Virtus Bologna punto e a capo. Le difficoltà di fare impresa nella pallacanestro italiana

 di Umberto De Santis Twitter:   articolo letto 2605 volte
Virtus Bologna punto e a capo. Le difficoltà di fare impresa nella pallacanestro italiana

Un altro capitolo dell'annoso problema del reperimento risorse per le squadre di pallacanestro sarà scritto il prossimo 7 gennaio con la riunione dei soci della Fondazione Virtus, che devono provvedere a coprire le spese, superiori evidentemente ai ricavi messi in preventivo e ad assicurare il rafforzamento tecnico della squadra che, al penultimo posto, rischia davvero al retrocessione. anche se pare che la situazione del fanalino di coda Capo d'Orlando non sia delle migliori...

Si invoca quindi, per il casus belli felsineo, il ritorno alla caccia dell'imprenditore puro, il babbo come lo è stato il Monte dei Paschi per la Mens Sana Siena, piuttosto che evolvere il processo innescato dalla Fondazione che pure ha coagulato molte forze importanti dell'imprenditorialità e del tifo per la gloriosa Virtus. Un basket quindi fatto di parassiti, che si muovono quanto basta per avere e per difendere l'orticello alla vecchia maniera, fino al prossimo mecenate bischero.

Steve Ballmer, chi è costui? è esattamente il contrario del prototipo del mecenate bischero. Ha investito (non speso) si due miliardi di dollari per comprarsi la franchigia dei Los Angeles Clippers, ma nello stesso giorno era in ufficio con la frusta e i suoi consulenti a trasformare il club in una macchina da soldi. Perchè tutte le franchigie della NBA si sostengono da sole e non con i soldi del proprietario. Che continua a essere miliardario.

Impossibile per gli italici orizzonti? Lo dissero a suo tempo anche a David Stern negli USA, schiacciato tra baseball e football, che ancora ne ride dalla sua dorata pensione. Ha lasciato la NBA a un capace delfino come Adam Silver e non a un bamboccione di figlio pezzo e' core e i risultati si sono visti. Contratto televisivo moltiplicato già al secondo anno di presidenza Silver... A Massimo Zanetti, patron della Segafredo Caffè che viene dato come possibile owner della prossima edizione della Virtus Bologna, vorremmo poter indicare questa, la strada dell'imprenditorialità nella pallacanestro, la misura per valutare un suo impegno in prima fila.

Altrimenti lasci perdere qualunque cifra e qualunque impegno che vada oltre la personale passione per la squadra. Di fronte alle problematiche che evidenzia in questo momento la Virtus Bologna il modello dei presidenti in conflitto di interessi (vedi Marino e Basciano) risulta perdente e obsoleto. Oltretutto neanche vincente per le loro società! In molti lo fanno intravedere, noi lo diciamo con più chiarezza della legge dello Stato esistente. Occorre una manager dotato dei poteri necessari per fare un piano di sviluppo e che possa costringere i presidenti a perseguire un modello di business collettivo. Occorre rispondere in modo adeguato al seccarsi di ogni iniziativa promozionale della pallacanestro, e la chiusura di Sibasket è un esempio fin troppo esplicativo.