Gli allenatori italiani sanno far crescere talenti? pensiamo di no!

 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 2701 volte
Gli allenatori italiani sanno far crescere talenti? pensiamo di no!

La fatalità vuole che questo editoriale prende il posto di quello di Carlo Fabbricatore che, prima della giornata di Euroleague, spiegava come " I nostri team soffrono la fisicità dei centri avversari e subiscono in modo letale la difesa aggressiva" avendo già premesso che "le nostre squadre non sono attrezzate per ambire alle Final Four." La prova dei fatti ha spietatamente dimostrato che l'analisi era vera e non cattiva, e come l'analisi tecnica competente è scevra da sterili polemiche. Al grande Carlo vogliamo aggiungere solo il carico da novanta di un Barcellona che è andato a sbancare il tempio del basket lituano dello Zalgiris tenendo come lunghi di riserva i due che, nell'ultima stagione in Italia, venivano considerati i migliori della serie A: Shane Lawal e Samardo Samuels.

E nessuno venga a pietire che Samuels sia partito in starting five: in campo c'è stato 10 mnuti e, quando c'era da vincere la partita Xavi Pascual ha messo Doellman e Tomic. Amen. La realtà è che in Italia non ci possiamo permettere gli stipendi delle riserve del Barcellona, ma la realtà è anche che gli allenatori italiani delle giovanili non sanno tirare su ragazzi che da uomini saranno big man a prescindere se giocheranno a basket o meno. La prova del nove ce la dà il boxscore dell'Olimpia Milano. A far male alla formazione di Repesa, giovedì, sono stati un certo Miro Bilan, 26enne croato di 2,13 leggerino (neanche 100 chili, secondo la Wikipedia), Karlo Zganec, un ventenne 2,06 di belle speranze e Marko Arapovic, 19 anni accreditato di un taglia di 2,07. Messi insieme non fanno sicuro lo stipendio di un McLean o di un Hummell qualsiasi...

Adesso arriva il mammasantissima (suo malgrado) Ettore Messina a resuscitare l'italico orgoglio e le pruderie di successo della FIP. Con un pizzico di tradizionale stellone e giocando in casa il Preolimpico, a Rio de Janeiro potremo anche andarci. Ma dietro la facciata c'è da affrontare subito - visto che i soldi per comprarsi le scorciatoie non ci sono più - il problema della capacità di reclutamento a cavallo tra il minibasket e l'agonismo degli esordienti. E basta con le favole degli slavi ben dotati dalla natura: non ci crede più nessuno. Basta camminare per le strade di Lubiana o Zagabria, incrociare per quelle delle città italiane i tanti immigrati che arrivano per vedere che sono alti e bassi, magri o grassi esattamente come noi. E se da un paese di 4 milioni di abitanti come la Croazia possono uscire per il Cedevita tre giovanotti di belle speranze che vengono a sbancare il Forum, da un paese di quasi 60 come l'Italia ne dovrebbero uscire tre solo per il roster milanese. Spiegateci il contrario.