With or without you? Se Milano senza Alegent e Sassari senza Meo...

 di Umberto De Santis Twitter:   articolo letto 1439 volte
With or without you? Se Milano senza Alegent e Sassari senza Meo...

Di un sabato mattina così, che ci restituisce un'Olimpia e una Dinamo formato Euroleague con molte note positive, ne avevamo indubbiamente bisogno. La competitività continentale è andata ormai, e solo la matematica offre qualche chances per le Top 16 a Milano, ma il concetto di inferiorità del basket italiano da diversi anni a questa parte è così acclarato che l'eventuale qualificazione non aggiungerebbe nè toglierebbe nulla allo stato dell'arte.

Colpisce, nelle due buone prestazioni della settima di regular season, che per entrambe le squadre siano arrivate senza i due punti di riferimento sul parquet. A Milano Repesa ha dovuto fare a meno di Alessandro Gentile, il pluriosannato campione e faro (suo malgrado); Sassari ha portato un coach esordiente in Euroleague a Mosca che, a 1 minuto dalla fine, pareggia la sfida contro il CSKA con pieno merito senza aver avuto il tempo di presentare la sua filosofia di gioco a un roster che sembrava perduto e privo anche di Alexander, uno di più positivi finora.

Con o senza? Nel basket si discute anche di questo ora, e se fosse calcio, sarebbe da titoloni dei quotidiani sportivi cartacei. Nei forum si parla di questo, ma bisogna distinguere, sono due società e due situazioni molto diverse tra loro. L'EA7 sconta la pessima programmazione fatta da un ambiente decisionista e rinnovativo a prescindere. Con un settembre di fuoco come quello vissuto dalla società milanese il cambio dell'allenatore e lo stravolgimento del roster erano due scommesse a perdere vincenti. Lo stratosferico Real del 2014-15 - che pure ha mantenuto la continuità nella conduzione tecnica e nella composizione del roster - giace in fondo alla classifica del gruppo A con lo stesso record dell'Olimpia ed è costretto a vincere le tre partite che rimangono per sperare nel passaggio del turno, dopo aver avuto una preseason ingolfata tra Intercontnentale e Boston Celtics.

Che succede nello spogliatoio milanese? Prima fatto fuori l'ingombrante Langford, poi sono saltati Hackett e il mite Melli. Non si attenderà la fine della stagione per scoprire chi sarà il prossimo ma ad un Gentile senza colpe non crediamo, visto che è il minimo comune denominatore degli ultimi tre anni.

Di spogliatoio in spogliatoio, pensiamo che il clima di grandi attese che aleggia nell'ambiente sassarese abbia agito negativamente su un roster troppo rinnovato negli stranieri, in cui Meo Sacchetti ha avuto poca fiducia negli italiani che non hanno fatto da collante. Haynes ha fatto bene a Siena quando è stato considerato il faro del gruppo ma se in squadra c'è David Logan, il faro è un'altro come Dyson e Sosa hanno imparato a loro spese. Sardara si doveva preoccupare di tenere uno Shane Lawal (e non solo, penso al positivo Brooks di questa stagione) in continuità tecnica, ma se il budget non ti permette di poterlo fare non puoi alzare il livello dei desiderata fino al limite della rottura. Sei il Campione, non hai la leggerezza dell'outsider, però ci sei e dopo queste batoste vediamo la Dinamo tra le favorite della prossima Coppa Italia quando la squadra e l'ambiente avranno digerito la seconda batosta continentale consecutiva. Ho sbagliato, nello sport, non tocca quasi mai alla proprietà e se nessuno se la prende con i Buss ai Lakers...