Pivot 4 Pivot - Esperimenti falliti, Repesa e Milano ci riprovano

 di Alessandro Palermo  articolo letto 3607 volte
foto IASENZA
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Tutti i pivot, a Milano, steccano. La storia dell'Olimpia non dice proprio questo ma il tifoso di fede biancorossa lo pensa, probabilmente anche la dirigenza meneghina incomincia a pensarlo. La storia, dicevamo, già. Quella recente parla chiaro, sotto la Madonnina il centro puro non ingrana manco a morire. Quella che sembrava soltanto una stupida maledizione, da prendere bene le distanze, sta diventando con il passare del tempo un dato preoccupante. I fatti dicono questo: se di professione fai il numero cinque e indossi per sbaglio la canotta dell'EA7, allora rischi di passare un anno dramamtico. Da Ioannis Bourousis a Miroslav Raduljica, il passo è corto. Due giocatori dal curriculum importante e dalle doti tecniche non comuni, che - in Italia - avrebbero dovuto dominare e - in Europa - fare la differenza. Niente di tutto questo, due giocatori irriconoscibili. Da campioni a scarsoni, l'aggettivo fa rima con le performance in quel di Milano. Scarsi, Bourousis e Raduljica, non lo sono affatto ma questo è quello che hanno pensato (con il greco) e che pensano oggi (con il serbo) la maggior parte dei tifosi milanesi. Si riprenderanno entrambi, il colosso del Panathinaikos lo ha dimostrato a Vitoria e ad Atene, il mastino con la barba lo farà forse appena lascerà l'Italia, perché è così che andrà a finire.

IL PIVOT SECONDO REPESA - Capitolo 1
Coach Jasmin Repesa è alla sua seconda stagione a Milano, eppure è come se fosse la sua quarta o quinta. Nel giro di un anno e mezzo sappiamo bene come gioca la sua Olimpia, sappiamo anche dare forma allo schizzo presente nella sua mente. E questo forse, tralasciando il fatto che è in Italia da una vita, riusciamo a capirlo perché a Milano è sempre stato costante nelle sue scelte. Sul campo - ma non solo - l'allenatore croato ci ha fatto sempre capire una cosa, ovvero che il centro puro non ci azzecca con il suo gioco. A Repesa il pivot classico non piace e, fosse per lui, probabilmente farebbe anche a meno di acquistarne uno. Ma lo deve fare. Perché glielo impone la dirigenza? Possibile ma il discorso è un altro, sono le altre squadre ad obbligarlo ad andare contro il suo credo. E' la legge del più forte, o del più grosso (meglio), in EuroLega funziona così. Con i McLean non alzi la coppa - se usati da cinque, precisiamo - arrivi in fondo solo con lunghi classici che in campo internazionale possono divorarsi il pitturato. Ma non è questa l'idea di Repesa.

IL PIVOT SECONDO REPESA - Capitolo 2
Fosse per lui, non dipendesse dalle avversarie, Repesa giocherebbe sempre con Macvan o McLean da cinque. Due centri atipici, due centri adattati, che fanno felice il maestro croato. Due che possono catturare rimbalzi, correre veloce ma anche fare a spallate in area. Repesa non vuole il carro armato, fermo, piantato a terra. Il problema è che questo si può fare in Serie A, dove ti è concesso, ma non in campo europeo. Repesa lo sa bene, infatti, cieco non è. Per questo nel suo anno e mezzo a Milano ha provato a fare qualche esperimento. Esperimenti che, purtroppo, non sono andati a buon fine. Prima Barac, poi Batista, adesso Raduljica. La solfa è sempre la stessa: con identikit del genere in campo, l'Olimpia ha faticato e fatica tuttora. La solfa è sempre quella, alla fine Milano gioca meglio con i Macvan e con i McLean. C'è poco da fare.

IL PIVOT SECONDO REPESA - Capitolo 3
Forse per Repesa l'andamento pessimo di Raduljica non è nemmeno mai stato un problema. Chiaro, felice non poteva essere ma non ne ha fatto drammi, perché sapeva di giocare meglio senza il serbo. Per questo l'Olimpia ci ha messo ancora più tempo dello scorso anno per rimediare: lo scorso anno il rimedio fu Batista, quest'anno la medicina si chiama Tarczewski. In effetti, visto il cognome, il classe '93 ex Arizona potrebbe essere in realtà un farmaco. Battute a parte, esperimenti falliti a parte, Repesa e la dirigenza meneghina ci riprovano, ancora una volta. Gli esperimenti del passato sono falliti, che questa invece possa essere la volta buona? Staremo a vedere, Tarczewski, Kaleb Tarcewzki, l'ennesimo tentativo di Repesa. Se dovesse fallire anche questo pivot, forse il coach croato potrebbe rinunciarci una volta per tutte.

Editoriale a cura di Alessandro Palermo