La storia delle Olimpiadi a Roma nel 2024 viene da molto lontano...

 di Umberto De Santis Twitter:   articolo letto 724 volte
La storia delle Olimpiadi a Roma nel 2024 viene da molto lontano...

Il 5 dicembre 2005 l'AGI (qui) riportava le parole del presidente d'onore del Comitato Olimpico Torino 2006. Le Olimpiadi invernali rappresentano "una grande opportunità, un volano a 360 gradi" per l'Italia: "l'immagine del Paese è fondamentale per la concorrenza" diceva allora Luca Cordero di Montezemolo, che nel 2016 è sempre lì, attaccato alla bistecca, come presidente del Comitato Roma 2024. Grande opportunità, per chi? Già nel 2014 un reportage del Corriere della Sera raccontava la desolazione degli impianti per i giochi invernali abbandonati (qui), con la chicca dell'impianto del bob di Cesana che costava 1,3 milioni l'anno di manutenzione e che dal 2010 è stata abbandonata pefino dai ladri, perchè non c'è più rame da rubare. Ma ciò non scalfisce i protagonisti di quela stagione: Montezemolo si è riciclato a capo del comitato romano, Evelina Christillin è appena diventata la rappresentante italiana nel board della FIFA (?). I costruttori hanno fatto i loro guadagni, la vendita delle case del Villaggio olimpico, invece ha fatto fetecchia nel disinteresse totale degli addetti ai lavori, ex sindaco Fassino compreso (non riuscì a impedirne l'occupazione da parte dei clandestini qui).

La sindaca Raggi, nei primi due mesi di governo nella città di Roma ha già sbattuto la testa contro i poteri forti - è ogni giorno su tutti i giornali - rendendosi perfettamente conto che la lotta contro un malaffare che ha radici così profonde e radicate nella capitale non si può fare che recidendo tutto proprio alla radice. C’era Malagò, oggi presidente del CONI, al vertice del comitato per i Mondiali di nuoto del 2009. Precisiamo subito che è stato assolto da ogni accusa (qui), ma se non era stato capace di controllare quello che succedeva intorno a lui in quella occasione, perché dovrebbe essere in grado oggi di governare la realizzazione delle Olimpiadi 2024? Il curriculum parla per lui, ma in maniera negativa. Ma va bene, forse perché in Italia il merito non conta nulla...

Una indagine del Fatto Quotidiano (qui) spiega che, numeri alla mano, fatta salva l'edizione di Pechino, tutte le Olimpiadi da Barcellona ad oggi sono state una rimessa per le città che l'hanno ospitate, quasi sempre generatrici di debiti che sono ricaduti sugli abitanti e sugli Stati Nazionali. Pechino è esclusa perché il governo comunista non fornisce dati reali. Non si capisce perché gli italiani si dovrebbero fidare di un Comitato Olimpico Roma 2024 alla cui testa ci sono persone palesemente non in grado di dirigere le operazioni. I giornali italiani non lo scrivono, ma in buona servitù lo lasciano intendere. La melassa politico-istituzionale-burocratica capitolina ha fatto in modo che a Tor Vergata, quartiere periferico, trionfi il  leggendario scheletro del palazzetto con le vele a pinna di squalo disegnato da Santiago Calatrava, architetto spagnolo. 250 milioni di euro gettati al vento per un cumulo di cemento e un ammasso di ferro (più di quello necessario a tirare su la Torre Eiffel), che potrebbe costare alla fine oltre 700 milioni di euro, sei volte le stime d’inizio. Per tacere poi del resto, che questi numeri bastano e avanzano.

Adesso chi strilla contro lo spreco e il malaffare, benché uomo di sport cui sarebbe piaciuto godere delle Olimpiadi romane, deve decidere se stare contro lo spreco o il malaffare e smettere di puntare il dito contro la Raggi. Già, ma perchè con tanta gente competente e preparata i cittadini della capitale hanno messo come sindaco una persona e un partito definito, da una polemica sterile quanto teleguidata, di inesperti e impreparati? Le tante fonti che abbiamo citato danno l'ampiezza di quanto sia grande e riconosciuta l'inadeguatezza di una classe politica e imprenditoriale del nostro paese che marciava alla volta del Campidoglio e adesso spera in un ripensamento del Governo che scavalchi la Giunta capitolina. Prima di rimettere la testa fuori dal guscio occorre fare pulizia in casa: negli anni a venire non diminuiranno i turisti a Roma perché non si sono prese le olimpiadi, i fattori determinanti sono altri. Migliorerà l'offerta sportiva se si rimetterà ordine nella gestione dell'esistente. Ci vuole meno tempo a fare questo che a costruire un palazzetto di sana pianta: basta avere la volontà di farlo.