Noi siamo piccoli.... ma cresceremo?

Pensieri e parole di Carlo Fabbricatore
 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 1636 volte
Fonte: Carlo Fabbricatore
Noi siamo piccoli.... ma cresceremo?

Riprendendo una vecchia canzone di Renato Rascel diremmo che una volta il nostro basket si capiva che cos'era. E adesso invece si....buonasera!! Altre nubi sulla nostra pallacanestro. Dopo la rinuncia di Forlì un altro caso: Napoli (e forse non è ancora finita). Il basketball italiano è ancora credibile?  Troppi club si iscrivono ai campionati Gold e Silver senza avere le capacità economiche per sostenere i costi di gestione e in questo modo ne falsano completamente la regolarità  sportiva. E’ improcrastinabile una riforma che faccia diminuire il numero delle squadre e vincoli l’iscrizione a parametri finanziari precisi. La formula ipocrita di un professionismo camuffato non permette tutti i controlli necessari al momento dell’iscrizione al campionato di competenza. Non è il numero ma la qualità delle squadre che certifica la validità del movimento. I vivai, il coinvolgimento della scuola, le direttive tecniche e gli allenatori federali a supporto degli istruttori del territorio dovrebbero essere le priorità della FIP  per salvare la pallacanestro che sta agonizzando. La base è sempre più povera e se non si interviene in tempi rapidi il movimento imploderà.
Il campionato sta evidenziando una superiorità imbarazzante dell’Olimpia Milano. La partita di Venezia è stata l’ennesima dimostrazione che nessuna squadra al momento è in grado di opporre ai milanesi una resistenza adeguata: l’EA7 senza due giocatori (Gentile e James) non ha mai dato l’impressione di poter perdere contro la Reyer. La panchina lunghissima, i mezzi economici superiori, la struttura societaria fanno della EA7 Emporio Armani un fuori quota del campionato italiano.  
Milano in Euroleague è praticamente estromessa dalla fase a play off ma sarebbe un grande errore non onorare con professionalità le gare rimanenti del girone delle Top 16. Ormai la Euroleague deve strutturarsi come la NBA con franchigie che esulano dal diritto sportivo. Lo sport professionistico deve avere una gestione autonoma dalle federazioni che sono organi dilettantistici. La super lega europea deve cooptare le grandi città che possono sfruttare i grandi bacini di interesse mediatico e pubblico. Controlli severi per essere ammessi e garanzie reali come in tutte le grandi leghe professionistiche. Questo è il futuro!
Caso anomalo l’attacco pesante di un presidente contro i procuratori di un suo (ormai ex)  tesserato. E’ sicuramente un conflitto d’interesse avere sia giocatori che allenatori nelle proprie scuderie. Perché non si imita la NBA o la Premier  dove questo non è permesso? E’ normale parlare di procuratori consulenti di mercato? Perché i club devono pagare le prestazioni professionali dei consulenti dei giocatori? 
Porte girevoli? Basta! Non è possibile avere sempre finestre di mercato aperte!  Imitiamo il calcio che ha dei periodi limitati per la campagna acquisti invernale.
L’offerta televisiva è aumentata, ma gli spettatori? La partita di Euroleague in concomitanza con quella della LNP non mi sembra una gran trovata per aumentare il numero degli appassionati. Il match della  domenica a mezzogiorno per il basket è una reale opportunità? Lo streaming sempre una chimera?
NBA sempre più distante dai canoni della pallacanestro europea non tanto per il gioco ma quanto per lo spettacolo e l’organizzazione. Qualcuno non sarà d’accordo ma molti europei fanno la differenza e le affermazioni di Kobe sulla scuola tecnica del vecchio continente sono una certificazione notarile.
Buona Pallacanestro a tutti.