Il "bisticcio" tra la società Brindisi e Pianetabasket.com
Essendo stato informato solo ieri sera di quanto accaduto a Brindisi per l'accredito non concesso alla nostra giornalista, inviata da Sassari, Erika Gallizzi, vorrei precisare che la stessa si è presentata con tanto di tesserino d'iscrizione all'Albo, quindi,va a cadere ogni presunta accusa d'aver omesso nell'accredito il numero della sua tessera, seppur richiesta. Detto questo, vorrei precisare che per una testata specializzata di basket, pur avendo una giornalista sul luogo, data l'importanza dell'incontro in questione,inviare a nostre spese da Sassari un'altro collaboratore, è stata una scelta giornalistica presa dal sottoscritto per dare ulteriore risalto all'evento cestistico, non certo per creare problemi alla società brindisina. Credo, non si possa non permettere a un giornalista ospite di poter svolgere il suo lavoro (tant'è che nella postazione in cui è stata messa non arrivavano nemmeno gli "scout" di ogni quarto, quindi, non era in una condizione ideale per fare quello per cui era stata inviata. Non capisco cosa c'entri la provenienza dell'accredito. La nostra redazione è a Vigevano e da lì partono tutti gli accrediti, quindi, dire alla nostra collaboratrice che la gara era tra Brindisi e Sassari e non con Vigevano, è stata una "trovata" veramente ridicola. Poi, se un professionista, di sua iniziativa, ha voluto scegliere canali diversi per dire la sua, è una scelta personale, condivisibile o meno. A volte, s'incappa in giornalisti che per tanti anni sono stati addetti stampa di società di basket (quindi sanno bene come si svolge questo lavoro) e di grandi testate, nel nostro caso vedi "La Nuova Sardegna" ed altre, conosciuti, stimatissimi e molto apprezzati dai lettori che non ci stanno a lavorare in modo poco dignitoso. Credo che le scuse arrivate alla signora Erika Gallizzi, siano la prova evidente che qualcosa a Brindisi non stia funzionando a dovere, alla pari della nostra collaboratrice di Brindisi a cui è stato dato l'ingresso in sala-stampa, lavorando dalle gradinate del Palasport. Siam qui per cercare di portare avanti, tutti insieme, il bene del nostro sport preferito e non mi è sembrato il caso di scomodare mezzo mondo per poi non uscirne, comunque, troppo bene. Seguo quotidianamente con attenzione e simpatia le vicende della formazione brindisina, sarà per non far torto alle mie lontane origini pugliesi, in più, ogni mattina, all'ora del caffé, devo tenere aggiornato il responsabile dei Carabinieri del Tribunale di Vigevano che, essendo brindisino, tra gl'impegni per il caso del delitto di Garlasco e altri, trova lo spazio per chiedermi le novità da Brindisi. Spero che questo "bisticcio" serva per il futuro affinché non accadano più. Qui di seguito la lettera che abbiamo ricevuto:
Al Direttore di Pianetabasket.com
Alla Redazione di Pianetabasket.com
E p.c. Alla Presidenza di Legadue
All’Ufficio Stampa di Legadue
Alla New Basket Brindisi
Alla Dinamo Sassari
Egregio Direttore di Pianetabasket.com, con viva sorpresa ed anche meraviglia e disappunto, ho letto su alcuni siti internet le lamentele di un collaboratore del Suo giornale telematico (E.G., per riservatezza solo le iniziali), inviato a seguire domenica scorsa Brindisi-Sassari, per la presunta poca collaborazione offerta nel palasport Elio Pentassuglia. Strano che per tali lagnanze non abbia utilizzato le colonne di Pianetabasket.com ma il forum di un altro sito, peraltro nello spazio dedicato alla New Basket Brindisi e non alla Dinamo Sassari! Le chiedo qualche minuto di pazienza per poterLe ricordare la cronistoria della corrispondenza intercorsa tra l’Ufficio Comunicazione dell’Enel New Basket Brindisi e Pianetabasket.com (con sede a Vigevano). Parto da una lettera circolare da me diramata a numerosissime testate giornalistiche italiane (compresa la Sua) con l’indicazione delle modalità d’accredito per la stagione 2009/2010 (invio per posta elettronica del 7 settembre u.s. alle ore 18:25); in particolare si chiedeva il numero di iscrizione all’Ordine dei Giornalisti delle persone da accreditare (prassi consolidata, oramai, in quasi tutti gli appuntamenti sportivi e non in Italia). In data 27 settembre alle ore 19:50 giungeva la richiesta di accredito di Pianetabasket.com nella quale veniva indicato il nome di una collaboratrice con iniziali E.M., senza tuttavia far conoscere se si trattava o no di un’iscritta all’Ordine. Il giorno successivo, alle ore 20.03 (scusi la pignoleria ma la ritengo assolutamente necessaria) rispondevo comunicando l’esaurimento dei posti disponibili nel palasport per la stampa, scusandomi per l’inconveniente e garantendo la totale disponibilità dell’Ufficio Comunicazione alle varie esigenze redazionali (articoli, interviste, foto, ecc.). Ancora un giorno di tempo (29 settembre) ed alle ore 15:23 Pianetabasket.com comunicava di aver risolto diversamente per l’ingresso di E.M., richiedendo solo l’autorizzazione all’accesso in sala stampa nel dopo partita. Solo poche ore per la risposta della New Basket: ore 21:28 dello stesso giorno con ringraziamenti per la comprensione ed autorizzazione, con rinnovo della massima disponibilità a collaborare. Tutto finito? Direi di no, per quanto accaduto nello scorso fine settimana. Infatti, alla vigilia di Brindisi-Sassari, è giunta in sede un’ulteriore richiesta di accredito, stavolta per E.G.: considerata la corrispondenza intercorsa, la si è ritenuta un'ennesima conferma a quanto già richiesto ed autorizzato, anche se, nuovamente, non si faceva alcun riferimento all’iscrizione dell’interessato all’Ordine dei Giornalisti. Quindi, inserimento del nominativo non per la tribuna stampa (assolutamente esaurita) ma conferma per la sala stampa in occasione della conferenza del dopo partita. Tuttavia, la persona che collabora col Suo giornale (forse non informata dalla redazione dei precedenti accordi) si è presentata all’ingresso del palasport di Brindisi con in mano copia della richiesta del giorno prima, rivendicando l’ingresso e il posto in tribuna stampa. Lo steward addetto all’ingresso-stampa ha svolto il suo compito con zelo e scrupolo: da lì potevano passare solo i titolari di regolare tessera-accredito. L’intervento del direttore generale Antonello Corso e del segretario della società Carlo Guadalupi ha fatto in modo di superare l’equivoco permettendo alla persona in argomento di entrare comunque nel palasport ed occupare, addirittura, una sedia numerata di parterre, facendo accomodare altrove il legittimo titolare di tale posto. Non ho avuto il piacere di conoscere personalmente E.G. perché preso, assieme alla dottoressa Enrica Ignazzi che compone con me l’Ufficio Comunicazione, da mille incombenze (tra l’altro: oltre 50 giornalisti e 15 fotografi accreditati abitualmente, 2 televisioni impegnate nelle dirette anche satellitari, altre 2 nelle riprese in differita, 2 radio in cronaca diretta, 6 siti internet alle prese con lo streaming audio-video e l’aggiornamento in tempo reale delle note di cronaca, ecc.) ma, sia pur da lontano, non mi è sembrato scorgere alcun problema nel lavoro di tale Suo collaboratore (si trattava di una gentile signora, in molte occasioni fattasi prendere dall’entusiasmo per la squadra del cuore) che, dopo aver seguito la partita, ha avuto anche libero accesso in sala stampa. Concludo invitandoLa a tenere in debita e dovuta considerazione quanto illustrato e ad avere la pazienza e la cortesia di considerare la realtà brindisina (vicina alla pallacanestro) assolutamente diversa da quella riscontrabile in ampie zone d’Italia. Qui, non a caso, si dice che si viva con “pane e basket”: perciò tante, enormi sono le esigenze degli organi di stampa nazionali e regionali protesi a “sfamare” i tifosi dell’Enel Basket ma che, giocoforza, tolgono spazio (già superiore a tutti i campi di Legadue, se me lo consente) ad altre testate ugualmente degne della massima considerazione. Ma tant’é. Però, essere adeguatamente informati, ricevere incondizionata collaborazione, aver trovato - nel caso illustrato - ampia soluzione al problema non causato dalla società, dovrebbe determinare da un inviato di Pianetabasket.com (partito da Vigevano o da Sassari?) argomentazioni più pacate e meno irriguardose, soprattutto perché basate (appare evidente) sulla non conoscenza delle relazioni intercorse tra la società brindisina e lo stesso sito internet, a cui si è fatto ampiamente riferimento. Dimenticavo. Sulle presunte scuse avanzate dal direttore generale dell’Enel NBB, dottor Antonello Corso, preferisco sorvolare in parte; lo stesso dirigente (professionista che conosco e stimo da anni) ha precisato di aver sì contattato telefonicamente l’inviato ma per ribadire le condizioni in cui si è costretti a lavorare nel palasport cittadino, alla necessità di seguire dettagliatamente le regole segnalate dalla società (nel primario interesse degli stessi Giornalisti) e all’opportunità, nello sport e nella vita più in generale, di far prevalere il buon senso con il dialogo e il sereno confronto. Con rinnovata stima.
GianPiero Lofoco
Ufficio Comunicazione Enel New Basket Brindisi