Tra conferme e delusioni

28.09.2009 16:46 di  Roberto Bernardini   vedi letture

C’è stata in questa partenza dei campionati delle “minors”, un’accentuazione dell’aggressività difensiva. Essa non vien dedotta dai punteggi più bassi, che dipendono notoriamente dal minor numero di tiri e dalla minor percentuale; la constatazione vien fatta, invece, osservando le partite. Ormai vige per tutti gli allenatori la regola del “si vince prendendo un canestro in meno”. Mi permetto di dire e ricordare, se mi è concesso un discorso prettamente tecnico, che il principio del basket è quello del “no-contact-game”. Si chiama così non già perché i contatti non si verificano (tutt’altro!); bensì perché – quando i contatti si verificano – il responsabile è colui che li provoca, e che da essi tenta di trarne vantaggio. Di qui la necessità di saper distinguere tra la difesa aggressiva (che è sacrosanta) e la “pseudo-difesa” che invece cerca, provoca, accentua i contatti. Quest’ultima è sicuramente eretica, è antibasket, e va stroncata. Assistere a festival di “accrochages”, di tenute, di spinte, urti, sandwich, e chi più ne ha ne metta… Non è un bel vedere. Auguriamoci, con la cortese collaborazione degli arbitri (i quali esistono perché devono far rispettare il regolamento), faccia segnare un ritorno ad una più ortodossa interpretazione del gioco: senza di essa, non vi è progresso.