Business, Sport e Team USA: una storia di successo

 di Iacopo De Santis Twitter:   articolo letto 1150 volte
Business, Sport e Team USA: una storia di successo

Prima di iniziare a presentare la Nazionale statunitense, chiariamo cosa è il Team USA. Nel 1992, per la prima volta, una squadra di giocatori statunitensi professionisti prende parte alle Olimpiadi di Barcelona. A questa parola, Team, è stato poi associato il 'Dream', perchè è considerato in assoluto la migliore squadra di sempre. Dubbi? Il roster era formato dal grande big three Jordan-Magic-BirdJohn Stockton per il ruolo di playmaker puro; Ewing, Mike Malone, David Robinson e Laettner sotto canestro; Barkley, Drexler, Pippen e Mullin da ali. Per chiarirci, tranne Christian Laettner di cui parleremo a breve, gli altri undici sono membri della Hall of Fame. Laettner era e rimane tutt'oggi un rimpianto di un team perfetto: coach Chuck Daly, il maestro che per due anni consecutivi portò l'anello a Detroit, decise di portare con sé un collegiale, scelta molto criticata già al tempo dato le presenze di giocatori del calibro di Dominique Wilkins e Isiah Thomas, o dello stesso Shaquille O'Neal che era come lui al college. Dopotutto, però, Laettner è considerato uno dei collegiali migliori e più vincenti della storia, i due titoli con Duke ne sono una dimostrazione.
Nonostante questo team fosse invincibile tanto da guadagnarsi l'oro olimpico con uno scontato 117-85 ai danni della Croazia, il Team USA 2016 è, al livello di cash, decisamente superiore. E voi direte, "erano altri tempi", ed avete ragione. I soldi che giravano attorno alla NBA era ben inferiori a quelli di quest'anno che saranno nuovamente inferiori rispetto a quelli della stagione 2017-2018 dove vi sarà un nuovo aumento del salary cap. Tuttavia è interessante notare come tra 11 Hall of Famer il salario medio fosse di 5.8 milioni di dollari all'anno. Questa una breve classifica:

Larry Bird (Bos) - $7,070,000
David Robinson (SA) - $5,720,000
Michael Jordan (Chi) - $3,250,000
Scottie Pippen (Chi) - $3,425,000
Patrick Ewing (NY) - $3,139,000
Charles Barkley (Phi) - $3,200,000
Chris Mullin (GS) - $2,844,000
Scottie Pippen (Chi) - $2,770,000
Karl Malone (Uta) - $2,556,000
Magic Johnson (LAL) - $2,500,000

Insomma, per capirci, nemmeno 4 milioni di dollari di media. Inoltre questi dati sono della stagione successiva dove Bird prende uno stipendio decisamente pià alto del precedente (attorno ai 3.5 milioni), dunque il salario più alto era quello di David Robinson che non superava i 5.8 milioni di dollari.

Ben 24 anni dopo, il Team USA si prepara alle Olimpiadi di Rio 2016. Il sistema è decisamente cambiato ed i soldi che ci girano attorno, pur parlando in qualche caso di giocatori più scarsi, sono decisamente diversi. Un piccolo dato? Il Team USA di questa estate è composto dai seguenti giocatori:
Carmelo Anthony (New York Knicks); Harrison Barnes (Dallas Mavericks); Jimmy Butler (Chicago Bulls); DeMarcus Cousins (Sacramento Kings); DeMar DeRozan (Toronto Raptors); Kevin Durant (Golden State Warriors); Paul George (Indiana Pacers); Draymond Green (Golden State Warriors); Kyrie Irving (Cleveland Cavaliers); DeAndre Jordan (Los Angeles Clippers); Kyle Lowry (Toronto Raptors); e Klay Thompson (Golden State Warriors).

Il salario medio di questa squadra è di 19,496,893 milioni di dollari annui, quello complessivo di $233,962,725. Tanta ricchezza, derivante dai sempre più lucrosi contratti sportivi e dalla diffusione capillare del merchandising: due aspetti in cui la NBA la fa veramente da maestra. Ma l’arrivo del Dream Team ha dato origine anche al successo economico della FIBA. La Federazione mondiale, infatti, grazie all’arrivo dei Pro statunitensi ha visto accrescere il successo mediatico della pallacanestro all’interno del mondo olimpico: Team USA non vive le ristrettezze del villaggio, si sposta per gli allenamenti con autobus seguito da centinaia di automobili (cominciando proprio con Barcellona), mobilita gli atleti di tutto il mondo alla caccia di autografi e selfie. Solo il calcio potrebbe smuovere un simile interesse mediatico ma, fino a quando sarà confinato con gli Under 23, è il basket che occupa – forse e senza forse anche prima dell’atletica – lo show mediatico. Una benedizione economica che ha reso la FIBA una delle più ricche federazioni del CIO: e l’accordo di giugno con il Wanda Group (attraverso la controllata Infront) ne moltiplicherà gli incassi fino alla Coppa del Mondo del 2033. Ce ne siamo accorti ultimamente quando FIBA Europe ha organizzato una sua Champions League per fermare il tentativo di fuga per l’indipendenza di ECA ed Euroleague Basketball. Un circolo virtuoso che restituisce notorietà alla stessa NBA, e mette a disposizione di coach Krzyzewski il materiale umano occorrente per vincere in passerella il suo terzo oro olimpico dopo Pechino 2008 e Londra 2012.

Editoriale di Iacopo De Santis