gara, poi allenamento e infine pranzo al Royal Garden e trasferimento a Malpensa. Alle 17.30 il charter ha lasciato Milano alle spalle per volare verso Vitoria schivando i disagi del trasferimento con volo di linea che avrebbe costretto la squadra ad uno scalo in Spagna o Francoforte prima di arrivare a Bilbao per un ulteriore trasferimento in pullman di almeno un’ora. Sono partiti 14 giocatori, tutti quelli disponibili quindi.

Il volo è durato un’ora e 51 minuti. Alle 20 la squadra è entrata all’Hotel Lakua nella periferia di Vitoria abbastanza vicino all’arena intitolata a Fernando Buesa, leader del partito democristiano basco, assassinato proprio a Vitoria nel 2000 dal gruppo terroristico dell’ETA. L’impianto originariamente poteva contenere 9.000 spettatori poi venne ampliato per far fronte all’ascesa della squadra locale e poter ospitare grandi competizioni come la Coppa del Re ad esempio (quattro volte è stato teatro delle Final Eight). La capienza è da Final Four di EuroLeague. La proprietà di Josean Querejeta, figura rispettatissima nel basket europeo, ex giocatore del Real Madrid, ha svoltato anni fa quando unì le forze con la società di calcio locale, il Vitoria Alaves. Di fatto il club adesso è una polisportiva, il Gruppo Baskonia-Alaves.

Il piccolo aeroporto di Vitoria era deserto all’arrivo. E’ uno scalo quasi in disuso. L’aereo che ha portato qui l’Olimpia era l’unico sulle piste. La hall per la consegna dei bagagli contiene un piccolo nastro che scarica le valigie in poco tempo. Il tragitto dalla pista all’hotel non dura più di 10 minuti. Alle 20.15 è ora di cena. E come al solito da queste parti non mancano i cacciatori di autografi in servizio permanente effettivo, armati di penna ma anche bloc-notes illiustrati dalle foto dei giocatori “richiesti”. Durante la cena si fa in tempo a vedere il finale di Zalgiris-Valencia che tiene tutti incollati allo schermo soprattutto quando Will Thomas dopo due triple si trova in mano la terza, quella della vittoria, ma la sbaglia.