Il calcio pratica le finestre per le Nazionali, ma non si lamenta nessuno...

 di Umberto De Santis Twitter:   articolo letto 1325 volte

Chissà quanto si scompisciano dalle risate i vari Cristiano Ronaldo, Lionel Messi, Gigi Buffon nel leggere le opinioni a senso unico di giocatori e allenatori del mondo EuroLeague nell'attaccare le finestre FIBA dedicate all'attività delle Nazionali. Opinioni non storicizzate, fatte di concetti ed espressioni ripetuti a pappagallo - fateci caso, sono tutte dichiarazioni fotocopia - che alludono a vessazioni, sovraccarichi di lavoro, perdita di spettacolo, perdita di soldi come se da sempre l'attività del calcio mondiale non sia caratterizzata dall'esistenza degli stop ai campionati durante le stagioni agonistiche per le competizioni delle Nazionali. E senza che la Liga spagnola, UEFA Champions League, Serie A, Bundesliga, ecc. ecc. abbiano a doverne soffrire... anzi, escludendo gli sport professionistici statunitensi, i calciatori sono gli atleti più pagati del mondo: il loro conto corrente non soffre!

Per poi chiosare contro il fatto che la NBA i suoi giocatori non li concederà mai e allora perché dovrebbe farlo EuroLeague. E poi... ci sarebbe da portare in fondo alle logiche conclusioni il ragionamento, solo che le dichiarazioni e le interviste si strozzano qui. Eh no, non si può prendersi in giro così! Bisogna dire chiaramente che un certo numero di squadre vuole andarsene per conto proprio e organizzarsi un campionato proprio (di livello superiore a uno UISP o CSI, of course). Che degnamente vivono e prosperano ma che non fanno parte del mondo FIBA. Una nuova organizzazione con le se regole e la sua cazzimma. E invece le quattro spagnole di Liga Endesa (Real, Barça, Malaga, Baskonia) firmano un patto settennale dopo aver ventilato un possibile distacco. Così stanno le cose, c'è molta confusione sotto il cielo.

Oggi Obradovic invoca un intervento di una associazione di giocatori europei. Che ovviamente sarebbe per forza di cose affiliata alla FIBA. Cioè si invoca una associazione che protesti contro l'usura dei giocatori per le troppe partite in calendario in stagione - proprio mentre l'Italia che legge il tecnico serbo ha deciso di aumentarle portando la serie A a 18 squadre - quando per farlo basterebbe che, come succede nel calcio e in tutti gli altri sport mondiali, fermare per una settimana l'EuroLeague per due volte l'anno. Con tutte le conseguenze che comporterebbe e che ovviamente Bertomeu non vuole affrontare. E per quanti invocano lo spettacolo, ricordiamo che esso è la capacità di creazione a renderlo un successo e non il fatto di prevedere in calendario uno stop per le partite delle Nazionali che, come è noto, a fronte di qualche centinaio di giocatori in campo permettono il riposo e il recupero di diverse migliaia di non convocati.