Georgios Bartzokas, un allenatore (sottovalutato) che non conosce pressione

 di Alessandro Palermo  articolo letto 1412 volte
Georgios Bartzokas, un allenatore (sottovalutato) che non conosce pressione

L'EDITORIALE
Lo ammetto, ieri sera il Lokomotiv Kuban mi ha davvero impressionato. La squadra di Krasnodar mi ha lasciato estasiato, un'orchestra perfetta. A dirigere il tutto, quella volpe di Georgios Bartzokas, già trionfante in Eurolega nel maggio del 2013 con l'Olympiacos. Quella vittoria, in finale a Londra contro il Real Madrid, forse venne un po' sottovalutata. Così come venne sottovalutato il curriculum del coach greco, quando la scorsa stagione stette a guardare senza una panchina. Bartzokas all'Olympiacos fu il sucessore di un certo Dusan Ivkovic, non uno qualunque. Eredità pesante. Un allenatore, il serbo, che non era certamente semplice da sostituire. Ivkovic, per i tifosi del Pireo, era semplicemente qualcosa di sacro, uno che sapeva vincere. Al primo anno sulla panchina greca (1996-97), Dusko, vinse subito l'Eurolega per poi vincerne un'altra quindici anni dopo. L'esperto allenatore di Belgrado vinse contro il CSKA Mosca di Kirilenko, rimontando uno svantaggio di diciannove punti. Era il 2012, appunto l'anno prima dell'avvento di Bartzokas. Come si fa a sostituire un coach che consegna alla sua gente un trofeo del genere, in una finale del genere? Con un epilogo simile, poi... perchè la folle rimonta fu completata da Printezis soltanto sulla sirena, impattando il risultato sul 62-61. Un finale perfetto per una finale perfetta, un sogno per i tifosi greci, un incubo per quelli russi. Nell'ultimo quarto il CSKA fece soltanto otto punti, Ivkovic dimostrò di avere fegato togliendo i veterani dell'Oly, mandando in campo i più giovani. La sceltà azzardata pagò alla grande, il resto è leggenda. Ecco, dunque, che torniamo all'inizio della storia: quel santone di Ivkovic saluta Atene, al suo posto arriva Bartzokas. Quest'ultimo fu accolto dalle critiche e molto freddamente dai tifosi biancorossi. Come già detto, sostituire l'uomo delle due Euroleghe non era semplice. Ed, invece, zitto zitto Bartzokas -glaciale come pochi- si scrolla di dosso tutta la pressione del mondo e va a vincere in finale contro la favorita Real dei vari Fernandez, Llull, Rodriguez e Mirotic. Tutto questo in punta di piedi, con una squadra praticamente identica a quella dell'anno precedente. Alla faccia di quelle persone (tantissime) che escludevano l'Olympiacos dalla lista delle favorite, credendo nel cosiddetto fenomeno della "pancia piena". Altro che poco appetito, l'Olympiacos bissò l'Eurolega dell'anno prima. In quell'occasione, Bartzokas dimostrò di non conoscere pressione. Ieri sera in Gara 5 contro il Barcellona, l'ex giocatore del Maroussi, ha dimostrato ancora una volta di possedere la stessa dote, raggiungendo un taguardo storico per il club russo. Alle Final Four di Berlino le favorite sono Fenerbahce e CSKA Mosca, ma d'altronde si sa... o almeno, credo che l'abbiate capito, Bartzokas ama sfidare e battere i favoriti. In semifinale la Lokomotiv incontrerà il CSKA di Milos Teodosic, quello stesso Teodosic che fu beffato nel 2012 da Ivkovic e quello stesso Teodosic che fu battuto dall'Olympiacos di Bartzokas. Milos sta già tremando, la cabala non è dalla sua parte. Bartzokas? Figuratevi se trema quello...