Meno parole... Meglio i fatti!

16.10.2009 17:39 di  Roberto Bernardini   vedi letture

Non è certo facile sintetizzare in poche righe la situazione attuale del basket italiano; non credo però di discostarmi molto dalla realtà affermando che la pallacanestro italiana, a causa del suo lento, ma indiscusso, progredire (cui, purtroppo, non è fino al momento corrisposto un reale adeguamento delle strutture di base), stia attraversando un momento difficile. Non si riesce a trovare il modo intelligente per l'inserimento annuale delle nuove leve, a partire dal dopo-minibasket. La ristrutturazione e rivoluzione suscitata qualche anno fa dal nuovo ordinamento dei campionati giovanili, che si doveva fare per tante ovvietà che tutti conosciamo, portasse a dei risultati maggiori. Qualcuno dice che ci sono, francamente non ne sono troppo convinto. Vedo ancora società che lavorano sul serio ed altre in modo parrocchiale! Queste due realtà che si sfidano in uno stesso campionato, non possono esistere! Possiamo mettere davanti tutti i nomi che vogliamo, Open A, B, Eccellenza e quant'altro la fantasia ci coglie, ma alla fine la sostanza è cambiata di poco, se non per nulla. Esistono ancora, in Italia, paesi dove si giochi a calcio e non a basket???? Pochi. Il lavoro svolto in passato da molti appassionati ha pagato! Il basket, come sport d'élite in Italia, non esiste più da tanti anni, anche se chiamarlo sport di "massa", faccio ancora fatica a dirlo. In tutto questo han contribuito i successi della Nazionale in passato, e diciamolo pure, l'avvento di tanti stranieri, ottimi, buoni, qualcuno meno, molti anche scarsi, vecchie glorie americane dal passato NBA che hanno incuriosito e avvicinato il grande pubblico. Nel basket, c'è sempre stata la grande voglia di "strafare", più che fare, solo che erano sempre le stesse persone che giravano i birilli. E come d'incanto, non sono sparite, anzi, in certi ambienti comandano sempre gli stessi. E' da quando ero piccolo (ora porto i capelli bianchi) che sento sempre parlare di ristrutturazione degli organi centrali della Federazione. Ero a Napoli al Congresso del 1975, c'era tanta bufera intorno, come oggi; doveva essere il Congresso delle riforme e in parte lo fu, ma nessuno certo se lo ricorderà per quei motivi. A distanza di anni, sento ancora parlare di aiuti che non arrivano da parte del C.O.N.I. "Fino a quando il C.O.N.I. non sposerà appieno le nostre esigenze, sarà ben difficile ottenere un miglioramento". L'ho sentito dire ancora ieri. E basta. Ci son le Leghe a cui frega poco o nulla del C.O.N.I. guardando giustamente ai loro interessi, si ribellano alla pari degli arbitri che vorrebbero essere "spoliticizzati", ma è interessante notare che la "politica" ogni interessato la vede e la inquadra dal "suo" arco visivo. Si dia una vera ristrutturazione ed una fisionomia ben chiara che comporti l'assunzione di ben precise responsabilità a fiancheggiamento di quelle federali. La guerra, lo sappiamo, serve solo ad indebolire un movimento che in questo momento ha bisogno di tutto tranne che battagliare da solo. Proviamo, per davvero a vedere se la verità sta nel mezzo.