The FIBA-Euroleague War: la burocrazia italiana ed europea sono l'anello perdente del basket continentale, questa la lezione di oggi

 di Umberto De Santis Twitter:   articolo letto 1414 volte
The FIBA-Euroleague War: la burocrazia italiana ed europea sono l'anello perdente del basket continentale, questa la lezione di oggi

I nostri più attenti lettori ricorderanno che avevamo già raccontato come sarebbe andata a finire la storia tra FIBA ed Euroleague fin dallo scorso ottobre (qui il link). Non poteva essere altrimenti. Allora paragonammo Betomeu ad Icaro, ma adesso, molto più prosaicamente, possiamo definirlo un affittuario che verrà ora costretto a un contratto di mezzadria. Perchè l'Eurolega non è sua, ma una concessione della FIBA che non si vuole fare espropriare il bene dal suo contadino arricchito.

Il confronto, benchè abbia assunto toni talmente aspri da essere stato definito "guerra", nel momento della vittoria ha il sapore quasi mieloso degli ultimi comunicati stampa, come se adesso FIBA non voglia infierire. In effetti il suo problema principale non è organizzare l'Euroleague ma controllarla per impedire la sua trasformazione in un Ente indipendente dal CIO sul modello della NBA.

L'uscita di Dejan Bodiroga subito prima del board FIBA di Mies, ieri, è esemplificativa. Ci saranno novità in arrivo e proposte. La Federazione basket europea entrerà nella società ECA, così da poter controllare ogni evoluzione, lasciando a Bertomeu la conduzione operativa, che è stata eccellente in tutti questi anni: è fisicamente impossibile ricostruirne una simile in così poco tempo, e Baumann questo lo sa benissimo. E i dividendi non andranno più solo al cartello delle undici sorelle del basket europeo, sarà una Euroleague un pò più meritocratica.

Quello che ci preoccupa è che ancora una volta l'Italia si è dimostrata l'anello debole, politicamente ininfluente, della pallacanestro europea. Perfino Milano che ha solo l'autorizzazione per un anno - ottenuta casualmente - prima di trovarsi nelle pesti di Reggio, Sassari, Trento. Mancano gli impianti, il pubblico, gli sponsor. L'ottimismo di facciata del presidente Petrucci cozza ogni giorno con i problemi del movimento, e alla fine irretisce e allontana il grande pubblico. Adesso andare ai Giochi Olimpici sarà pure un punto d'arrivo per l'ennesima sua riconferma elettorale, ma deve diventare un punto di partenza positivamente esplosivo per il basket italiano fin nella più profonda provincia. Se Baumann e Bodiroga sanno che la burocrazia di FIBA Europe non è in grado di assicurare un'Euroleague del livello raggiunto da Bertomeu in quindici anni, sappia Petrucci fare le giuste considerazioni sulla "sua" burocrazia...