Reggiana, un ospite speciale Basket Camp: Carlton Myers a Castelnovo ne’Monti
E’ iniziata domenica la seconda settimana dei campi estivi targati Pallacanestro Reggiana a Castelnovo ne’ Monti che vede protagonisti i nati dal 1999 al 2001. Questa mattina, davanti ai 50 giovani partecipanti di età compresa tra i 12 e i 13 anni, la stella del basket italiano Carlton Myers ha tenuto una lezione ai giovanissimi entusiasti della bella sorpresa.
"Innanzitutto, sapete chi sono e perchè non gioco più?", ha esordito il grande campione.
"Sì, sei Carlton Myers e non giochi più perchè sei in pensione".
Da qui una raffica di curiosità e aneddoti:
D: Come si fa a segnare 87 punti in una partita?
R (ridendo): ...eh... come si fa... sinceramente non ve lo saprei dire. All'inizio della mia carriera pensavo che fare tanti punti fosse la cosa più importante nel basket, però poi con gli anni ho capito che questo è e rimane uno sport di squadra: bisogna dare rilevanza alla squadra e non al singolo atleta.
Tra gli argomenti trattati le Olimpiadi di Sidney nel 2000, in cui a Myers venne chiesto di fare da portabandiera nella cerimonia di apertura dei giochi.
R: Credo che ci fossero atleti più meritevoli di me, dal punti di vista dei risultati sportivi, come ad esempio Yuri Chechi o Antonio Rossi. Però sono stato scelto io, anche e soprattutto per dare un messaggio di unione e di lotta al razzismo, perchè solo l'essere umano fa distinzioni per il colore della pelle, quindi indicare me come portabandiera era un segnale importante per tutti gli sportivi italiani.
D: Rimpiange di non essere andato in Nba?
R: No, non cambierei una virgola del disegno divino su di me. Ogni esperienza della mia vita mi è servita a crescere, anche quando si è trattato di esperienze negative.
D: Quanto è cambiata la pallacanestro rispetto a quando ci giocava lei?
R: Penso che dal punto di vista tecnico si sia un po' impoverita, ma perchè si sono impoveriti anche i giocatori. Fino alla metà degli anni 2000 nelle squadre c'erano un paio di leader seguiti da tutti, oggi manca un po' la figura di leader, o la squadra che ammazza il campionato.
D: Chi vede come stella emergente del campionato italiano?
R: Sicuramente Datome e Hackett: il primo è un vero e proprio talento offensivo, Hackett è anche più difensivo e questa sua caratteristica gli permette di vincere le partite più importanti.
Presenti al campo anche alcuni giornalisti che hanno concluso l’intervista così:
D: Oggi parla a un gruppo di oltre 40 ragazzi nei quali forse ci sarà il futuro del basket biancorosso di domani. Cosa vorrebbe che imparassero da questo incontro?
R: Dei tempi delle giovanili mi porto ancora dentro la passione che ci hanno trasmesso gli allenatori. L'impegno e la motivazione sono arrivate dopo. Quando Pasini ci riprendeva era per il nostro bene, non per il gusto di sgridare o per umiliarci. E' importante che i ragazzi si divertano, senza far pesare il risultato.
Ma la cosa più importante di tutte è che qualunque obiettivo questi ragazzi si trovino davanti nella vita diano sempre il loro massimo per ottenerlo. Se poi non ce la dovessero fare, non importa, ma quello che conta è averci messo l'anima per provarci.
Al termine dell’intervista Carlton Myers ha postato per le consuete foto ricordo e ha firmato autografi a tutti. Successivamente é arrivato il Sindaco di Castelnovo ne' Monti Gianluca Marconi il quale ha ringraziato di persona Carlton: “Nessun personaggio sportivo del suo calibro è mai stato ospite in paese” ha dichiarato con orgoglio il Sindaco Marconi che ha anche regalato al campione un libro di fotografie della Pietra di Bismantova, simbolo di Castelnovo ne’Monti, e del Parmigiano Reggiano di montagna. “Voglio ringraziare inoltre la Pallacanestro Reggiana – ha aggiunto il Sindaco - perchè la partnership che unisce il comune alla società si è rafforzata, se possibile, ancora di più quest'anno grazie al Basket Camp, senza dimenticare il ritiro della prima squadra che partirà il 26 agosto”.