Anno nuovo, vizi vecchi
Siamo entrati nell’anno nuovo, quali sorprese? In serie A esiste una squallida situazione a Napoli con il “patron” (ma patron di che?) Papalia che ogni giorno se ne inventa una e manda in campo un gruppo di ragazzini (e farà così fino alla fine) se la Fip non gli concederà di ritirarsi e mantenere, comunque, la possibilità di potersi iscrivere nella prossima stagione in Legadue. Poveretto! Far fare tanti km a dei ragazzini per prendere delle gran spappole. Bisogna essere buoni e capire, stando alle sue dichiarazioni. Mi permetto solo di dire che questa storia deve finire, e per sempre. La stessa Napoli si è ribellata a tutte le “boutade” del “caval pesante” Papalia. Basta con vendite di diritti o spostamenti di squadre. E’ in insulto verso lo sport e gli sportivi stessi e tutti coloro che seguono appassionatamente la pallacanestro. Non si permetta, dopo aver rovinato il primo campionato professionistico, l’anno prossimo, di rovinare anche il secondo. Napoli potrà ritornare in auge con le proprie forze senza sotterfugi o sottrazioni di squadre ad altre città che hanno gli stessi diritti. Conosco Fucile, responsabile della Fip campana, da quando Napoli vinse con lui la Coppa delle Coppe. Non posso pensare che resti con le mani in mano dopo aver visto la “sua” Partenope soccombere con i vari Maione ed ora con Papalia. Basta, si chiuda per davvero una storia infelice pensando ad un futuro felice e programmato dagli stessi napoletani. Di porcherie non ne ha bisogno nessuno. Anzi, di questi periodi, vorremmo solo parlare di basket giocato. Abbiamo gridato ai quattro venti, nell’estate scorsa, che questa Sebastiani Napoli poggiava su fragili radici e abbiamo visto bene. Siamo stati inascoltati, anzi, ci siamo presi delle “parole” per aver difeso le ragioni di Rieti. Ma è mai possibile che nel basket debba SEMPRE VINCERE la politica? Andatevi a leggere “Storia sociale della pallacanestro in Italia” scritto da Saverio Battente e Tito Menzani, edito da Piero Lacaita (è uscito a Luglio del 2009) lo si trova facilmente in libreria. Si son dovuti scomodare due professori d’Università… Un libro attento a ricostruire aspetti di carattere più sociale, culturale, politico-istituzionale ed economico che sportivo, dove si può comprendere in modo più esatto le problematiche e critiche del nostro amato sport. E’ impossibile pensare che il passato non abbia insegnato nulla! E così abbiamo perduto anche le sfide più facili!